Uno spettro si aggira per la bassa reggiana.
Si tratta di una bandiera, di uno stendardo di colore azzurro intenso con al centro un disco più chiaro entro il quale si distingue una scritta nera. E’ mai possibile che un oggetto dall’apparenza così innocua, addirittura anche bello da vedersi, incuta così tanta paura? Eppure è da qualche giorno che i soliti alcuni cittadini di Novellara sono letteralmente terrorizzati dalla visione di questo allegro vessillo sventolare nelle vie della nostra città. Sono talmente impauriti che hanno preso il coraggio a quattro mani e hanno chiesto aiuto alla loro paladina preferita, l’eroica Iron-Lady del PdL locale, al secolo Fantinati Cristina. Costei, dopo aver indossato con un guizzo fulmineo il costume della santa inquisizione ha gettato il cuore al di là dell’ostacolo ed è entrata immediatamente in azione. Come un tornado sulla via di Tripoli ha iniziato la sua democraticissima guerra contro tutti quei suoi concittadini che avevano osato ospitare nelle loro abitazioni l’odiato fantasma drappeggiante ed è andata di corsa a denunciarli alle autorità competenti. E da quel momento quelle eteree essenze azzurrine hanno smesso di garrire nei nostri cieli. Vergognandosi (ma solo un poco appena) i cittadini ribelli, dopo l’intervento delle forze dell’ordine che li hanno minacciati con pesanti sanzioni, le hanno infatti riposte nei cassetti in attesa di tempi migliori. Ma poi, come sempre accade, tutte le brutte storie hanno un lieto fine: qualcuno, forse preso da una rabbia antica da generazioni senza nome, è intervenuto nell’ignobile querelle e, come d’incanto, ha estratto dal cilindro la formula magica esorcizzante, ovvero la sentenza della Corte Costituzionale nr. 161 del 1995. E allora adesso l'indomita Fantinati si cosparga il capo di cenere e chieda scusa ai suoi concittadini per averli denunciati senza motivo.

Magari un riassuntino della sentenza .... :)
RispondiEliminaDai scherzo, il senso e' chiarissimo!
Ciao
Mauri