giovedì 25 ottobre 2012

Referendum Lavoro - Nasce il comitato novellarese

Ieri sera, 24 ottobre 2012, presso la Tana delle Rane, è nato il Comitato Lottoperildiciotto Novellarese. I primi componenti: Paolo Artoni, Stefano Mazzi, Enrico Ragni, Cristian Veronesi. Segue comunicato stampa.

Per adesioni e informazioni: lottoperildiciotto@gmail.com

Raccolta firme a Novellara
da DOMENICA 4 NOVEMBRE 2012


I QUESITI REFERENDARI

Articolo 8 - Che cos'ha fatto il governo Berlusconi?
Nell'agosto 2011, con un colpo di mano all'interno della manovra economica, il governo ha operato per limitare drasticamente la centralità del contratto nazionale di lavoro, rimandando agli accordi aziendali materie importantissime quali la classificazione e l'inquadramento del personale, le mansioni, la disciplina dell'orario di lavoro, i contratti a termine, i contratti a orario ridotto, il regime della solidarietà negli appalti, il ricorso alla somministrazione di lavoro e la modalità di assunzione e la disciplina del rapporto di lavoro. L'articolo 8 di quella manovra finanziaria è carico di livore antisindacale e contrasta duramente le spinte alla solidarietà tra i lavoratori contro i drammatici effetti della crisi economica. Con questo articolo si vuole annullare l'accordo del 28 giugno 2011, che ha riconfermato il contratto nazionale al centro delle relazioni sindacali del Paese.

Che cosa vogliamo ottenere attraverso i referendum?
Intendiamo abolire le manomissioni e ristabilire la certezza dei diritti previsti e conquistati dal contratto nazionale. A parità di condizioni, vanno pretese regole generali che valgano per tutti i lavoratori di un settore e ovunque sul territorio nazionale. Alla contrattazione aziendale va restituito il giusto valore: ossia deve 'accompagnare' l'andamento dell'impresa - garantendo eventualmente tutele aggiuntive ai suoi dipendenti -, contrattare l'organizzazione del lavoro, l'articolazione degli orari e dei turni nell'ambito e nei limiti previsti dal contratto nazionale.

Articolo 18 - Che cos'ha fatto il governo Monti?
Ha cancellato la norma che imponeva il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa o giustificato motivo a fronte di una sentenza del giudice del lavoro favorevole al lavoratore stesso. L'articolo 18 è stato manomesso nella sua essenza e nella sua funzione. Il governo ha agito con forte iniquità sul tema cruciale del mercato del lavoro, scegliendo - per combattere gli effetti della crisi - di aggredire i diritti, le conquiste storiche del movimento operaio e il sistema di protezione sociale pubblica. Le modifiche all'articolo 18 riscrivono con motivazioni inaccettabili un tratto saliente della giurisprudenza del lavoro, prefigurando rapporti sociali e sindacali autoritari che avranno ripercussioni nella vita di tutti i cittadini onesti, cui è stato scippato un diritto fondamentale.

Che cosa vogliamo ottenere attraverso i referendum?
Restituire allo Statuto dei Lavoratori l'articolo 18 nella versione originaria, per rispettare i principi della Costituzione e rendere esigibili le decisioni della magistratura. La nozione giuridica secondo la quale nessuno può essere licenziato senza giusta causa e giustificato motivo deve essere ripristinata. Perché un'ingiustizia praticata ad uno è un'ingiustizia verso tutti. Non si tratta dunque di un problema di quantità numeriche, bensì di giustizia sociale.

sabato 13 ottobre 2012

I consiglieri astenuti intervengono nel dibattito

In questo periodo storico di crisi, occorre dare messaggi di sobrietà (dal Portico n.293)
Il dibattito sui giornali e il tam tam mediatico ci impongono di fare chiarezza: è assurdo accusare di “essere contro la cultura” coloro i quali hanno espresso, in modo responsabile, un legittimo dissenso  su un singolo evento.
E’ circolata nelle scorsa settimane una petizione con relativa raccolta di firme a sostegno del Festival Uguali e Diversi. Sostegno legittimo accompagnato però da pesanti commenti per chi. si è permesso di sollevare obiezioni sull’evento stesso. Tutto è nato da un voto in consiglio comunale dove, quattro consiglieri della maggioranza (tra cui il sottoscritto), hanno ritenuto di non bocciare completamente una mozione (che chiedeva la sospensione del festival per un anno) presentata da un consigliere di opposizione. Posizione espressa, responsabilmente, con un astensione che, volutamente, non ha pregiudicato la tenuta della maggioranza. La mozione infatti è stata respinta e come noto, l’evento culturale in oggetto, si è tenuto regolarmente. Nonostante ciò è stata presentata la suddetta petizione che recitava tra le righe: «…i nostri concreti e realistici consiglieri, non solo dell’opposizione berlusconiana e leghista, ma anche del gruppo di maggioranza, restano pervicacemente convinti che la cultura sia un inutile spreco, che con la cultura non si mangia….», addebitando agli stessi una «fede economicistica». Premettendo che la liceità di una raccolta firme resta sacrosanta, riteniamo però che non lo sia la contemporanea offesa e diffamazione di chi la pensa diversamente. E’ giusto precisare che il voto non è stato semplicemente una presa di posizione contro un evento culturale. Il voto è stato consequenziale ad un lungo dibattito che da mesi era presente nel gruppo di maggioranza, sconosciuto evidentemente a chi ha firmato la petizione stessa. Un dibattito appunto, anche costruttivo, dal quale emergeva la necessità (espressa da varie anime della maggioranza) di adottare per l’anno in corso uno stile sobrio nei confronti della cittadinanza. Si riteneva infatti poco appropriato presentarsi alla cittadinanza con eventi culturali di un certo tipo quando il contesto di crisi e fiscale pone tante famiglie sul lastrico; tutto ciò indipendentemente dal costo e dal contenuto degli eventi stessi. Riteniamo infatti che in determinati contesti storici e sociali occorra dare messaggi di sobrietà, che devono venire prima di tutto da chi amministra. Unitamente a ciò, dal dibattito nella maggioranza emerge da sempre la volontà per lo meno di condividere il programma dell’iniziativa che, al contrario, è sempre stato blindato per quanto riguarda le modalità e la scelta dei relatori. Occorre poi considerare che la programmazione culturale di Novellara è contraddistinta da tantissime altre iniziative spalmate su tutto l’anno che hanno pieno consenso. Da qui quindi l’assurdità di definire contro la cultura coloro i quali hanno espresso un voto legittimo in una sede appropriata. L’obbiettivo di queste righe è chiarire una volta per tutte una posizione che a nostro avviso non è stata ben compresa. Fatto ciò l’obbiettivo è concludere al meglio la legislatura, in modo compatto, soprattutto in un contesto in cui gli enti locali incontrano numerose difficoltà a tutti i livelli. La democrazia è un valore che si difende non solo evitando il dissenso ma anche comprendendone le ragioni.
Alessandro Baracchi e i consiglieri astenuti Milena Saccani, Eugenio Cepelli, Agnese Vezzani.

sabato 6 ottobre 2012

Sulla petizione

Interrogazione a risposta orale riguardante la petizione sul Festival Uguali/Diversi che sta circolando in questi giorni a Novellara

Considerato che:
1) a Novellara sta girando in alcuni ambienti una petizione con raccolta di firme a sostegno del Festival Uguali/Diversi;
2) tale petizione non si limita solo al lecito sostegno dell’iniziativa, ma attacca pesantemente i consiglieri, sia di opposizione che di maggioranza, che nel corso dell’ultimo consiglio comunale si sono espressi a favore, o che si sono astenuti, in merito alla mozione di Sinistra per Novellara che chiedeva l’annullamento del festival 2012;
3) tale petizione apostrofa i consiglieri che hanno legittimamente espresso il loro dissenso, con frasi offensive e assolutamente ingiustificate:
 - sono convinti che “la cultura sia un inutile spreco”
 - sostengono che “con la cultura non si mangia”
 - difendono la “fede economicista” che porta a “un individualismo cattivo e sospettoso e alla   chiusura in casa e nelle cattedrali del consumo” (leggi centri commerciali?)
 - sono “vittime sacrificali della pubblicità e dell’indebitamento televisivo”, persone prive di “curiosità ed interessi”, nonché “provinciali e superficiali”
 - sono “accaniti critici del Festival e non hanno partecipato mai a nessun incontro per partito preso”

Il gruppo Sinistra per Novellara interroga il Sindaco a risposta orale:
1) è a conoscenza dell’esistenza di questa petizione, l’ha già ricevuta, intende recepirla?
2) è vero che tra i promotori di questa iniziativa ci sono anche ex assessori della precedente legislatura?
3) è vero che l’attuale Assessore alla Cultura è impegnato in prima persona nella raccolta delle firme?
4) è vero che tra i primi firmatari della petizione ci sono anche Onorevoli e personalità di spicco del Partito Democratico? è a conoscenza delle modalità per le quali tali personalità sono state coinvolte? ritiene che questa sia stata una operazione corretta?
5) ritiene corretto attaccare in questo modo i consiglieri (che sono l’espressione più alta della democrazia rappresentativa in quanto eletti dai cittadini) soltanto perché  esprimono dissenso rispetto alla linea politica dettata dell’Assessore alla Cultura?
6) non crede che lo spirito di questa iniziativa, che tende a mettere alla berlina i dissidenti, rappresenti un fatto gravissimo e assolutamente disdicevole all’interno della istituzione democratica che ella rappresenta?
7) condivide il contenuto e i toni della petizione oppure ha intenzione di prendere le distanze da questa iniziativa?

Per il Gruppo Consiliare Indipendente
“SINISTRA PER NOVELLARA”
           Stefano Mazzi 

venerdì 5 ottobre 2012

Comunque Diversi

Riceviamo e pubblichiamo volentieri alcuni commenti:

Gira per alcuni ambienti di Novellara una petizione che mette all'indice una decina di consiglieri di minoranza e maggioranza che hanno la grave colpa di non condividere con entusiasmo il Verbo di un'altra parte della maggioranza. Non è questa la sede per entrare nel merito di quello che prevede il Verbo, anche se ci sarebbe parecchio da obbiettare, ma trovo spaventoso e segno, questo sì, di scarsa e cattiva cultura ed intelligenza il metodo che i sostenitori del "nuovo rinascimento novellarese" utilizzano per risolvere le questioni con quanti non li assecondano ciecamente. Mettere alla berlina tramite una meschina raccolta di firme rappresentanti eletti della propria comunità che hanno semplicemente sentito il bisogno di marcare una differenza di vedute dal pensiero dominante (?) non è una pratica esattamente democratica. Rivendico con orgoglio che io e coloro che agiscono in questo modo siamo e saremo sempre COMUNQUE DIVERSI.
Carlo Veneroni

Condivido il tuo pensiero ed esprimo pubblicamente la mia solidarietà ai consiglieri che hanno avuto il coraggio di mettere in discussione quello che tu chiami il Verbo. Secondo me tutto può essere messo in discussione in politica, non ci sono cose eterne che devono essere accettate e basta. Inoltre, e chi mi conosce lo sa bene, pur essendo un convinto sostenitore della democrazia diretta, trovo vagamente inquietante che dei cittadini scrivano a un loro rappresentante (il sindaco) chiedendogli di *non ascoltare* altri loro rappresentanti (i consiglieri). Infine, trovo del tutto assurda l'accusa di "considerare la cultura uno spreco inutile" (cito a memoria dalla petizione),
rivolta ai consiglieri che si sono astenuti. Basta leggere i nomi di questi consiglieri e conoscere un minimo la loro storia per rendersi conto dell'assurdità di questa frase. In conclusione, un'operazione che non mi è piaciuta.L'azione corretta sarebbe stata quella di fare una semplice raccolta firme di sostegno al festival, con la quale chiedere al sindaco di mantenerlo per . Non capisco che cosa c'entrano gli attacchi del tutto gratuiti a consiglieri il cui unico "crimine" è stato quello di ragionare con la loro testa anzichè limitarsi a fare da claque (si scrive così?) come vorrebbe qualcuno...

Cristian Veronesi

Qualche giorno fa sono stato invitato a sottoscrivere la petizione (assieme a circa altri 30 destinatari mail). Personalmente penso che definire "penosa" la petizione è sicuramente farle un complimento. Una petizione che non ha nessun contenuto serio, nessun dato fornito, nessun fatto. Solo una serie di slogan o accuse spesso infamanti e che mette in bocca a dei consiglieri delle frasi che sono sicuro non abbiano mai detto ("la cultura è un inutile spreco"). C'è però un messaggio di speranza: su 30 destinatari solamente in 2 (inizialmente) avevamo scritto di NON sottoscrivere. Dopo l'incontro pubblico dell'altra sera diverse persone hanno ritirato/sospeso la propria firma (purtroppo però troppo tardi) capendo i motivi. Alcuni hanno anche scritto che servirà loro da lezione per approfondire meglio le cose in futuro. Di certo si può affermare una cosa: chi si è astenuto ci ha messo la faccia e del tempo gratuito per spiegare a chiunque fosse interessato la propria posizione, chi invece sostiene il festival senza se e senza ma (e senza, spesso, sapere) invece non fa incontri pubblici.... soprattutto non si riesce a capire da chi sia partita, da chi sia stata materialmente scritta la petizione... 
credo che, ancora una volta, si è reso evidente un modo sano di fare politica contrapposto a del marciume dilagante... e, come sempre, i fatti parlano da soli..... la speranza è che tutti capiamo che approcciare in modo più critico e costruttivo (per il bene comune, e non per il bene/appagamento personale o di pochi) ogni questione che ci riguarda da vicino, è l'unico modo per migliorare la società in cui viviamo, festival o non festival.
Berna