mercoledì 7 agosto 2013
Intervento sul bilancio 2013 - Consiglio comunale del 25 luglio
Non ho intenzione di entrare nello specifico dei numeri e delle voci sono consapevole delle difficoltà …. ma, prendendo spunto da quello che molto probabilmente sarà l’ultimo bilancio preventivo che andremo a discutere in questa legislatura, vorrei fare una riflessione politica generale. Personalmente, anche quando facevo ancora parte della maggioranza, sono sempre stato molto perplesso e critico sul portare l’approvazione della previsione di bilancio agli ultimi giorni utili in funzione dei vari decreti governativi che si sono succeduti negli anni. Trattandosi di una previsione sarebbe a mio parere certamente più sensato e trasparente (e devo dire anche corretto nei confronti degli elettori) definire in prima battuta quello che si vorrebbe fare, cioè come e con che risorse la giunta, anno per anno, intende realizzare il programma di governo, eventualmente modificando e aggiustando in corsa, piuttosto che navigare a vista (senza però rinunciare a nulla) e poi fare le correzioni e le sistemazioni alla fine magari tirando fuori dal cappello soluzioni difficili o creative dettate dall’emergenza di raggiungere il pareggio e far quadrare i conti a tutti i costi. Nonostante ciò, devo comunque dare atto a questa amministrazione (così come a tutte le altre amministrazioni che sono nelle stesse condizioni) che questo mia sollecitazione alla chiarezza e alla trasparenza risulta davvero difficile da realizzare, soprattutto vista la tremenda crisi in atto e la situazione politica nazionale di grande ed estrema incertezza. Non insisterò quindi più su questo punto…. Ma voglio adesso fare alcune considerazioni (mi spiace ma sarò critico) su questi “quasi” 5 anni di governo, una sintesi e, in modo particolare, sull’ambiente, sulla cultura e sulla gestione del territorio….. Ambiente: i principali elementi qualificanti del programma di governo sul piano ambientale sono stati clamorosamente disattesi. • Il piano per la ciclabilità e la mobilità sostenibile è naufragato, per tre anni consecutivi le piccole somme previste nel piano degli investimenti che si discuteva in giunta, sono state tutte dirottate su altro. • Le idee e i progetti per valorizzare le valli, sia sul piano naturalistico (oasi Sculazzo) che su quello turistico (aprire una parentesi sul cicloturismo: abbiamo un’area naturalistica che potrebbe essere sfruttata meglio …. Progetto bonifica/telecom: il comune dove era?) non si sa dove sono finite. • Orti comunali, mobilità in piazza e parziale pedonalizzazione (pilomat un disastro), ciclabilità degli argini, raccolta rifiuti porta a porta, etc. ….. Cultura e intercultura: non mi dilungo su questo capitolo perché è stato discusso già diverse volte e la mia opinione sui festival tematici la conoscete già. • Penso che la maggioranza abbia ceduto sovranità su questi temi a una gestione che a mio parere (consentitemi il giudizio assolutamente politico) si accompagna a una visione distorta, personalistica e fondamentalista della realtà e della situazione culturale del nostro territorio. • Forse l’unica cosa davvero positiva che a suo tempo come maggioranza abbiamo fatto è stata quella di fermare in modo forte e intransigente la pericolosa idea di una fondazione alla quale conferire tutti i tesori culturali e le strutture del nostro comune. • Spero che la futura maggioranza, quella che uscirà dopo le prossime elezioni, faccia tesoro di quanto successo in questi anni, non ripeta gli stessi errori e affidi la cultura nelle mani di chi davvero si proporrà di lavorare per il nostro territorio e per i nostri concittadini piuttosto che di chi persegue ideali evanescenti e lontani dalla realtà quotidiana. Uso del territorio: penso che quella iniziata nel 2009 e che per fortuna si sta concludendo, sia stata una stagione assolutamente fallimentare per questo settore. La maggior parte di quanto era stato pianificato non si è realizzato, oppure è stato drasticamente ridimensionato, rivisto, corretto. Perché sbagliato, anche tecnicamente. Tanti sono stati gli errori commessi e soprattutto, si è reso evidente come il Piano Operativo Comunale sia stato tutto il contrario di un vero strumento di pianificazione. Esempi: • Il Campus scolastico sarà realizzato, se poi davvero lo sarà…., in una versione assolutamente ridotta rispetto al progetto originale. • La STU, società di trasformazione urbana, che doveva essere uno degli elementi cardine di questa amministrazione è stata cassata in quanto si è rivelata una strada assolutamente impraticabile. Tempo e risorse buttati via per nulla. • Si da il via alla realizzazione di un grande centro commerciale in un momento così drammatico per le sorti dei piccoli negozi e delle piccole imprese. • Il piano del colore del centro storico, tanto sbandierato e promosso politicamente, non è ancora ultimato e non si sa se e quando lo potrà essere. • Interventi previsti in piazza (il campo delle noci), la nuova caserma dei carabinieri, altri interventi di ristrutturazione e qualificazione sono fermi. • Ipotesi di progetto relativi all’ex macello e alla stazione ci hanno impegnato in discussioni infinite per poi essere ancora lì nella stessa situazione di quando io sono entrato in consiglio comunale. • Diverse convenzioni urbanistiche, contrattazioni e accordi art.18 sono stati sospesi, rinegoziati, modificati, rivisti e corretti. Altri si sono rivelati impraticabili. • Da ultimo la situazione paradossale del palazzetto dello sport che “ritorna” nella zona sportiva dopo che per anni ci è stato detto e ridetto che la soluzione dell’area ex Arbor era a tutti gli effetti la migliore sia dal punto di vista tecnico che da quello urbanistico (ricordiamo tutti quello che ha più volte decantato e sostenuto il precedente responsabile di settore ….). A questo punto, e soprattutto per questo settore delicato dell’urbanistica, certamente impegnativo e difficile, ma nello stesso tempo anche politicamente strategico per una amministrazione pubblica, mi viene spontaneo ritornare alle discussioni avute fin dall’inizio all’interno della giunta e con il sindaco, nel gruppo di maggioranza, e domandarvi in tutta onestà se ritenete che, viste queste mancate realizzazioni, questi progetti disattesi o fermati, queste inefficienze e ri-lavorazioni che stiamo subendo, se ritenete che coloro che a suo tempo si sono permessi di criticare questo modo di intendere l’urbanistica, tutta mercato e contrattazioni, che hanno criticato il precedente responsabile di settore e la sua visione creativa dell’urbanistica (che si è dimostrata un disastro), che magari vorrebbero PSC a indici zero, se non vi viene il dubbio che coloro che criticavano tutto questo, alla fine e in sostanza non avessero comunque una buona parte di ragione…...
lunedì 15 luglio 2013
Facciamo tornare la Democrazia - Incontro di Alba e Sinistra per Novellara - Martedì 16 luglio
Sinistra per Novellara e A.L.B.A. Alleanza Lavoro Benicomuni e Ambienteinvitano la cittadinanza a unaASSEMBLEA PUBBLICALa crisi della democrazia rappresentativa genera mostri: qualunquismo,presidenzialismo, larghe intese.Dopo gli ultimi eventi politici a livello nazionale che hanno portato alla nascita del Governo PD-PDL-SC, che altro non è che la prosecuzione dell'esperienza Monti, con in più il coinvolgimento diretto dei partiti, si può aprire uno spazio politico intorno al quale costruire un'alternativa radicalmente democratica?Come possiamo dare una prospettiva politica ed elettorale ai vari livelli, a quel vasto mondo democratico che desidera con forza un’alternativa di società e che continua a non essere rappresentato, nemmeno da Grillo, come l’ultimo esito amministrativo con chiarezza dimostra?
UN’ALTRA POLITICA E’ POSSIBILE ?FACCIAMO TORNARE LA DEMOCRAZIAParliamone insiemeMartedì 16 Luglio 2013Ore 21:00Presso la sala delCircolo Ricreativo Aperto NovellareseVia Vittorio Veneto 30 - NovellaraAll’incontro parteciperanno Massimo Torelli e Andrea Bagni di A.L.B.A.
mercoledì 5 giugno 2013
Festival Uguali Diversi 2013: Ultimo Anno?
E anche nel 2013 Novellara sarà teatro dell’ennesima, e ormai a questo punto immancabile, edizione del festival Uguali Diversi.
Non è bastata al Sindaco, e alla sua remissiva giunta, la rovente polemica scatenata lo scorso anno quando l’incomprensibile volontà di assecondare la prosopopea e la supponenza di un assessore, convinto di essere il solo competente sul modo di promuovere e governare la cultura nel territorio, ha causato da una parte le mie dimissioni dal ruolo di assessore, dall’altra la spaccatura del gruppo di maggioranza nel momento del voto sulla mia mozione che chiedeva, visto il periodo di pesante crisi economica aggravato dal tremendo sisma di maggio, di cancellare l’edizione 2012 del festival.
Con la delibera di giunta nr. 78 del 29/05/2013 infatti, codesta amministrazione ha nuovamente palesato la ferma intenzione di continuare a imporre ai propri concittadini questa davvero poco amata iniziativa, la quale anziché promuovere una cultura di base aperta a tutti e attenta ai problemi concreti, persevera ostinatamente nell’estraniarsi dalla realtà quotidiana rifugiandosi in stucchevoli celebrazioni intellettualistiche, tanto astratte quanto elitarie.
Colpisce poi il tema scelto per questa sesta edizione: il lavoro.
Anche questa volta si vuole sfruttare la popolarità e l’attualità di un tema estremamente e drammaticamente importante, o quantomeno avvertito come tale da milioni di cittadini, giovani, precari e disoccupati, per reiterare la solita sequela di lezioni magistrali tenute dai soliti esperti tuttologi, praticanti a pagamento di comparsate festivaliere, con la regia del solito, mai rinnovato, comitato scientifico, anche questo ovviamente a pagamento.
Ma quali risposte concrete potranno mai arrivare dai dotti e navigati teologi e professori che saranno invitati al festival, al dramma di un giovane precario o senza lavoro, gravato dalla consapevolezza di un’aspettativa di futuro fatto di miseria ed esclusione sociale?
Non sarebbe forse più opportuno che l’amministrazione, che appartiene a tutti i cittadini non dimentichiamolo, impegnasse tempo e risorse in modo più proficuo e terra-terra piuttosto che nella preparazione e nella gestione diretta di un evento come questo?
Ma ovviamente non sarà così!
Questa giunta a quanto pare ha già deciso e a noi, inguaribili critici polemici, che avremmo voluto essere testimoni di un coraggioso cambiamento di linea all’insegna della concretezza e della sobrietà, non rimane altro che sperare che dal 2014 coloro che saranno chiamati a guidare la città perseguano una linea politica più adeguata, rispettosa delle aspettative e attenta ai bisogni essenziali di tutti i novellaresi.
Stefano Mazzi
Sinistra per Novellara
Non è bastata al Sindaco, e alla sua remissiva giunta, la rovente polemica scatenata lo scorso anno quando l’incomprensibile volontà di assecondare la prosopopea e la supponenza di un assessore, convinto di essere il solo competente sul modo di promuovere e governare la cultura nel territorio, ha causato da una parte le mie dimissioni dal ruolo di assessore, dall’altra la spaccatura del gruppo di maggioranza nel momento del voto sulla mia mozione che chiedeva, visto il periodo di pesante crisi economica aggravato dal tremendo sisma di maggio, di cancellare l’edizione 2012 del festival.
Con la delibera di giunta nr. 78 del 29/05/2013 infatti, codesta amministrazione ha nuovamente palesato la ferma intenzione di continuare a imporre ai propri concittadini questa davvero poco amata iniziativa, la quale anziché promuovere una cultura di base aperta a tutti e attenta ai problemi concreti, persevera ostinatamente nell’estraniarsi dalla realtà quotidiana rifugiandosi in stucchevoli celebrazioni intellettualistiche, tanto astratte quanto elitarie.
Colpisce poi il tema scelto per questa sesta edizione: il lavoro.
Anche questa volta si vuole sfruttare la popolarità e l’attualità di un tema estremamente e drammaticamente importante, o quantomeno avvertito come tale da milioni di cittadini, giovani, precari e disoccupati, per reiterare la solita sequela di lezioni magistrali tenute dai soliti esperti tuttologi, praticanti a pagamento di comparsate festivaliere, con la regia del solito, mai rinnovato, comitato scientifico, anche questo ovviamente a pagamento.
Ma quali risposte concrete potranno mai arrivare dai dotti e navigati teologi e professori che saranno invitati al festival, al dramma di un giovane precario o senza lavoro, gravato dalla consapevolezza di un’aspettativa di futuro fatto di miseria ed esclusione sociale?
Non sarebbe forse più opportuno che l’amministrazione, che appartiene a tutti i cittadini non dimentichiamolo, impegnasse tempo e risorse in modo più proficuo e terra-terra piuttosto che nella preparazione e nella gestione diretta di un evento come questo?
Ma ovviamente non sarà così!
Questa giunta a quanto pare ha già deciso e a noi, inguaribili critici polemici, che avremmo voluto essere testimoni di un coraggioso cambiamento di linea all’insegna della concretezza e della sobrietà, non rimane altro che sperare che dal 2014 coloro che saranno chiamati a guidare la città perseguano una linea politica più adeguata, rispettosa delle aspettative e attenta ai bisogni essenziali di tutti i novellaresi.
Stefano Mazzi
Sinistra per Novellara
sabato 15 dicembre 2012
La riconversione ecologica dell'economia
Uno dei punti programmatici dell’appello
di “Cambiare si Può” ci sollecita alla predisposizione di un grande
progetto di riconversione ecologica dell’economia e di riassetto del territorio.
E’ infatti sotto gli occhi di tutti la
grande contraddizione urbanistica che oggi si vive nelle nostre città, città
che sono ormai diventate ostaggio di piani regolatori datati e assolutamente
non in linea con le reali esigenze abitative, produttive, commerciali, del
nostro territorio e della nostra società.
Noi vediamo che, anziché diffondere e
promuovere linee guida volte al recupero del patrimonio esistente, alla
ristrutturazione di edifici esistenti, le nostre amministrazioni sono entrate
sempre più nella logica perversa dello smercio, del trasferimento, della
dislocazione di nuove e vecchie volumetrie, dove per volumetrie si intendono
gli indici di edificabilità, tutto questo a fronte del pagamento di quelle
comunemente vengono chiamate perequazioni, cioè somme in denaro oppure in opere
pubbliche che vengono richieste ai costruttori come una sorta di
“compensazione” per il danno ambientale derivato.
In pratica il Comune rilascia al
costruttore il permesso di costruire, ma in cambio gli chiede, ad esempio, la
realizzazione di una pista ciclabile, oppure la ri-asfaltatura di una strada, un’altra
opera di comparto, o addirittura una somma in denaro che poi utilizza per
finanziare la spesa sociale che, guarda caso, è in grande sofferenza a causa
dei tagli governativi.
Ora voi capite che questo meccanismo ha
qualcosa che non va. In questo modo quel bene comune che chiamiamo “territorio”
è di fatto svenduto e diventa oggetto, da una parte di interessi privati
fortissimi e dall’altra di un velato ricatto a cui sono soggette le
amministrazioni che rischiano di non poter più erogare i servizi sociali (altro
bene comune) se non hanno entrate
sufficienti per rispettare il vincolo del pareggio di bilancio.
Come si risolve quindi questa situazione?
Come si riconverte l’economia in modo ecologico?
Io credo che la logica e il buonsenso ci
consentano di definire alcuni cardini fondamentali (o pilastri, come li chiama
Guido Viale, uno dei promotori del nostro appello in un bellissimo articolo sul
Manifesto di qualche mese fa) sui quali innestare una vera ed efficace politica
ambientale alternativa.
Promuovere e sostenere piani regolatori a indice zero.
Nelle città e nei comuni della penisola è necessario incentivare il più
possibile opere di riconversione e recupero (nel pieno rispetto dei vincoli
artistici, culturali e paesaggistici) anziché favorire nuove e devastanti
cementificazioni che consumano suolo agricolo e, soprattutto in periodi di
crisi, contribuiscono all’aumento dell’invenduto, che è comunque in ogni caso,
vista la vigente legislazione, non utilizzabile. A Roma per esempio, il sindaco
Alemanno sta approvando la costruzione di 66 mila nuovi alloggi, pari a più di 23
milioni di metri cubi che cancelleranno per sempre oltre 2000 ettari di terreno
agricolo. Tutto questo avviene, in piena continuità con il patto per Roma della
giunta Veltroni, in una città dove si prevedono circa 250 mila sfratti nei
prossimi 3 anni
Favorire le coltivazioni biologiche, territoriali, a km 0, non
intensive. L’agricoltura intensiva può provocare un accumulo
di residui salini che a lungo andare rovina irrimediabilmente il terreno. Ogni
anno nel mondo a causa della salinizzazione e dell’eccessiva irrigazione va
perduta un’area grande quasi due volte la Svizzera.
Fermare le grandi opere. Faraoniche e inutili, sono sempre state
sinonimo di cattiva gestione, inefficienza, ritardi e spreco di soldi pubblici.
Piuttosto che una costosa linea ad alta velocità che, dopo aver rovinato il
territorio e leso la sicurezza dei cittadini di una regione intera, permetterà solo
a pochi ricchi uomini d’affari di spostarsi a proprio piacimento tra Italia e
Francia non è forse meglio potenziare il vero trasporto pubblico, quello usato
tutti i giorni dalla stragrande maggioranza dei viaggiatori pendolari? E
potenziare inoltre le linee ferroviarie per il trasporto delle merci
consentirebbe di limitare l’invasione della gomma sulle nostre strade e
autostrade.
Riappropriarsi dei servizi pubblici essenziali.
Le amministrazioni dovrebbero essere aiutate ad uscire dalla spirale della
privatizzazione dei servizi. Negli ultimi anni tutti i governi che si sono
succeduti hanno cercato di convincerci che non era più economicamente
sostenibile per un ente locale gestire i servizi direttamente, che occorreva
fare entrare il privato, che solo con il privato si potevano garantire gli
investimenti necessari a far funzionare i servizi. Poi, contro questo pensiero
unico che ovunque andava per la maggiore, ci sono stati due eventi
importantissimi che lasciano ben sperare:
- 1) a Napoli, con il sindaco De Magistris, si
è completato in brevissimo tempo un progetto di ri-pubblicizzazione dell’acqua;
questo può insegnare qualcosa a molti, anche qui da noi a Reggio Emilia.
- 2) c’è stato un referendum che di fatto ha
stabilito che gli italiani preferiscono la gestione diretta, perché credono che
sia più economica, e che dia loro anche la possibilità di esercitare un
controllo più puntuale
Sul referendum devo dire di essere
davvero indignato: milioni di cittadini si sono espressi, democraticamente e
senza dubbio alcuno, e noi siamo qua a dover mettere nel nostro programma
elettorale che vogliamo “il rispetto pieno e immediato dei referendum 2011 sui
beni comuni e contro la vendita ai privati dei servizi pubblici locali? Ma in
quale altro paese al mondo sarebbe successa una cosa del genere? Ma perché su
questo tema non si alza indignata anche la voce del Presidente Napolitano?
Presidente, dica qualcosa! Non taccia,
così come ha taciuto sulla vergognosa discriminazione a cui sono stati
sottoposti gli operai di Pomigliano iscritti alla Fiom. Sia davvero garante
della nostra Costituzione Repubblicana, ci rappresenti tutti e non solamente i
grandi potentati economici e finanziari che stanno mandando il mondo e l’intera
umanità in rovina.
Stefano Mazzi
giovedì 29 novembre 2012
ALBA - Conferenza Stampa Diffusa
ALBA organizza una conferenza stampa diffusa in tutta Italia
Il SOGGETTO POLITICO NUOVO si presenta in 33 città
E' convocata per giovedì 29 novembre in 33 città italiane, una conferenza stampa diffusa per raccontare il percorso del “soggetto politico nuovo” ALBA (Alleanza per il Lavori, i Beni Comuni e l'Ambiente) che in questi giorni ha concluso la sua fase costituente.
Perché una conferenza stampa “diffusa”? E' nello spirito di ALBA e del suo manifesto fondativo (www.soggettopoliticonuovo.it) una pratica politica “altra nelle forme e nelle passioni” che si propone di diffondere il potere e non concentrarlo; di essere presente a livello locale perché ALBA intende riaffermare la validità della dimensione territoriale locale come luogo dove governo e cittadino sono più vicini, dove la democrazia partecipativa può affiancare e essere da stimolo a quella rappresentativa.
L'incontro con la stampa viene organizzato simultaneamente a: Novara, Torino, Brescia, Milano, Udine, Padova, Vicenza, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Ravenna, Genova, Siena, Livorno, Grosseto, Firenze, Pistoia, Perugia, Roma, Abruzzo, Napoli, Benevento, Campobasso, Matera, Bari, Taranto, Catanzaro, Reggio Calabria, Messina, Palermo, Catania, Sassari, Cagliari.
Perché OGGI?? Perché siamo nel mezzo ai 2 turni delle primarie (a cui non abbiamo partecipato) e a 2 giorni dall’importante assemblea promossa da “Cambiare si può” il 1 dicembre a Roma
I nostri 25 irrinunciabili propositi. In questi mesi abbiamo elaborato, insieme, nel corso di vari incontri nazionali (Parma, Torino, Roma) quali sono i nostri valori condivisi, qual è l'analisi della crisi attuale ed i propositi irrinunciabili del nostro percorso politico. Sono elencati nel sito: www.soggettopoliticonuovo.it/contributi-essenziali-di-programma-alba-soggetto-politico-nuovo/
Sostegno a “Cambiare si può” (www.cambiaresipuo.net). L'assemblea di ALBA ha votato il sostegno all'appello “Cambiare si può! Noi ci siamo”, indirizzato a promuovere la presenza di un “Quarto polo” per le politiche 2013, che rappresenti un segno di netta discontinuità con le politiche del passato, fuori dall'alleanza PD-SEL. Per questo i nodi di ALBA sono impegnati a diffondere e sostenere l'appello e a organizzare a livello locale incontri con i soggetti che lo condividono per confrontarsi su nuove regole della rappresentanza per la valorizzazione delle competenze, dei talenti e delle esperienze nei territori. Per questo, molti aderenti ad ALBA parteciperanno all'incontro pubblico organizzato a Roma per sabato 1 dicembre al teatro Vittoria.
“Cambiare si può” è un appello, ormai sottoscritto da quasi 5mila persone, finalizzato alla presenza alle prossime politiche di una lista di cittadinanza ed è quindi una tappa parallela al percorso di ALBA che è molto più lungo e ambizioso verso la creazione di un Soggetto Politico Nuovo.
L'organizzazione che ALBA si è data a 7 mesi dalla nascita (28 aprile 2012, Firenze, nel primo incontro nazionale) è di tipo confederale, con tanti nodi distribuiti sul territorio che interagiscono attraverso un comitato operativo nazionale collettivo e a rotazione, attualmente composto da 25 persone che attua le decisioni dell'assemblea. Non abbiamo un leader. Nel gruppo dirigente di ALBA sono presenti intellettuali, attivisti di movimenti e comitati, amministratori locali, volti nuovi della politica accanto a chi mette a disposizione il suo bagaglio di esperienze. Un mix di saperi, forze e stimoli per dare voce a un paese reale. Le attività di ALBA sono interamente auto-finanziate con le donazioni degli aderenti.
La campagna di adesioni inizierà il 15 dicembre.
Lo Statuto partecipato. Le regole del “soggetto politico nuovo” sono state scritte in modo partecipato con la collaborazione di tutti gli aderenti ad ALBA. Una prima bozza di testo elaborata da una commissione statuto è stata discussa in tutti i nodi territoriali e dai singoli aderenti sul forum on line per alcuni mesi, fino alla scrittura partecipata di un testo che ha recepito le proposte più coerenti con lo spirito del “manifesto per un soggetto politico nuovo”. Si è scelto di darsi regole transitorie da sperimentare nel corso di un anno.
Le cariche direttive e di rappresentanza sono temporanee, a rotazione (massimo 2 mandati, massimo 10 anni) non gerarchiche, nel rispetto della parità di genere.
Il testo integrale su http://www.soggettopoliticonuovo.it/statuto-e-codice-etico/
L'ABC dell'acqua bene comune. Il modello Napoli. Il comune di Napoli nei giorni scorsi ha trasformato il gestore del servizio idrico nell'azienda pubblica ABC (Acqua Bene Comune) nel pieno rispetto della volontà referendaria espressa nel 2011 dal voto di 27 milioni di italiani. L'esempio d Napoli dimostra che una svolta democratica è possibile per realizzare una politica degli enti locali realmente partecipata.
Con la presenza nel comitato di sorveglianza di utenti, lavoratori dell’azienda e rappresentanti di associazioni ambientaliste, ABC ha creato un reale organo di controllo democratico della gestione, in grado di garantire, con la pubblicazione di tutti gli atti on-line, la trasparenza delle procedure amministrative. Un esempio virtuoso al quale ALBA guarda con interesse per chiedere il rispetto dei referendum.
I referendum per il lavoro. I nodi di Alba sono coinvolti attivamente nella raccolta di firme per i quesiti referendari sul lavoro (articolo 8 e 18) e sono presenti nei comitati unitari.
La centralità del quesito sull’articolo 8 della Finanziaria Berlusconi è ancora più evidenziata dal pessimo accordo sottoscritto da tutte le sigle sindacali e datoriali con il governo ( ad eccezione per fortuna della CGIL e del sindacalismo di base) che comporta nella pratica il superamento nei contratti aziendali di ogni tutela data dal Contratto Nazionale (con conseguente indebolimento delle già pessime condizioni di lavoro dei precari).
ALBA - I 25 PUNTI PROGRAMMATICI
http://www.soggettopoliticonuovo.it/contributi-essenziali-di-programma-alba-soggetto-politico-nuovo/
Il SOGGETTO POLITICO NUOVO si presenta in 33 città
E' convocata per giovedì 29 novembre in 33 città italiane, una conferenza stampa diffusa per raccontare il percorso del “soggetto politico nuovo” ALBA (Alleanza per il Lavori, i Beni Comuni e l'Ambiente) che in questi giorni ha concluso la sua fase costituente.
Perché una conferenza stampa “diffusa”? E' nello spirito di ALBA e del suo manifesto fondativo (www.soggettopoliticonuovo.it) una pratica politica “altra nelle forme e nelle passioni” che si propone di diffondere il potere e non concentrarlo; di essere presente a livello locale perché ALBA intende riaffermare la validità della dimensione territoriale locale come luogo dove governo e cittadino sono più vicini, dove la democrazia partecipativa può affiancare e essere da stimolo a quella rappresentativa.
L'incontro con la stampa viene organizzato simultaneamente a: Novara, Torino, Brescia, Milano, Udine, Padova, Vicenza, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Ravenna, Genova, Siena, Livorno, Grosseto, Firenze, Pistoia, Perugia, Roma, Abruzzo, Napoli, Benevento, Campobasso, Matera, Bari, Taranto, Catanzaro, Reggio Calabria, Messina, Palermo, Catania, Sassari, Cagliari.
Perché OGGI?? Perché siamo nel mezzo ai 2 turni delle primarie (a cui non abbiamo partecipato) e a 2 giorni dall’importante assemblea promossa da “Cambiare si può” il 1 dicembre a Roma
I nostri 25 irrinunciabili propositi. In questi mesi abbiamo elaborato, insieme, nel corso di vari incontri nazionali (Parma, Torino, Roma) quali sono i nostri valori condivisi, qual è l'analisi della crisi attuale ed i propositi irrinunciabili del nostro percorso politico. Sono elencati nel sito: www.soggettopoliticonuovo.it/contributi-essenziali-di-programma-alba-soggetto-politico-nuovo/
Sostegno a “Cambiare si può” (www.cambiaresipuo.net). L'assemblea di ALBA ha votato il sostegno all'appello “Cambiare si può! Noi ci siamo”, indirizzato a promuovere la presenza di un “Quarto polo” per le politiche 2013, che rappresenti un segno di netta discontinuità con le politiche del passato, fuori dall'alleanza PD-SEL. Per questo i nodi di ALBA sono impegnati a diffondere e sostenere l'appello e a organizzare a livello locale incontri con i soggetti che lo condividono per confrontarsi su nuove regole della rappresentanza per la valorizzazione delle competenze, dei talenti e delle esperienze nei territori. Per questo, molti aderenti ad ALBA parteciperanno all'incontro pubblico organizzato a Roma per sabato 1 dicembre al teatro Vittoria.
“Cambiare si può” è un appello, ormai sottoscritto da quasi 5mila persone, finalizzato alla presenza alle prossime politiche di una lista di cittadinanza ed è quindi una tappa parallela al percorso di ALBA che è molto più lungo e ambizioso verso la creazione di un Soggetto Politico Nuovo.
L'organizzazione che ALBA si è data a 7 mesi dalla nascita (28 aprile 2012, Firenze, nel primo incontro nazionale) è di tipo confederale, con tanti nodi distribuiti sul territorio che interagiscono attraverso un comitato operativo nazionale collettivo e a rotazione, attualmente composto da 25 persone che attua le decisioni dell'assemblea. Non abbiamo un leader. Nel gruppo dirigente di ALBA sono presenti intellettuali, attivisti di movimenti e comitati, amministratori locali, volti nuovi della politica accanto a chi mette a disposizione il suo bagaglio di esperienze. Un mix di saperi, forze e stimoli per dare voce a un paese reale. Le attività di ALBA sono interamente auto-finanziate con le donazioni degli aderenti.
La campagna di adesioni inizierà il 15 dicembre.
Lo Statuto partecipato. Le regole del “soggetto politico nuovo” sono state scritte in modo partecipato con la collaborazione di tutti gli aderenti ad ALBA. Una prima bozza di testo elaborata da una commissione statuto è stata discussa in tutti i nodi territoriali e dai singoli aderenti sul forum on line per alcuni mesi, fino alla scrittura partecipata di un testo che ha recepito le proposte più coerenti con lo spirito del “manifesto per un soggetto politico nuovo”. Si è scelto di darsi regole transitorie da sperimentare nel corso di un anno.
Le cariche direttive e di rappresentanza sono temporanee, a rotazione (massimo 2 mandati, massimo 10 anni) non gerarchiche, nel rispetto della parità di genere.
Il testo integrale su http://www.soggettopoliticonuovo.it/statuto-e-codice-etico/
L'ABC dell'acqua bene comune. Il modello Napoli. Il comune di Napoli nei giorni scorsi ha trasformato il gestore del servizio idrico nell'azienda pubblica ABC (Acqua Bene Comune) nel pieno rispetto della volontà referendaria espressa nel 2011 dal voto di 27 milioni di italiani. L'esempio d Napoli dimostra che una svolta democratica è possibile per realizzare una politica degli enti locali realmente partecipata.
Con la presenza nel comitato di sorveglianza di utenti, lavoratori dell’azienda e rappresentanti di associazioni ambientaliste, ABC ha creato un reale organo di controllo democratico della gestione, in grado di garantire, con la pubblicazione di tutti gli atti on-line, la trasparenza delle procedure amministrative. Un esempio virtuoso al quale ALBA guarda con interesse per chiedere il rispetto dei referendum.
I referendum per il lavoro. I nodi di Alba sono coinvolti attivamente nella raccolta di firme per i quesiti referendari sul lavoro (articolo 8 e 18) e sono presenti nei comitati unitari.
La centralità del quesito sull’articolo 8 della Finanziaria Berlusconi è ancora più evidenziata dal pessimo accordo sottoscritto da tutte le sigle sindacali e datoriali con il governo ( ad eccezione per fortuna della CGIL e del sindacalismo di base) che comporta nella pratica il superamento nei contratti aziendali di ogni tutela data dal Contratto Nazionale (con conseguente indebolimento delle già pessime condizioni di lavoro dei precari).
ALBA - I 25 PUNTI PROGRAMMATICI
http://www.soggettopoliticonuovo.it/contributi-essenziali-di-programma-alba-soggetto-politico-nuovo/
ALBA Reggio Emilia - Comunicato Sampa
Anche a Reggio Emilia si va formando un nodo di “Alba - Alleanza per il Lavoro, i Beni comuni e l’Ambiente” il nuovo soggetto politico della sinistra italiana che si pone, in quanto forza critica del modello neoliberista e delle sempre più imponenti storture e iniquità che affliggono la società contemporanea, a tutela dei beni comuni, lavoro, ambiente, acqua, territorio, scuola e sanità pubbliche, e vuole mettere in discussione fin dalle fondamenta le grandi architetture della finanza e della speculazione economica che stanno portando il mondo verso la catastrofe.
Come nel resto d’Italia, anche qui da noi l’azione del “nodo” di Alba si va concentrando in una triplice direzione:
1. sui referendum per il lavoro (lottoperildiciotto: http://www.referendumlavoro.it/) con l’impegno a fianco del comitato referendario per la raccolta delle firme, e con il sostegno ai referendum abrogativi della riforma delle pensioni (http://www.referendumpensioni.it/);
2. sulla costruzione di un gruppo che sia in grado di rappresentare, insieme ai movimenti vivi presenti in città e in provincia, alle forze antiliberiste e ambientaliste, ai cittadini e ai lavoratori, le ragioni di coloro che aspirano a un cambiamento vero;
3. sul sostegno all'appello “Cambiare si può! Noi ci siamo”, indirizzato a promuovere la presenza di un “Quarto polo” per le politiche 2013, che rappresenti un segno di netta discontinuità con le politiche del passato, fuori dall'alleanza PD-SEL.
Abbiamo una mailing list per comunicare fra di noi: per iscriversi inviare una mail a Dino Angelini (dinange@gmail.com) specificando nome e cognome.
Per maggiori informazioni rivolgersi a:
domenica 4 novembre 2012
Referendum Lavoro - Un successo il primo giorno di raccolta firme
Domenica 4 novembre,
prima domenica del mese e giorno di mercato dell’antiquariato. Nonostante la
pioggia e il clima decisamente autunnale, diverse persone si sono avvicinate al
banchetto del comitato organizzato a Novellara sotto i portici di fronte al bar
Mari, chi per firmare, chi per chiedere semplicemente informazioni. Il neonato
comitato novellarese #lottoperildiciotto, che promuove i referendum sul lavoro
(www.referendumlavoro.it), valuta in
modo estremamente positivo il risultato ottenuto alla sua prima uscita. “In
poco più di tre ore abbiamo raccolto oltre 80 firme, evidentemente il tema dei
diritti sul lavoro è molto sentito dalla cittadinanza” afferma Enrico Ragni,
assessore comunale nella precedente legislatura, oggi tra i padri fondatori del
comitato. Anche Cristian Veronesi, membro storico del comitato Acqua Bene
Comune, si dimostra visibilmente
soddisfatto: “quando eravamo in piazza per l’acqua non c’era quasi bisogno di
distribuire volantini e fermare i passanti, la gente si avvicinava già con la
carta d’identità in mano pronta a firmare in favore dei referendum; rispetto al
tema del lavoro devo dire che inizialmente ero un po’ perplesso sul fatto che
ci potesse essere una sensibilità analoga, ma oggi, dopo i primi minuti di
banchetto, fortunatamente mi sono dovuto ricredere”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli altri componenti del comitato,
Paolo Artoni, Paolo Bernini e Stefano Mazzi (consigliere comunale attualmente
in carica che funge anche da certificatore per le firme raccolte): “siamo
davvero contenti dell’esito di questa prima uscita e cogliamo l’occasione per
invitare i nostri concittadini che non hanno avuto l’opportunità di firmare
oggi, a venire a farlo una delle prossime domeniche; fino a fine novembre
infatti saremo presenti la domenica mattina dalle 9.00 alle 12:30 con il
banchetto e il materiale informativo”.
Comitato Novellarese Lottoperildiciotto
Novellara
giovedì 25 ottobre 2012
Referendum Lavoro - Nasce il comitato novellarese
Ieri sera, 24 ottobre 2012, presso la Tana delle Rane, è nato il Comitato Lottoperildiciotto Novellarese. I primi componenti: Paolo Artoni, Stefano Mazzi, Enrico Ragni, Cristian Veronesi. Segue comunicato stampa.
Per adesioni e informazioni: lottoperildiciotto@gmail.com
Raccolta firme a Novellara
da DOMENICA 4 NOVEMBRE 2012
I QUESITI REFERENDARI
Articolo 8 - Che cos'ha fatto il governo Berlusconi?
Nell'agosto 2011, con un colpo di mano all'interno della manovra economica, il governo ha operato per limitare drasticamente la centralità del contratto nazionale di lavoro, rimandando agli accordi aziendali materie importantissime quali la classificazione e l'inquadramento del personale, le mansioni, la disciplina dell'orario di lavoro, i contratti a termine, i contratti a orario ridotto, il regime della solidarietà negli appalti, il ricorso alla somministrazione di lavoro e la modalità di assunzione e la disciplina del rapporto di lavoro. L'articolo 8 di quella manovra finanziaria è carico di livore antisindacale e contrasta duramente le spinte alla solidarietà tra i lavoratori contro i drammatici effetti della crisi economica. Con questo articolo si vuole annullare l'accordo del 28 giugno 2011, che ha riconfermato il contratto nazionale al centro delle relazioni sindacali del Paese.
Che cosa vogliamo ottenere attraverso i referendum?
Intendiamo abolire le manomissioni e ristabilire la certezza dei diritti previsti e conquistati dal contratto nazionale. A parità di condizioni, vanno pretese regole generali che valgano per tutti i lavoratori di un settore e ovunque sul territorio nazionale. Alla contrattazione aziendale va restituito il giusto valore: ossia deve 'accompagnare' l'andamento dell'impresa - garantendo eventualmente tutele aggiuntive ai suoi dipendenti -, contrattare l'organizzazione del lavoro, l'articolazione degli orari e dei turni nell'ambito e nei limiti previsti dal contratto nazionale.
Articolo 18 - Che cos'ha fatto il governo Monti?
Ha cancellato la norma che imponeva il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa o giustificato motivo a fronte di una sentenza del giudice del lavoro favorevole al lavoratore stesso. L'articolo 18 è stato manomesso nella sua essenza e nella sua funzione. Il governo ha agito con forte iniquità sul tema cruciale del mercato del lavoro, scegliendo - per combattere gli effetti della crisi - di aggredire i diritti, le conquiste storiche del movimento operaio e il sistema di protezione sociale pubblica. Le modifiche all'articolo 18 riscrivono con motivazioni inaccettabili un tratto saliente della giurisprudenza del lavoro, prefigurando rapporti sociali e sindacali autoritari che avranno ripercussioni nella vita di tutti i cittadini onesti, cui è stato scippato un diritto fondamentale.
Che cosa vogliamo ottenere attraverso i referendum?
Restituire allo Statuto dei Lavoratori l'articolo 18 nella versione originaria, per rispettare i principi della Costituzione e rendere esigibili le decisioni della magistratura. La nozione giuridica secondo la quale nessuno può essere licenziato senza giusta causa e giustificato motivo deve essere ripristinata. Perché un'ingiustizia praticata ad uno è un'ingiustizia verso tutti. Non si tratta dunque di un problema di quantità numeriche, bensì di giustizia sociale.
sabato 13 ottobre 2012
I consiglieri astenuti intervengono nel dibattito
In questo periodo storico di crisi, occorre dare messaggi di sobrietà (dal Portico n.293)
Il dibattito sui giornali e il tam tam mediatico ci impongono di fare chiarezza: è assurdo accusare di “essere contro la cultura” coloro i quali hanno espresso, in modo responsabile, un legittimo dissenso su un singolo evento.
Il dibattito sui giornali e il tam tam mediatico ci impongono di fare chiarezza: è assurdo accusare di “essere contro la cultura” coloro i quali hanno espresso, in modo responsabile, un legittimo dissenso su un singolo evento.
E’ circolata nelle scorsa
settimane una petizione con relativa raccolta di firme a sostegno del Festival
Uguali e Diversi. Sostegno legittimo accompagnato però da pesanti commenti per
chi. si è permesso di sollevare obiezioni sull’evento stesso. Tutto è nato da
un voto in consiglio comunale dove, quattro consiglieri della maggioranza (tra
cui il sottoscritto), hanno ritenuto di non bocciare completamente una mozione
(che chiedeva la sospensione del festival per un anno) presentata da un consigliere
di opposizione. Posizione espressa, responsabilmente, con un astensione che,
volutamente, non ha pregiudicato la tenuta della maggioranza. La mozione
infatti è stata respinta e come noto, l’evento culturale in oggetto, si è
tenuto regolarmente. Nonostante ciò è stata presentata la suddetta petizione
che recitava tra le righe: «…i nostri concreti e realistici consiglieri, non
solo dell’opposizione berlusconiana e leghista, ma anche del gruppo di
maggioranza, restano pervicacemente convinti che la cultura sia un inutile
spreco, che con la cultura non si mangia….», addebitando agli stessi una «fede
economicistica». Premettendo che la liceità di una raccolta firme resta
sacrosanta, riteniamo però che non lo sia la contemporanea offesa e
diffamazione di chi la pensa diversamente. E’ giusto precisare che il voto non
è stato semplicemente una presa di posizione contro un evento culturale. Il
voto è stato consequenziale ad un lungo dibattito che da mesi era presente nel
gruppo di maggioranza, sconosciuto evidentemente a chi ha firmato la petizione
stessa. Un dibattito appunto, anche costruttivo, dal quale emergeva la
necessità (espressa da varie anime della maggioranza) di adottare per l’anno in
corso uno stile sobrio nei confronti della cittadinanza. Si riteneva infatti
poco appropriato presentarsi alla cittadinanza con eventi culturali di un certo
tipo quando il contesto di crisi e fiscale pone tante famiglie sul lastrico;
tutto ciò indipendentemente dal costo e dal contenuto degli eventi stessi. Riteniamo
infatti che in determinati contesti storici e sociali occorra dare messaggi di
sobrietà, che devono venire prima di tutto da chi amministra. Unitamente a ciò,
dal dibattito nella maggioranza emerge da sempre la volontà per lo meno di
condividere il programma dell’iniziativa che, al contrario, è sempre stato blindato
per quanto riguarda le modalità e la scelta dei relatori. Occorre poi
considerare che la programmazione culturale di Novellara è contraddistinta da
tantissime altre iniziative spalmate su tutto l’anno che hanno pieno consenso. Da
qui quindi l’assurdità di definire contro la cultura coloro i quali hanno
espresso un voto legittimo in una sede appropriata. L’obbiettivo di queste
righe è chiarire una volta per tutte una posizione che a nostro avviso non è
stata ben compresa. Fatto ciò l’obbiettivo è concludere al meglio la
legislatura, in modo compatto, soprattutto in un contesto in cui gli enti locali
incontrano numerose difficoltà a tutti i livelli. La democrazia è un valore che
si difende non solo evitando il dissenso ma anche comprendendone le ragioni.
Alessandro Baracchi e i
consiglieri astenuti Milena Saccani, Eugenio Cepelli, Agnese Vezzani.
sabato 6 ottobre 2012
Sulla petizione
Interrogazione
a risposta orale riguardante la petizione sul Festival Uguali/Diversi che sta
circolando in questi giorni a Novellara
Considerato che:
Considerato che:
1) a Novellara sta
girando in alcuni ambienti una petizione con raccolta di firme a sostegno del
Festival Uguali/Diversi;
2) tale petizione non
si limita solo al lecito sostegno dell’iniziativa, ma attacca pesantemente i
consiglieri, sia di opposizione che di maggioranza, che nel corso dell’ultimo
consiglio comunale si sono espressi a favore, o che si sono astenuti, in merito
alla mozione di Sinistra per Novellara che chiedeva l’annullamento del festival
2012;
3) tale petizione apostrofa
i consiglieri che hanno legittimamente espresso il loro dissenso, con frasi
offensive e assolutamente ingiustificate:
- sono convinti
che “la cultura sia un inutile spreco”
- sostengono che
“con la cultura non si mangia”
- difendono la
“fede economicista” che porta a “un individualismo cattivo e sospettoso e alla chiusura in casa e nelle cattedrali del consumo” (leggi centri commerciali?)
- sono “vittime
sacrificali della pubblicità e dell’indebitamento televisivo”, persone prive di
“curiosità ed interessi”, nonché “provinciali e superficiali”
- sono “accaniti
critici del Festival e non hanno partecipato mai a nessun incontro per partito
preso”
Il gruppo Sinistra per Novellara interroga il Sindaco a risposta orale:
1) è a
conoscenza dell’esistenza di questa petizione, l’ha già ricevuta, intende recepirla?
2) è vero che
tra i promotori di questa iniziativa ci sono anche ex assessori della
precedente legislatura?
3) è vero che
l’attuale Assessore alla Cultura è impegnato in prima persona nella raccolta
delle firme?
4) è vero che
tra i primi firmatari della petizione ci sono anche Onorevoli e personalità di
spicco del Partito Democratico? è a conoscenza delle modalità per le quali tali
personalità sono state coinvolte? ritiene che questa sia stata una operazione
corretta?
5) ritiene
corretto attaccare in questo modo i consiglieri (che sono l’espressione più
alta della democrazia rappresentativa in quanto eletti dai cittadini) soltanto
perché esprimono dissenso rispetto alla
linea politica dettata dell’Assessore alla Cultura?
6) non crede
che lo spirito di questa iniziativa, che tende a mettere alla berlina i
dissidenti, rappresenti un fatto gravissimo e assolutamente disdicevole
all’interno della istituzione democratica che ella rappresenta?
7) condivide il
contenuto e i toni della petizione oppure ha intenzione di prendere le distanze
da questa iniziativa?
Per il Gruppo Consiliare Indipendente
“SINISTRA PER NOVELLARA”
Stefano Mazzi
venerdì 5 ottobre 2012
Comunque Diversi
Riceviamo e pubblichiamo volentieri alcuni commenti:
Gira per alcuni ambienti di Novellara una petizione che mette all'indice una decina di consiglieri di minoranza e maggioranza che hanno la grave colpa di non condividere con entusiasmo il Verbo di un'altra parte della maggioranza. Non è questa la sede per entrare nel merito di quello che prevede il Verbo, anche se ci sarebbe parecchio da obbiettare, ma trovo spaventoso e segno, questo sì, di scarsa e cattiva cultura ed intelligenza il metodo che i sostenitori del "nuovo rinascimento novellarese" utilizzano per risolvere le questioni con quanti non li assecondano ciecamente. Mettere alla berlina tramite una meschina raccolta di firme rappresentanti eletti della propria comunità che hanno semplicemente sentito il bisogno di marcare una differenza di vedute dal pensiero dominante (?) non è una pratica esattamente democratica. Rivendico con orgoglio che io e coloro che agiscono in questo modo siamo e saremo sempre COMUNQUE DIVERSI.
Carlo Veneroni
Condivido il tuo pensiero ed esprimo pubblicamente la mia solidarietà ai consiglieri che hanno avuto il coraggio di mettere in discussione quello che tu chiami il Verbo. Secondo me tutto può essere messo in discussione in politica, non ci sono cose eterne che devono essere accettate e basta. Inoltre, e chi mi conosce lo sa bene, pur essendo un convinto sostenitore della democrazia diretta, trovo vagamente inquietante che dei cittadini scrivano a un loro rappresentante (il sindaco) chiedendogli di *non ascoltare* altri loro rappresentanti (i consiglieri). Infine, trovo del tutto assurda l'accusa di "considerare la cultura uno spreco inutile" (cito a memoria dalla petizione),
rivolta ai consiglieri che si sono astenuti. Basta leggere i nomi di questi consiglieri e conoscere un minimo la loro storia per rendersi conto dell'assurdità di questa frase. In conclusione, un'operazione che non mi è piaciuta.L'azione corretta sarebbe stata quella di fare una semplice raccolta firme di sostegno al festival, con la quale chiedere al sindaco di mantenerlo per. Non capisco che cosa c'entrano gli attacchi del tutto gratuiti a consiglieri il cui unico "crimine" è stato quello di ragionare con la loro testa anzichè limitarsi a fare da claque (si scrive così?) come vorrebbe qualcuno...
Cristian Veronesi
Qualche giorno fa sono stato invitato a sottoscrivere la petizione (assieme a circa altri 30 destinatari mail). Personalmente penso che definire "penosa" la petizione è sicuramente farle un complimento. Una petizione che non ha nessun contenuto serio, nessun dato fornito, nessun fatto. Solo una serie di slogan o accuse spesso infamanti e che mette in bocca a dei consiglieri delle frasi che sono sicuro non abbiano mai detto ("la cultura è un inutile spreco"). C'è però un messaggio di speranza: su 30 destinatari solamente in 2 (inizialmente) avevamo scritto di NON sottoscrivere. Dopo l'incontro pubblico dell'altra sera diverse persone hanno ritirato/sospeso la propria firma (purtroppo però troppo tardi) capendo i motivi. Alcuni hanno anche scritto che servirà loro da lezione per approfondire meglio le cose in futuro. Di certo si può affermare una cosa: chi si è astenuto ci ha messo la faccia e del tempo gratuito per spiegare a chiunque fosse interessato la propria posizione, chi invece sostiene il festival senza se e senza ma (e senza, spesso, sapere) invece non fa incontri pubblici.... soprattutto non si riesce a capire da chi sia partita, da chi sia stata materialmente scritta la petizione...
credo che, ancora una volta, si è reso evidente un modo sano di fare politica contrapposto a del marciume dilagante... e, come sempre, i fatti parlano da soli..... la speranza è che tutti capiamo che approcciare in modo più critico e costruttivo (per il bene comune, e non per il bene/appagamento personale o di pochi) ogni questione che ci riguarda da vicino, è l'unico modo per migliorare la società in cui viviamo, festival o non festival.
Berna
Gira per alcuni ambienti di Novellara una petizione che mette all'indice una decina di consiglieri di minoranza e maggioranza che hanno la grave colpa di non condividere con entusiasmo il Verbo di un'altra parte della maggioranza. Non è questa la sede per entrare nel merito di quello che prevede il Verbo, anche se ci sarebbe parecchio da obbiettare, ma trovo spaventoso e segno, questo sì, di scarsa e cattiva cultura ed intelligenza il metodo che i sostenitori del "nuovo rinascimento novellarese" utilizzano per risolvere le questioni con quanti non li assecondano ciecamente. Mettere alla berlina tramite una meschina raccolta di firme rappresentanti eletti della propria comunità che hanno semplicemente sentito il bisogno di marcare una differenza di vedute dal pensiero dominante (?) non è una pratica esattamente democratica. Rivendico con orgoglio che io e coloro che agiscono in questo modo siamo e saremo sempre COMUNQUE DIVERSI.
Carlo Veneroni
Condivido il tuo pensiero ed esprimo pubblicamente la mia solidarietà ai consiglieri che hanno avuto il coraggio di mettere in discussione quello che tu chiami il Verbo. Secondo me tutto può essere messo in discussione in politica, non ci sono cose eterne che devono essere accettate e basta. Inoltre, e chi mi conosce lo sa bene, pur essendo un convinto sostenitore della democrazia diretta, trovo vagamente inquietante che dei cittadini scrivano a un loro rappresentante (il sindaco) chiedendogli di *non ascoltare* altri loro rappresentanti (i consiglieri). Infine, trovo del tutto assurda l'accusa di "considerare la cultura uno spreco inutile" (cito a memoria dalla petizione),
rivolta ai consiglieri che si sono astenuti. Basta leggere i nomi di questi consiglieri e conoscere un minimo la loro storia per rendersi conto dell'assurdità di questa frase. In conclusione, un'operazione che non mi è piaciuta.L'azione corretta sarebbe stata quella di fare una semplice raccolta firme di sostegno al festival, con la quale chiedere al sindaco di mantenerlo per
Cristian Veronesi
Qualche giorno fa sono stato invitato a sottoscrivere la petizione (assieme a circa altri 30 destinatari mail). Personalmente penso che definire "penosa" la petizione è sicuramente farle un complimento. Una petizione che non ha nessun contenuto serio, nessun dato fornito, nessun fatto. Solo una serie di slogan o accuse spesso infamanti e che mette in bocca a dei consiglieri delle frasi che sono sicuro non abbiano mai detto ("la cultura è un inutile spreco"). C'è però un messaggio di speranza: su 30 destinatari solamente in 2 (inizialmente) avevamo scritto di NON sottoscrivere. Dopo l'incontro pubblico dell'altra sera diverse persone hanno ritirato/sospeso la propria firma (purtroppo però troppo tardi) capendo i motivi. Alcuni hanno anche scritto che servirà loro da lezione per approfondire meglio le cose in futuro. Di certo si può affermare una cosa: chi si è astenuto ci ha messo la faccia e del tempo gratuito per spiegare a chiunque fosse interessato la propria posizione, chi invece sostiene il festival senza se e senza ma (e senza, spesso, sapere) invece non fa incontri pubblici.... soprattutto non si riesce a capire da chi sia partita, da chi sia stata materialmente scritta la petizione...
credo che, ancora una volta, si è reso evidente un modo sano di fare politica contrapposto a del marciume dilagante... e, come sempre, i fatti parlano da soli..... la speranza è che tutti capiamo che approcciare in modo più critico e costruttivo (per il bene comune, e non per il bene/appagamento personale o di pochi) ogni questione che ci riguarda da vicino, è l'unico modo per migliorare la società in cui viviamo, festival o non festival.
Berna
giovedì 20 settembre 2012
Mozione su Festival Uguali_Diversi 2012
Di seguito l'intervento del consigliere Mazzi di Sinistra per Novellara in presentazione della mozione sul Festival Uguali_Diversi al Consiglio Comunale del 18 settembre 2012
Devo dire di sentirmi un po’ in imbarazzo nel dover discutere oggi, 18 settembre, questa mozione sul festival Uguali_Diversi, edizione 2012. Se guardiamo la delibera originale, la 64 del 22 maggio, il festival è calendarizzato per la prossima settimana…. invece, forse a seguito proprio di quest’odg, durante l’estate dal cilindro della giunta esce la delibera 85, che di fatto annulla la precedente e cambia le carte in tavola.
Devo essere sincero: quest’ultima delibera mi è sembrata un tentativo poco elegante e forse anche poco riuscito di dire “Facciamo finta di non fare il festival, ma poi lo facciamo lo stesso”.
Mi sono allora chiesto se aveva ugualmente senso portare comunque questa mozione al voto in consiglio, visti i presupposti cambiati ad arte, confesso di essere stato tentato al ritiro.
Ma invece sono qua a presentarla e chiederò al consiglio comunale di esprimersi nel merito e di dare un segnale politico a questa amministrazione.
La mia opinione su Uguali_Diversi non è nuova, più volte l’ho manifestata sia in giunta che in gruppo di maggioranza. Questi in sintesi i punti fondamentali del mio pensiero:
1) dismettere la gestione diretta
2) è un evento troppo oneroso e impegnativo, è una iniziativa elitaria e per questo motivo non capita e non voluta dai nostri concittadini
3) occorre fare un passo indietro e lasciare il campo alle associazioni che eventualmente vorranno portare avanti la gestione, con onori e oneri, purché a costo zero per l’amministrazione
Novellara non è Modena, e nemmeno Mantova. E’ perfettamente inutile volere a tutti i costi scimmiottare i festival più blasonati, entrare in competizione con loro. Basta con la visione distorta di una Novellara che deve assolutamente primeggiare e mettersi in mostra al di fuori dei propri confini, all’esterno.
Il festival non è capito dai cittadini? NEMO PROFETA IN PATRIA direbbe molto probabilmente qualcuno più esperto di me in dotte citazioni. Ma io vorrei invece che tutti quanti tendessimo di più ad essere profeti in casa nostra, che governassimo con umiltà per i nostri concittadini e non per farci belli in TV, o sui giornali di nicchia, o per ricevere inviti ai più astrusi convegni in giro per ogni dove. Questa è sempre stata la mia opinione, evidenziata fino a ieri solo all’interno del gruppo di maggioranza, nel rispetto del vincolo di coalizione sancito con gli accordi pre-elettorali.
Ma poi, recentemente, si è inserita con prepotenza la tragedia del terremoto e la vertenza sul bilancio, culminata con le mie dimissioni e l’istituzione di un gruppo consiliare autonomo, per cui ecco che mi sono sentito in dovere di portare all’attenzione di tutti il mio dissenso sul tema.
Ora, venendo al voto di stasera, mi rivolgo al gruppo di maggioranza: capisco che si tratta di un passaggio delicato per voi, una prova significativa che permetterà ai cittadini di valutare e capire bene, nonostante quello che ciascuno di voi può sostenere poi con amici e parenti, compagni di partito, al supermercato, nelle feste paesane, ecc. qual è la vostra vera opinione sul festival e su altre iniziative di questo tipo.
Perché ricordo benissimo tutte le discussioni che abbiamo avuto sull’argomento, ricordo benissimo le convergenze di molti di voi su posizioni di scetticismo e contrarietà, anziché manifestazioni di gioia di fronte alle lezioncine magistrali di coloro che più volte hanno tentato di convincerci di quanto sia bello questo festival, e di quanto costi poco.
Ho ben presente nella mia testa le posizioni espresse e sostenute da ciascuno di voi. Ed è per questo motivo che posso dire che se stasera voterete sulla base della vostra onestà intellettuale, questa mozione di certo sarà approvata.
Diverso sarà invece se prevarranno i soliti giochi di bottega per cui, sotto il ricatto psicologico dettato dalla paura della caduta del tempio, voterete contro rinunciando così, ancora una volta, al vostro assoluto, democratico, sacrosanto diritto al dissenso.
E allora perdonatemi, ma quel cambio di rotta che insieme ad alcuni di voi abbiamo tanto spesso sognato, ahimè non ci sarà mai.
Devo dire di sentirmi un po’ in imbarazzo nel dover discutere oggi, 18 settembre, questa mozione sul festival Uguali_Diversi, edizione 2012. Se guardiamo la delibera originale, la 64 del 22 maggio, il festival è calendarizzato per la prossima settimana…. invece, forse a seguito proprio di quest’odg, durante l’estate dal cilindro della giunta esce la delibera 85, che di fatto annulla la precedente e cambia le carte in tavola.
Devo essere sincero: quest’ultima delibera mi è sembrata un tentativo poco elegante e forse anche poco riuscito di dire “Facciamo finta di non fare il festival, ma poi lo facciamo lo stesso”.
Mi sono allora chiesto se aveva ugualmente senso portare comunque questa mozione al voto in consiglio, visti i presupposti cambiati ad arte, confesso di essere stato tentato al ritiro.
Ma invece sono qua a presentarla e chiederò al consiglio comunale di esprimersi nel merito e di dare un segnale politico a questa amministrazione.
La mia opinione su Uguali_Diversi non è nuova, più volte l’ho manifestata sia in giunta che in gruppo di maggioranza. Questi in sintesi i punti fondamentali del mio pensiero:
1) dismettere la gestione diretta
2) è un evento troppo oneroso e impegnativo, è una iniziativa elitaria e per questo motivo non capita e non voluta dai nostri concittadini
3) occorre fare un passo indietro e lasciare il campo alle associazioni che eventualmente vorranno portare avanti la gestione, con onori e oneri, purché a costo zero per l’amministrazione
Novellara non è Modena, e nemmeno Mantova. E’ perfettamente inutile volere a tutti i costi scimmiottare i festival più blasonati, entrare in competizione con loro. Basta con la visione distorta di una Novellara che deve assolutamente primeggiare e mettersi in mostra al di fuori dei propri confini, all’esterno.
Il festival non è capito dai cittadini? NEMO PROFETA IN PATRIA direbbe molto probabilmente qualcuno più esperto di me in dotte citazioni. Ma io vorrei invece che tutti quanti tendessimo di più ad essere profeti in casa nostra, che governassimo con umiltà per i nostri concittadini e non per farci belli in TV, o sui giornali di nicchia, o per ricevere inviti ai più astrusi convegni in giro per ogni dove. Questa è sempre stata la mia opinione, evidenziata fino a ieri solo all’interno del gruppo di maggioranza, nel rispetto del vincolo di coalizione sancito con gli accordi pre-elettorali.
Ma poi, recentemente, si è inserita con prepotenza la tragedia del terremoto e la vertenza sul bilancio, culminata con le mie dimissioni e l’istituzione di un gruppo consiliare autonomo, per cui ecco che mi sono sentito in dovere di portare all’attenzione di tutti il mio dissenso sul tema.
Ora, venendo al voto di stasera, mi rivolgo al gruppo di maggioranza: capisco che si tratta di un passaggio delicato per voi, una prova significativa che permetterà ai cittadini di valutare e capire bene, nonostante quello che ciascuno di voi può sostenere poi con amici e parenti, compagni di partito, al supermercato, nelle feste paesane, ecc. qual è la vostra vera opinione sul festival e su altre iniziative di questo tipo.
Perché ricordo benissimo tutte le discussioni che abbiamo avuto sull’argomento, ricordo benissimo le convergenze di molti di voi su posizioni di scetticismo e contrarietà, anziché manifestazioni di gioia di fronte alle lezioncine magistrali di coloro che più volte hanno tentato di convincerci di quanto sia bello questo festival, e di quanto costi poco.
Ho ben presente nella mia testa le posizioni espresse e sostenute da ciascuno di voi. Ed è per questo motivo che posso dire che se stasera voterete sulla base della vostra onestà intellettuale, questa mozione di certo sarà approvata.
Diverso sarà invece se prevarranno i soliti giochi di bottega per cui, sotto il ricatto psicologico dettato dalla paura della caduta del tempio, voterete contro rinunciando così, ancora una volta, al vostro assoluto, democratico, sacrosanto diritto al dissenso.
E allora perdonatemi, ma quel cambio di rotta che insieme ad alcuni di voi abbiamo tanto spesso sognato, ahimè non ci sarà mai.
venerdì 20 luglio 2012
Uguali_Diversi e la delibera nr. 85
La delibera di Giunta Comunale
nr. 85 del 10/07/2012, pubblicata oggi, è un chiaro esempio di come la attuale
maggioranza sia stata presa “politicamente” in ostaggio di chi continua ad
avere la pretesa di imporre una visione
personalistica della cultura e della società contemporanea.
Non solo la crisi economica non riesce a fermare lo spreco che sta dietro ad iniziative non volute dalla
maggior parte dei cittadini come il festival Uguali Diversi – sostenere che il
festival si autofinanzia per l’80% significa non tenere volutamente in conto le
migliaia di ore-uomo che i dipendenti
comunali dedicano alla
preparazione e organizzazione dell’evento – ma nemmeno il terremoto devastante
che i nostri territori hanno subito
intacca minimamente la determinazione di questa amministrazione a ricercare
visibilità e volersi affermare nei circuiti culturali che oggi vanno più di
moda, quelli dei festival tematici.
Anzi proprio il dramma del terremoto
diventa, per i promotori del festival, una grande opportunità per
trovare localmente quel consenso e quel supporto che sono sempre mancati all’iniziativa
(la seguente considerazione, che è possibile leggere nella delibera in oggetto:
“la manifestazione nel 2012
intende affrontare la parola “Comunità” resa
ancora più forte e attuale proprio dopo il terribile evento che ha colpito la
nostra regione” è davvero esemplare e ci fa capire come sia
sempre possibile indirizzare qualsiasi evento ai propri fini).
Si tratta a nostro parere di una
operazione disdicevole e che lascia alquanto sconcertati, soprattutto dal
momento che in questo caso saranno impiegati dei soldi pubblici (finanziamento
Regionale). Questi soldi avrebbero anche potuto essere impiegati in modo
diverso, certamente più diretto nei confronti delle popolazioni colpite dal
sisma. Invece saranno utilizzati per lezioni magistrali, conferenze teologiche,
discorsi filosofici e tutto ciò che il comitato scientifico del festival (a
pagamento) vorrà inserire nel programma.
Auspichiamo vivamente che i consiglieri del gruppo di maggioranza non si
prestino a questo gioco e facciano emergere il loro dissenso.
Come gruppo consiliare Sinistra
per Novellara qualche giorno fa avevamo presentato una mozione che chiedeva
l’annullamento del festival Uguali Diversi a causa della crisi economica e
dell’emergenza sisma. Oggi questa delibera di giunta, approvata all’unanimità,
sottrae di fatto al consiglio comunale la possibilità di discutere e votare la
nostra mozione in quanto sancisce l’accorpamento di Uguali_Diversi ad un altro festival (se ne sentiva davvero
il bisogno!) quello di Città Slow. Ciò
significa che abbiamo già chiaro quello che sarà il contenuto della nostra
prossima mozione.
Stefano Mazzi
Sinistra per Novellara
mercoledì 13 giugno 2012
Mozione sul Festival Uguali Diversi 2012
Il gruppo consiliare Sinistra per Novellara propone un ordine del giorno da inserire nel prossimo Consiglio Comunale per chiedere l'annullamento del Festival Uguali Diversi edizione 2012.
PREMESSO CHE:
- con delibera di GC nr. 64 del 22/05/2012 sono state approvate le linee guida per l’edizione 2012 del Festival Uguali_Diversi che dovrebbe tenersi a Novellara nei giorni 21.22.23 settembre;
- l’edizione 2011 ha chiuso, al netto delle sponsorizzazioni, con uno sbilancio di circa 14.000 euro, ovviamente a carico del comune, cifra assolutamente teorica in quanto non comprensiva dei costi indiretti della macchina organizzativa e del personale comunale dedicato;
PREMESSO CHE:
- con delibera di GC nr. 64 del 22/05/2012 sono state approvate le linee guida per l’edizione 2012 del Festival Uguali_Diversi che dovrebbe tenersi a Novellara nei giorni 21.22.23 settembre;
- l’edizione 2011 ha chiuso, al netto delle sponsorizzazioni, con uno sbilancio di circa 14.000 euro, ovviamente a carico del comune, cifra assolutamente teorica in quanto non comprensiva dei costi indiretti della macchina organizzativa e del personale comunale dedicato;
- le edizioni precedenti, 2008, 2009 e 2010, hanno comportato costi e spese (anche maggiori) a carico dell’amministrazione comunale;
- il Festival Uguali_Diversi è sempre stato oggetto di forti discussioni tra e con la cittadinanza in quanto considerato iniziativa di nicchia, elitaria, non radicata nel tessuto associativo che rende vivo il nostro territorio;
CONSIDERATO CHE:
- la situazione economica e sociale del nostro paese è drammatica, la crisi ha assunto una dimensione epocale e il governo sta chiedendo enormi sacrifici ai cittadini per raggiungere il pareggio di bilancio;
- ad aggravare ancor di più tale situazione drammatica, il terribile terremoto che nelle ultime settimane ha pesantemente colpito la nostra regione, le nostre zone e quelle a noi vicine, uccidendo dei lavoratori, mettendo in ginocchio moltissime aziende e costringendo tante famiglie a vivere in situazioni precarie;
- il bilancio preventivo 2012 del comune di Novellara, che sarà discusso e approvato entro il 30 giugno, conterrà sostanziali aumenti di tasse che andranno a gravare ulteriormente sulle tasche delle famiglie e delle imprese;
- i nostri concittadini hanno bisogno, in questo momento più che mai, di ricevere dalla politica un forte segnale di vicinanza e condivisione dei loro problemi più che di assistere ad eventi elitari che ai più risulterebbero anacronistici e fuori luogo;
IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:
- ad annullare l’edizione 2012 del Festival Uguali_Diversi;
Per il Gruppo Consiliare Indipendente
“SINISTRA PER NOVELLARA”
Stefano Mazzi
- il Festival Uguali_Diversi è sempre stato oggetto di forti discussioni tra e con la cittadinanza in quanto considerato iniziativa di nicchia, elitaria, non radicata nel tessuto associativo che rende vivo il nostro territorio;
CONSIDERATO CHE:
- la situazione economica e sociale del nostro paese è drammatica, la crisi ha assunto una dimensione epocale e il governo sta chiedendo enormi sacrifici ai cittadini per raggiungere il pareggio di bilancio;
- ad aggravare ancor di più tale situazione drammatica, il terribile terremoto che nelle ultime settimane ha pesantemente colpito la nostra regione, le nostre zone e quelle a noi vicine, uccidendo dei lavoratori, mettendo in ginocchio moltissime aziende e costringendo tante famiglie a vivere in situazioni precarie;
- il bilancio preventivo 2012 del comune di Novellara, che sarà discusso e approvato entro il 30 giugno, conterrà sostanziali aumenti di tasse che andranno a gravare ulteriormente sulle tasche delle famiglie e delle imprese;
- i nostri concittadini hanno bisogno, in questo momento più che mai, di ricevere dalla politica un forte segnale di vicinanza e condivisione dei loro problemi più che di assistere ad eventi elitari che ai più risulterebbero anacronistici e fuori luogo;
IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:
- ad annullare l’edizione 2012 del Festival Uguali_Diversi;
Per il Gruppo Consiliare Indipendente
“SINISTRA PER NOVELLARA”
Stefano Mazzi
Le ragioni delle dimissioni
La decisione di lasciare la giunta guidata del sindaco Raul Daoli per fondare un gruppo di opposizione, come già annunciato da alcuni quotidiani, non è stata una decisione improvvisata dall'ormai ex assessore Stefano Mazzi, ma una meditata volontà di esprimere un doveroso dissenso da una linea politica non più condivisibile.
Quando nel 2009 decidemmo di costituire questa piccola formazione locale che si richiamava, pur senza esserne organica, a Sinistra e Verdi, la nostra intenzione era quella di appoggiare la candidatura di Daoli insieme a PD, Rifondazione Comunista e IdV, consapevoli della necessità di una alleanza che non perdesse di vista i temi del lavoro, dello stato sociale, dei beni comuni e dei diritti della persona.
Purtroppo già 20 giorni dopo le elezioni e a soli due giorni dal consiglio comunale di insediamento, il rieletto sindaco decise unilateralmente di ignorare gli accordi presi prima della campagna elettorale e di rivedere lo schema delle deleghe. In quella occasione, comunque convinti che le questioni riguardanti gli organigrammi dovessero venir dopo i programmi e gli obbiettivi politici, senza sollevare polemiche che potevano risultare dannose per la coalizione, accettammo quanto di nuovo ci veniva proposto e rimanemmo nella coalizione.
Da allora sono passati tre anni durante i quali non sono comunque mancate le occasioni di confronto e di discussione all'interno di una giunta che, nonostante quanto traspariva all’esterno, rappresentava diverse anime, diverse sensibilità e diverse opinioni.
A partire dall’approvazione del POC, primo caso di notevoli contrasti a causa della gestione, a nostro parere poco trasparente, che ne è stata fatta; continuando con la grande contraddizione di richiamarsi a parole al movimento delle Città Slow e poi, per ben tre anni consecutivi, dirottare i miseri fondi previsti per il progetto della mobilità sostenibile a coprire altri capitoli di spesa; passando poi per il tentativo, bloccato per ora, di costituire una fondazione culturale alla quale conferire la biblioteca, il teatro, il museo, l’archivio, i relativi dipendenti e tutto il patrimonio storico culturale del comune; finendo quindi con il bilancio preventivo 2012, discusso insieme al gruppo di maggioranza in colpevole ritardo (e contenente la proposta di consistenti aumenti di tasse) senza aver avuto la possibilità di concordare una concreta e fattiva attività di riduzione delle spese correnti, soprattutto quelle superflue o meno opportune.
Oggi i tempi sono cambiati e il comune deve dimostrare di essere anche disposto a fare sacrifici e rinunce, soprattutto relativamente a quanto non indispensabile. Dal momento però che non ci sembra di avere notato una grande propensione e volontà di procedere in questa direzione, sentiamo il bisogno di distinguerci da un modo di fare politica completamente avulso dal periodo storico che stiamo vivendo. Sono troppe ormai le divergenze di opinione che ci separano da una linea che insiste nel voler imporre iniziative elitarie e personalistiche, dimostrando un inopportuno e supponente distacco dai problemi veri della nostra comunità.
Abbiamo allora ritenuto che, una volta rivelatasi impossibile una mediazione che tenesse conto delle nostre istanze, a nostro parere tanto più importanti in un momento di grave crisi economica e sociale come quella che stiamo vivendo, fosse necessario togliere il nostro appoggio alla giunta, ormai persuasi che, non più nella sintesi interna che troppo spesso nasconde e soffoca, ma nel confronto aperto, franco e leale possa, in questo momento, essere più facile garantire e perseguire quegli scopi che nel 2009, alla nostra nascita, ci eravamo prefissati.
Sinistra per Novellara
Quando nel 2009 decidemmo di costituire questa piccola formazione locale che si richiamava, pur senza esserne organica, a Sinistra e Verdi, la nostra intenzione era quella di appoggiare la candidatura di Daoli insieme a PD, Rifondazione Comunista e IdV, consapevoli della necessità di una alleanza che non perdesse di vista i temi del lavoro, dello stato sociale, dei beni comuni e dei diritti della persona.
Purtroppo già 20 giorni dopo le elezioni e a soli due giorni dal consiglio comunale di insediamento, il rieletto sindaco decise unilateralmente di ignorare gli accordi presi prima della campagna elettorale e di rivedere lo schema delle deleghe. In quella occasione, comunque convinti che le questioni riguardanti gli organigrammi dovessero venir dopo i programmi e gli obbiettivi politici, senza sollevare polemiche che potevano risultare dannose per la coalizione, accettammo quanto di nuovo ci veniva proposto e rimanemmo nella coalizione.
Da allora sono passati tre anni durante i quali non sono comunque mancate le occasioni di confronto e di discussione all'interno di una giunta che, nonostante quanto traspariva all’esterno, rappresentava diverse anime, diverse sensibilità e diverse opinioni.
A partire dall’approvazione del POC, primo caso di notevoli contrasti a causa della gestione, a nostro parere poco trasparente, che ne è stata fatta; continuando con la grande contraddizione di richiamarsi a parole al movimento delle Città Slow e poi, per ben tre anni consecutivi, dirottare i miseri fondi previsti per il progetto della mobilità sostenibile a coprire altri capitoli di spesa; passando poi per il tentativo, bloccato per ora, di costituire una fondazione culturale alla quale conferire la biblioteca, il teatro, il museo, l’archivio, i relativi dipendenti e tutto il patrimonio storico culturale del comune; finendo quindi con il bilancio preventivo 2012, discusso insieme al gruppo di maggioranza in colpevole ritardo (e contenente la proposta di consistenti aumenti di tasse) senza aver avuto la possibilità di concordare una concreta e fattiva attività di riduzione delle spese correnti, soprattutto quelle superflue o meno opportune.
Oggi i tempi sono cambiati e il comune deve dimostrare di essere anche disposto a fare sacrifici e rinunce, soprattutto relativamente a quanto non indispensabile. Dal momento però che non ci sembra di avere notato una grande propensione e volontà di procedere in questa direzione, sentiamo il bisogno di distinguerci da un modo di fare politica completamente avulso dal periodo storico che stiamo vivendo. Sono troppe ormai le divergenze di opinione che ci separano da una linea che insiste nel voler imporre iniziative elitarie e personalistiche, dimostrando un inopportuno e supponente distacco dai problemi veri della nostra comunità.
Abbiamo allora ritenuto che, una volta rivelatasi impossibile una mediazione che tenesse conto delle nostre istanze, a nostro parere tanto più importanti in un momento di grave crisi economica e sociale come quella che stiamo vivendo, fosse necessario togliere il nostro appoggio alla giunta, ormai persuasi che, non più nella sintesi interna che troppo spesso nasconde e soffoca, ma nel confronto aperto, franco e leale possa, in questo momento, essere più facile garantire e perseguire quegli scopi che nel 2009, alla nostra nascita, ci eravamo prefissati.
Sinistra per Novellara
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