domenica 28 febbraio 2010

La Lega e le foibe

Negli ultimi giorni siamo stati rimproverati dai consiglieri leghisti del comune di Novellara per non aver adeguatamente ricordato la tragedia delle foibe.
Sul sito della lega nord di Novellara compare infatti il seguente trafiletto: “Il 10 febbraio istituito nel 2004 per ricordare le migliaia di istriani gettati vivi nelle foibe dai soldati di Tito e i 350.000 sfollati dall'Istria passa inosservato dall'amministrazione novellarese. Nemmeno un accenno sul sito comunale a differenza del capodanno cinese..”
Ecco, ci risiamo! Ancora una volta l’affermato duo Melli e Russotto tenta di screditare l’amministrazione comunale utilizzando, in modo becero e superficiale, una visione della storia a senso unico (la loro!) che specula sulle tragedie del passato per fini puramente ideologici e propagandistici.
Noi invece a questo gioco non ci stiamo e rispondiamo duramente a queste provocazioni schierandoci dalla parte della storia che, in quanto tale, non può essere cambiata.
Chi oggi ricorda l’atrocità delle foibe avvenute in Istria nel periodo tra il 10 settembre e il 4 ottobre 1943 dovrebbe avere l’onestà intellettuale di condannare anche le violenze e i crimini dei fascisti italiani che hanno occupato quelle terre per oltre un ventennio, da quando cioè, con il trattato di Rapallo del 1920, Gorizia, Trieste, l’Istria e Zara furono annesse all’Italia (Fiume fu annesso in seguito, nel 1924).
Così a quei tempi si esprimeva Mussolini:
“Di fronte ad una razza inferiore e barbara come quella slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”.
Da allora in poi il regime fascista impose in tutto il Venezia Giulia una violenta politica di snazionalizzazione: furono eliminate tutte le istituzioni nazionali slovene e croate, le scuole furono italianizzate, gli insegnanti licenziati o costretti ad emigrare, vennero posti limiti all’accesso degli sloveni nei pubblici impieghi, iniziò un processo di eliminazione politica delle minoranze accompagnato dall’intento di arrivare alla bonifica etnica della Venezia Giulia, con la repressione attuata anche nei confronti del clero e l’abolizione dell’uso della lingua slovena nella liturgia e nell’insegnamento della religione.
Durante la seconda guerra mondiale, a seguito della capitolazione dell’Italia avvenuta l’8 settembre del 43 ci fu una insurrezione popolare contro gli occupanti fascisti che vide la costituzione di tribunali speciali ed esecuzioni sommarie con i cadaveri che vennero barbaramente gettati nelle cavità carsiche dette "foibe" o nelle cave di bauxite, alcune delle quali erano state già adoperate allo stesso scopo dai fascisti nel periodo fra le due guerre mondiali.
Dal 4 ottobre del 43 iniziò poi la feroce violenza degli occupanti tedeschi e dei collaborazionisti fascisti italiani. Dilagati in Istria con ingenti forze dal 2 al 10 ottobre, guidati dai fascisti locali, i tedeschi fecero terra bruciata appiccando il fuoco a decine di paesi, fucilando, impiccando, deportando. Nel solo mese di ottobre 1943 - stando ai loro bollettini di guerra - trucidarono 5216 persone, in maggior parte civili e partigiani, ma anche parecchi "badogliani". Altre diecimila persone (certe fonti parlano di dodicimila) furono invece deportate. Per inciso l'Istria ha dato oltre 17.000 morti tra vittime della repressione nazifascista, morti nei lager e caduti nella Resistenza armata.
Questa signori è la realtà storica e come tale dovrebbe essere rispettata. Invece questi storici nostrani dell’ultima ora si limitano, come sempre, a ragionare per concetti superficiali infarciti di frasi fatte e facili slogan per colpire l’avversario politico in ogni situazione e in ogni caso.
(*) ampie parti di questo articolo sono state prese da un testo dello scrittore Giacomo Scotti

venerdì 26 febbraio 2010

Asfalti


Come sempre la Lega di casa nostra non perde occasione per fare demagogia populista a basso costo, utilizzando la banalità e la superficialità come strumento di contrapposizione politica e le solite frasi ad effetto per fare presa su quell’opinione pubblica che è sempre pronta a urlare e criticare, ma che poi nel suo piccolo non fa niente per cambiare lo stato delle cose esistenti.
Ne è chiara dimostrazione l’intervista apparsa il 26 febbraio sul quotidiano il Resto del Carlino nella quale i consiglieri leghisti del comune di Novellara, Melli e Russotto, ci accusano di aver fatto “propaganda elettorale” durante l’iniziativa “cantonieri per un giorno” di sabato pomeriggio.
Questa iniziativa, il cui significato simbolico è stato illustrato molto bene nei giorni scorsi da tutti i quotidiani locali, tra i quali lo stesso Resto del Carlino, ma nonostante ciò questo significato è stato ugualmente non compreso da Melli e Russotto (forse perché non era scritto in dialetto?), voleva essere un invito rivolto a tutti i cittadini ad attivarsi il più possibile, ed in modo responsabile, per il bene della propria città.
E loro invece ci vengono a rimproverare di non aver riempito tutte le buche o di averlo fatto solo nel centro storico! Evidentemente questi signori non vedono di buon occhio tutte quelle persone che quotidianamente investono il proprio tempo impegnandosi in attività sociali e di volontariato per la propria città o per i propri concittadini; anzi, al contrario non disdegnano, dall’alto della loro finestra dalla quale rimangono perennemente affacciati, di criticarli e di gettare fango sulle loro teste.

venerdì 12 febbraio 2010

La lega, il crocifisso e il tricolore


Perché la Lega si dice garante delle tradizioni religiose? Lo fa unicamente per avere qualche presa su quella massa cattolica che continua a vivere il cristianesimo come se fosse una religione dai mille riti luccicanti d’oro o dai mille folclori che alternano aspetti religiosi ad aspetti profani. Più profani che religiosi, profani a tal punto da essere dissacranti (http://www.dongiorgio.it/).

Bossi è stato condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per averla in più occasioni pubblicamente offesa usando frasi del tipo "Quando vedo il tricolore mi incazzo", "Il tricolore lo uso per pulirmi il culo", "Il tricolore lo metta al cesso, signora" (http://it.wikipedia.org/).

mercoledì 10 febbraio 2010

Cattivi maestri


Voglio la rivoluzione nei confronti di nomadi, dei zingari! Ho distrutto due campi di nomadi e di zingari a Treviso! Voglio eliminare tutti i bambini dei zingari che vanno a rubare dagli anziani!

Queste parole, degne del peggior Goebbles, dovrebbero far arrossire tutti gli esseri umani per la vergogna di essere state pronunciate da un loro simile. Malgrado ciò, tra i nostri concittadini (e consiglieri comunali) c'è anche chi può vantare l'amicizia dello "sceriffo" Gentilini su Facebook ....

martedì 9 febbraio 2010

Adesso basta

Essendo io nuovo della politica attiva, all'inizio della mia attività di consigliere e assessore del comune di Novellara ero convinto che tra i tanti doveri istituzionali per i quali avevo ricevuto il mandato dagli elettori e dal sindaco, ci fosse anche quello di cercare il più possibile di instaurare un dialogo fattivo e collaborativo con la minoranza.
Oggi, alla luce del comportamento estremamente scorretto dei loro esponenti, che non perdono occasione per innescare polemiche gratuite e strumentali a fronte di qualsiasi atto più o meno importante effettuato dall'Amministrazione Comunale, devo purtroppo, e con estrema amarezza, prendere atto del fatto che mi sbagliavo.
Con questa minoranza, che ogni giorno tenta di trasformare la normale e sana dialettica politica in propaganda del tipo "contro e sempre" utilizzando la carta stampata prima ancora che discutere nelle sedi istituzionali (Consiglio, Commissioni, etc.) non può esserci dialogo.

Stefano Mazzi
Consigliere e Assessore
Comune di Novellara