lunedì 26 aprile 2010

Le strumentalizzazioni del 25 aprile

Il consigliere della Lega Nord Mauro Melli tramite il quotidiano l’Informazione ci fa oggi sapere di aver partecipato alle celebrazioni del 25 aprile in piazza Unità d’Italia e, dopo aver gradito le frasi in dialetto (ma guarda un po’!) recitate dai ragazzi delle medie, di essersene andato con l’amaro in bocca non appena il sindaco ha “parlato delle politiche razziste messe in atto dal governo”. Alla fine del pezzo poi, si legge anche della sua convinzione che sul 25 aprile i cittadini che votano centrosinistra non la pensino allo stesso modo del sindaco e dei partiti che lo sostengono.
Ecco che ancora una volta la Lega non si smentisce e cerca qualsiasi appiglio, evento o occasione per lanciare polemiche gratuite con il solito linguaggio nazional-populista.
In tutta coscienza mi sento di suggerire a Melli un atteggiameno un po’ più rispettoso della ricorrenza del 25 aprile e soprattutto di non utilizzarla in modo strumentale per fini propagandistici.
Forse il Melli non ricorda che nel 1994, all’epoca del suo primo governo, a chi gli chiese se avrebbe festeggiato il 25 aprile Berlusconi rispose: “Nessuna festa! Io sarò a lavorare come in tutti gli altri giorni!”, e che subito dopo il senatore Bossi, contrapponendosi fortemente a quello che oggi è diventato il padrone assoluto del centrodestra, parlò delle profonde radici antifasciste della Lega?
Si offende Melli perché nel suo discorso il sindaco Daoli parla di episodi di razzismo da parte della Lega? E come dovremmo allora chiamare la proposta di istituire negli autobus posti riservati agli italiani, venuta da esponenti di livello nazionale del suo partito? In Sudafrica questa pratica si chiamava “apartheid”. E questo forse non era razzismo?
E che dire invece di chi vuole la “ pulizia etnica nei confronti dei bambini zingari” (Gentilini), oppure di chi pensa che “ci sono etnie che hanno una maggiore predisposizione a delinquere” (Calderoli)? Non sembra a Melli che, malgrado i suoi colleghi di partito vogliano farci credere si tratti solamente di folklore, frasi come queste denotino invece una chiara espressione di atteggiamenti razzisti? Le leggi razziali del 1938 sono state una infamia nella nostra storia e ricordare solennemente le migliaia di giovani che hanno dato la vita sulle montagne contro il fascismo significa anche, implicitamente, essere profondamente antirazzisti.
Stia perciò tranquillo il consigliere Melli, ma questa parte di cittadini di cui lui tanto si impegna a intuire i pensieri ha ben chiaro quello che è l’effettivo significato della festa del 25 aprile e sa che innanzi tutto il 25 aprile è la festa della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, e questo a prescindere dal fatto che Melli sia in piazza a celebrare e ad applaudire, oppure se ne stia a casa a rimuginare sulle contraddizioni sue e del suo partito.

Stefano Mazzi
Consigliere e Assessore
Comune di Novellara

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