venerdì 25 giugno 2010

L'italiano come seconda lingua

Non voglio entrare nel merito della polemica aperta dai consiglieri della Lega Nord Melli e Russotto relativa all’utilità o meno delle spese sostenute dall’amministrazione comunale; trattandosi di consiglieri di opposizione, ovviamente hanno il pieno diritto di esercitare il loro ruolo e criticare la tipologia e l’entità di queste spese, nonché di portare i loro suggerimenti su dove investire e dove tagliare, così come hanno fatto con gli emendamenti presentati al bilancio. Vorrei invece fare una riflessione, un po’ più di “contenuto”, sul riferimento che i due consiglieri hanno fatto al progetto di alfabetizzazione in classi speciali che stanno portando avanti i comuni di Luzzara e Guastalla e che viene da loro citato come “ottimo” esempio di integrazione dei bambini stranieri nelle scuole. E’ risaputo che Novellara non aderisce a questo progetto e le motivazioni di questa nostra scelta sono già state abbondantemente discusse e dibattute. In ogni caso, pur non avendo la pretese di essere depositario unico della verità, vista la novità e l’estrema complessità della problematica, mi sento di suggerire agli amici della Lega locale un po’ più di prudenza nel declamare sentenze sui modelli di scuola, su cosa sia meglio o peggio in materia di alfabetizzazione e integrazione, soprattutto in considerazione del fatto che (e questo è stato reso evidente dal loro imbarazzante silenzio durante il consiglio comunale aperto sulla scuola dell 11 maggio scorso) non abbiamo ancora capito quale sia il modello di scuola che essi propongono. La scelta di Novellara sull’inserimento degli studenti stranieri è diversa dall’opzione Luzzara-Guastalla perché prevede l’inclusione anziché la separazione. Da noi il ragazzo straniero che si iscrive a scuola e non parla l’italiano, non viene assegnato ad una classe speciale composta da soli stranieri, delocalizzata in un altro edificio o in un'altra città, ma viene subito assegnato alla classe definitiva, all’interno della scuola stessa dove ha presentato l’iscrizione. Qui, dopo un primo periodo di accoglienza, inizia il suo percorso di alfabetizzazione che prevede l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda (Italiano L2), effettuato, questo sì in un’aula separata dal resto della classe, ma soltanto per qualche ora a settimana. Contemporanamente il ragazzo continua a frequentare i propri compagni, sia italiani che stranieri e a seguire anche le altre materie. Questo modello, pur non essendo perfetto, rappresenta la “via italiana all’integrazione degli alunni stranieri”. E’ ormai da tempo infatti che l’orientamento della pedagogia contemporanea si rivolge alla valorizzazione della persona e alla costruzione di progetti educativi basati sulle relazioni dello studente, ponendo l’attenzione sulla diversità, sia questa di tipo linguistico, oppure di tipo culturale o di abilità fisica. Viene cioè assunto il criterio universalistico per il riconoscimento dei diritti dei minori che nel nostro caso può essere declinato nei seguenti elementi: l’applicazione delle norme previste dalla Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e la tradizione consolidata della scuola italiana nei confronti delle varie forme di diversità. Questi concetti, che sono ampiamente condivisi dalla maggior parte dei pedagogisti italiani, sono tutt’ora adottati nelle nostre scuole. E con ottimi risultati.Il vero problema che stiamo oggi purtroppo riscontrando è la progressiva diminuzione delle risorse a disposizione per portare avanti questi progetti. Per far fronte al notevole incremento di studenti stranieri che si sta registrando in quest’ultimo periodo, necessitiamo di un maggior numero di ore. E questo, ovviamente, si traduce in un organico che prevede la dotazione di un maggior numero di docenti preparati e specializzati nell’insegnamento dell’italiano L2.
Stefano Mazzi,
Assessore alla Scuola Comune di Novellara

giovedì 17 giugno 2010

Ancora sui giovani: uno scambio di vedute

Commento
Ciao, ho letto il post sul blog riguardo lo spazio per i giovani....forse sai che io abito di fronte al pub e ti assicuro che fino alle 2 qui non si dorme dagli schiamazzi che fanno fuori dal locale, adesso con le finestre aperte è quasi impossibile dormire nella camera che si affaccia alla strada tra urla, macchine che suonano il clacson e motorini rumorosi alla faccia dell'inquinamento acustico!!! se ci fosse il brusio di gente tranquilla che chiacchiera va anche bene, ma è il casino che disturba e se fosse occasionale anche anche, ma a parte il lunedì che il pub è chiuso non si vive visto che al mattino la sveglia suona alle 6! dare gli spazi si, ma rispettando la gente che ci abita attorno!!! la soluzione che leggevo tempo fa della riqualifica della stazione come spazio giovani la trovo ottima, non è una zona fuori novellara e le case non sono vicinissime
....rispetto....ma questa generazione sa cos'è il rispetto?
Commento firmato

Risposta
Ciao, l'articolo sul blog non vuole certamente difendere chi disturba o si comporta in modo incivile, ma nasce dalla polemica che un gruppo di residenti nella zona del parco Augusto sta montando nei confronti della costruzione di una pista di pattinaggio (SkatePark) nel parco stesso.
Ora, a parte il fatto che il parco Augusto (così come il parco Poli e tutti gli altri parchi di Novellara) è un parco pubblico, e come tale è giusto che sia fruito da tutti i cittadini e non solo dai residenti che abitano nella zona e che firmano petizioni contro la costruzione di un area per giovani, la nostra posizione di amministratori, che condivido assolutamente anche come genitore, è quella che occorre dare ai giovani e ai ragazzi, soprattutto agli adolescenti, dei luoghi di ritrovo per socializzare in tutta sicurezza vicino a casa senza emarginarli o spingerli a cercare spazi in altre città.
Questi sono i nostri figli e hanno il diritto di vivere la loro città, così come la viviamo noi adulti, o come la vivono quegli anziani che stanno perennemente seduti sotto i portici e sono sempre pronti a puntare il dito contro tutto e tutti, in modo superficiale, senza minimamente preoccuparsi della tragicità della condizione giovanile del giorno d'oggi (qualunquismo, caduta dei valori, precariato, scuola pubblica allo sbando, falsi miti, etc.).
E' ovvio però che nel momento in cui diamo loro la possibilità di godere di alcuni spazi cittadini questi giovani, e qui concordo con te, devono essere educati, civili e soprattutto rispettosi delle regole; attenzione però a non mischiare le cose e fare di tutte le erbe un fascio: la situazione che si verifica di notte davanti al pub a mio parere non c'entra con quello che è il contenuto dell'articolo di Agnese e con il senso che io voglio dare a questa mia risposta.
Io contesto fortemente il fatto che ci siano dei cittadini che non vogliono che i giovani possano usufruire di un bene pubblico (il parco) e che si arrogano il diritto di considerare queso bene pubblico come il loro giardino di casa!! Sono ovviamente diverse invece le considerazioni che possiamo e dobbiamo fare su chi si comporta in modo incivile davanti ad un esercizio commerciale (che non è un bene pubblico); in questo caso, dove ci sono chiari episodi di disprezzo delle normali regole di convivenza e civiltà, penso che sia necessario intervenire.
Verificheremo con la polizia municipale.
Stefano Mazzi

mercoledì 9 giugno 2010

Basta respingere i giovani !

Forse non tutti sanno che nell’ultima operazione di ascolto delle varie categorie di persone della nostra comunità (“Progetto di sviluppo di comunità" pubblicato nel 2009), è emerso che molti giovani non si sentono accolti appieno dalla gente e dagli abitanti. Hanno dichiarato di essersi spostati dal centro, dai locali annessi e dai parchi perché la gente non sopporta il rumore che fanno, gli schiamazzi, la confusione e il movimento di persone. Sentono di non essere accettati e si spostano, cercando luoghi di ritrovo più lontani dalle abitazioni.
Credo che siano dichiarazioni molto tristi e che debbano far riflettere tutti gli abitanti di Novellara.
Quando allora si parla del progetto, da tempo coltivato e prossimo alla realizzazione, dello skate-park, dovremmo allora fermarci a qualche considerazione in più che non sia il nostro interesse individuale, chiuso, privato.
Come Amministrazione Comunale siamo consapevoli di dover prendere decisioni che non accontentano i desideri di tutti e ci sentiamo la grande responsabilità di compiere scelte alla luce dei valori che riteniamo giusti. Vogliamo includere i ragazzi in un progetto di sviluppo della comunità che tenga conto anche delle loro esigenze. Tutti siamo o siamo stati giovani e molti di noi sono genitori: sappiamo che la tranquillità è anche avere i ragazzi vicino, non confinati ai margini del paese dove non sarebbero visibili.
Vorremmo condividere con i giovani gli spazi della città, co-progettarli con loro, potere confrontarci anche sul tema del rispetto reciproco e delle regole della convivenza, ragionare di sicurezza ascoltando le loro proposte, ma non ci spaventano i loro rumori, non ci infastidiscono la musica, le risate, il movimento. Crediamo che sia ora di finirla di sparare sentenze sul mondo giovanile senza accoglierlo e farsene carico, come comunità civile, anche tollerando quando non ne abbiamo voglia. Le ragazze e i ragazzi di Novellara devono sentire intorno adulti credibili, responsabili, positivi, che sanno fare spazio a loro nella città, fisicamente. Hanno voglia di sentire adulti e anziani potere divertirsi ancora, appassionati di vita e non di indifferenza. Imiteranno i modelli che si trovano davanti. Crediamo che la gente debba sentire i figli degli altri un po’ come se fossero i propri: richiamandoli se necessario, segnalando situazioni pericolose per i giovani stessi e sostenendo la genitorialità in momenti difficili come questo con una rete di relazioni attente, non diffidenti.
Ragazze e ragazzi hanno bisogno in primo luogo di essere visti, non guardati, messi in evidenza nelle scelte amministrative, oggetto di opportunità, non di giudizio.
Agnese Vezzani