Non voglio entrare nel merito della polemica aperta dai consiglieri della Lega Nord Melli e Russotto relativa all’utilità o meno delle spese sostenute dall’amministrazione comunale; trattandosi di consiglieri di opposizione, ovviamente hanno il pieno diritto di esercitare il loro ruolo e criticare la tipologia e l’entità di queste spese, nonché di portare i loro suggerimenti su dove investire e dove tagliare, così come hanno fatto con gli emendamenti presentati al bilancio. Vorrei invece fare una riflessione, un po’ più di “contenuto”, sul riferimento che i due consiglieri hanno fatto al progetto di alfabetizzazione in classi speciali che stanno portando avanti i comuni di Luzzara e Guastalla e che viene da loro citato come “ottimo” esempio di integrazione dei bambini stranieri nelle scuole. E’ risaputo che Novellara non aderisce a questo progetto e le motivazioni di questa nostra scelta sono già state abbondantemente discusse e dibattute. In ogni caso, pur non avendo la pretese di essere depositario unico della verità, vista la novità e l’estrema complessità della problematica, mi sento di suggerire agli amici della Lega locale un po’ più di prudenza nel declamare sentenze sui modelli di scuola, su cosa sia meglio o peggio in materia di alfabetizzazione e integrazione, soprattutto in considerazione del fatto che (e questo è stato reso evidente dal loro imbarazzante silenzio durante il consiglio comunale aperto sulla scuola dell 11 maggio scorso) non abbiamo ancora capito quale sia il modello di scuola che essi propongono. La scelta di Novellara sull’inserimento degli studenti stranieri è diversa dall’opzione Luzzara-Guastalla perché prevede l’inclusione anziché la separazione. Da noi il ragazzo straniero che si iscrive a scuola e non parla l’italiano, non viene assegnato ad una classe speciale composta da soli stranieri, delocalizzata in un altro edificio o in un'altra città, ma viene subito assegnato alla classe definitiva, all’interno della scuola stessa dove ha presentato l’iscrizione. Qui, dopo un primo periodo di accoglienza, inizia il suo percorso di alfabetizzazione che prevede l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda (Italiano L2), effettuato, questo sì in un’aula separata dal resto della classe, ma soltanto per qualche ora a settimana. Contemporanamente il ragazzo continua a frequentare i propri compagni, sia italiani che stranieri e a seguire anche le altre materie. Questo modello, pur non essendo perfetto, rappresenta la “via italiana all’integrazione degli alunni stranieri”. E’ ormai da tempo infatti che l’orientamento della pedagogia contemporanea si rivolge alla valorizzazione della persona e alla costruzione di progetti educativi basati sulle relazioni dello studente, ponendo l’attenzione sulla diversità, sia questa di tipo linguistico, oppure di tipo culturale o di abilità fisica. Viene cioè assunto il criterio universalistico per il riconoscimento dei diritti dei minori che nel nostro caso può essere declinato nei seguenti elementi: l’applicazione delle norme previste dalla Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e la tradizione consolidata della scuola italiana nei confronti delle varie forme di diversità. Questi concetti, che sono ampiamente condivisi dalla maggior parte dei pedagogisti italiani, sono tutt’ora adottati nelle nostre scuole. E con ottimi risultati.Il vero problema che stiamo oggi purtroppo riscontrando è la progressiva diminuzione delle risorse a disposizione per portare avanti questi progetti. Per far fronte al notevole incremento di studenti stranieri che si sta registrando in quest’ultimo periodo, necessitiamo di un maggior numero di ore. E questo, ovviamente, si traduce in un organico che prevede la dotazione di un maggior numero di docenti preparati e specializzati nell’insegnamento dell’italiano L2.
Stefano Mazzi,
Assessore alla Scuola Comune di Novellara
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