mercoledì 9 giugno 2010

Basta respingere i giovani !

Forse non tutti sanno che nell’ultima operazione di ascolto delle varie categorie di persone della nostra comunità (“Progetto di sviluppo di comunità" pubblicato nel 2009), è emerso che molti giovani non si sentono accolti appieno dalla gente e dagli abitanti. Hanno dichiarato di essersi spostati dal centro, dai locali annessi e dai parchi perché la gente non sopporta il rumore che fanno, gli schiamazzi, la confusione e il movimento di persone. Sentono di non essere accettati e si spostano, cercando luoghi di ritrovo più lontani dalle abitazioni.
Credo che siano dichiarazioni molto tristi e che debbano far riflettere tutti gli abitanti di Novellara.
Quando allora si parla del progetto, da tempo coltivato e prossimo alla realizzazione, dello skate-park, dovremmo allora fermarci a qualche considerazione in più che non sia il nostro interesse individuale, chiuso, privato.
Come Amministrazione Comunale siamo consapevoli di dover prendere decisioni che non accontentano i desideri di tutti e ci sentiamo la grande responsabilità di compiere scelte alla luce dei valori che riteniamo giusti. Vogliamo includere i ragazzi in un progetto di sviluppo della comunità che tenga conto anche delle loro esigenze. Tutti siamo o siamo stati giovani e molti di noi sono genitori: sappiamo che la tranquillità è anche avere i ragazzi vicino, non confinati ai margini del paese dove non sarebbero visibili.
Vorremmo condividere con i giovani gli spazi della città, co-progettarli con loro, potere confrontarci anche sul tema del rispetto reciproco e delle regole della convivenza, ragionare di sicurezza ascoltando le loro proposte, ma non ci spaventano i loro rumori, non ci infastidiscono la musica, le risate, il movimento. Crediamo che sia ora di finirla di sparare sentenze sul mondo giovanile senza accoglierlo e farsene carico, come comunità civile, anche tollerando quando non ne abbiamo voglia. Le ragazze e i ragazzi di Novellara devono sentire intorno adulti credibili, responsabili, positivi, che sanno fare spazio a loro nella città, fisicamente. Hanno voglia di sentire adulti e anziani potere divertirsi ancora, appassionati di vita e non di indifferenza. Imiteranno i modelli che si trovano davanti. Crediamo che la gente debba sentire i figli degli altri un po’ come se fossero i propri: richiamandoli se necessario, segnalando situazioni pericolose per i giovani stessi e sostenendo la genitorialità in momenti difficili come questo con una rete di relazioni attente, non diffidenti.
Ragazze e ragazzi hanno bisogno in primo luogo di essere visti, non guardati, messi in evidenza nelle scelte amministrative, oggetto di opportunità, non di giudizio.
Agnese Vezzani

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