Nemmeno a fronte di una iniziativa come quella in programma ieri 15 settembre 2011 per ricordare Saad, il tredicenne stroncato l’anno scorso da un’attacco d’asma poco prima dell’inizio delle scuole, la consigliera del PdL Cristina Fantinati lascia trasparire un seppur minimo sentimento di carità cristiana e pietà. Evidentemente i valori etici più volte sbandierati dalla sua parte politica sono solo di facciata, mentre la vera natura delle sue reali propensioni è un’altra: la speculazione politica sempre, ovunque e comunque.
Gli amici di Saad, insieme al Centro Giovani, all’Amministrazione Comunale e alla Novellara Sportiva, hanno voluto organizzare questa giornata, con tanto di pulizia dei parchi, piantumazione di un albero, mini torneo di calcio e piccolo rinfresco. Tutto questo per ricordare il suo sorriso, la sua gioia di vivere, la sua spensieratezza, e per stringersi in un commosso abbraccio alla famiglia che ancora lo piange. E invece di apprezzare e appoggiare l’iniziativa, Fantinati che cosa fa? Deposita una “richiesta urgente di accesso agli atti” (prot. 12319) con la quale chiede all’amministrazione "se sono stati assunti atti amministrativi con impegni di spesa a riguardo", paventando probabilmente il timore di uno spropositato aumento della spesa sociale del nostro comune a sostegno dell’iniziativa.
Si tranquillizzi Fantinati! Il comune non ha sforato il patto di stabilità per aver prodotto con le proprie fotocopiatrici 30 volantini. E nemmeno la Novellara sportiva andrà in fallimento per aver impostato la grafica del volantino e aver organizzato il torneo di calcio. E il rinfresco offerto non è a carico delle casse comunali ma dei genitori di Saad.... i quali, ne siamo convinti, sarebbero stati ben felici di offrire un pezzo di pizza anche lei, qualora si fosse degnata di partecipare.
Il gruppo Uniti per Novellara apprezza il senso di questa giornata e rivolge un partecipato ringraziamento a tutti coloro che si sono impegnati nella sua realizzazione.
Gruppo Consiliare Uniti per Novellara
venerdì 16 settembre 2011
venerdì 29 luglio 2011
La nostra idea su Sabar
RIFIUTI: TERRITORIO E CITTADINI PROTAGONISTI DELLE SCELTE FUTURE
Sabar rappresenta quanto di positivo si possa ottenere dalla gestione pubblica di un servizio alla collettività in materia di rifiuti. Preservare tale presupposto risulta indispensabile alla luce dell’esito referendario e da quanto succede in Campania. Mentre assistiamo -sgomenti- alle vicende di Napoli, una grande città sommersa dall’emergenza rifiuti e stretta nella morsa del binomio rifiuti-criminalità organizzata, riflettiamo sull’esperienza diametralmente opposta che abbiamo costruito e gestito in questi ultimi trent’anni. Sabar racchiude in sé una serie di significati emblematici per il nostro territorio: il senso di responsabilità e solidarietà territoriale, la competenza, la trasparenza e la grande affidabilità. Con convinzione affermiamo che queste caratteristiche possono essere garantite solo dalla governance pubblica di questo delicato settore. In questo senso, l’esito referendario conferma e rafforza la nostra convinzione. Di conseguenza sosteniamo la necessità che i Comuni mantengano il controllo su Sabar e su tutto ciò che Sabar ha significato e significa per il nostro territorio, a totale garanzia dell’ambiente e dei cittadini che lo abitano. Come programmato dal Piano Provinciale Gestione dei rifiuti (PPGR approvato dalla Provincia nel 2004), nel 2015 si prevede la fine di questa esperienza trentennale, che dovrà comunque proseguire nella gestione del “post mortem”, sempre a garanzia dell’ambiente e della salute pubblica. Riteniamo positivo che la gestione dei rifiuti in tutti questi anni sia stata accompagnata da una crescente consapevolezza e da una diffusa sensibilità ambientale civica. Le amministrazioni, insieme a Sabar, hanno investito fortemente in educazione ambientale per favorire l’implementazione della raccolta differenziata, la diffusione del “porta a porta”, e la riduzione complessiva di rifiuti, che deve necessariamente essere parte di una riflessione politica più ampia sugli stili di vita e sui consumi. Parallelamente sono nate esperienze ambientali e sociali straordinarie, come la Cooperativa il Bettolino, l’impianto di cogenerazione a biogas e due impianti fotovoltaici. Nuove tecniche e metodi per la riduzione e lo smaltimento dei rifiuti si stanno perfezionando e il panorama è in continua e rapida evoluzione. Mentre l’ultimo PPGR era ispirato al principio di autosufficienza di ogni provincia in materia di smaltimento dei rifiuti, le cose in futuro probabilmente cambieranno, puntando su una programmazione di area più vasta. Auspichiamo che la Provincia, in concertazione con tutte le Province limitrofe e con la Regione, proceda celermente nella nuova pianificazione della gestione rifiuti, adottando gli impianti di ultima generazione e le strategie necessarie per evitare ogni possibile emergenza tenendo in considerazione le realtà territoriali come la nostra che, con grande disponibilità si sono messe al servizio della Provincia di Reggio Emilia e non solo. Ricordiamo infatti che Sabar e il nostro territorio hanno svolto un ruolo determinante nella politica di gestione rifiuti, evitando l’emergenza anche in fasi in cui altri territori non hanno dimostrato il medesimo senso di responsabilità, garantendo quindi la salvaguardia di un delicato equilibrio, sempre all’insegna del rispetto per l’ambiente e del controllo rigoroso dell’attività di gestione, mantenendo il carico tariffario per i cittadini degli 8 comuni di circa un 30 % inferiore rispetto al resto della provincia. Riteniamo che il ruolo delle discariche vada progressivamente ridimensionato nel complesso ciclo di smaltimento di rifiuti alla luce delle nuove tecnologie e strategie da adottare. Qualora il loro utilizzo venga ancora ritenuto necessario ricordiamo che IL NOSTRO TERRITORIO HA GIA’ DATO e soprattutto non è disposto a un ruolo di comprimario, sulla cui testa far passare decisioni e orientamenti che invece dovranno essere spiegati e condivisi con e nel pieno rispetto della cittadinanza. Sentiamo di potere affermare che l’esperienza e la sapienza maturata in questi trent’anni di gestione pubblica di Sabar è un valore aggiunto e una garanzia per i nostri cittadini e per tutto il territorio che deve essere tutelato.
Sabar rappresenta quanto di positivo si possa ottenere dalla gestione pubblica di un servizio alla collettività in materia di rifiuti. Preservare tale presupposto risulta indispensabile alla luce dell’esito referendario e da quanto succede in Campania. Mentre assistiamo -sgomenti- alle vicende di Napoli, una grande città sommersa dall’emergenza rifiuti e stretta nella morsa del binomio rifiuti-criminalità organizzata, riflettiamo sull’esperienza diametralmente opposta che abbiamo costruito e gestito in questi ultimi trent’anni. Sabar racchiude in sé una serie di significati emblematici per il nostro territorio: il senso di responsabilità e solidarietà territoriale, la competenza, la trasparenza e la grande affidabilità. Con convinzione affermiamo che queste caratteristiche possono essere garantite solo dalla governance pubblica di questo delicato settore. In questo senso, l’esito referendario conferma e rafforza la nostra convinzione. Di conseguenza sosteniamo la necessità che i Comuni mantengano il controllo su Sabar e su tutto ciò che Sabar ha significato e significa per il nostro territorio, a totale garanzia dell’ambiente e dei cittadini che lo abitano. Come programmato dal Piano Provinciale Gestione dei rifiuti (PPGR approvato dalla Provincia nel 2004), nel 2015 si prevede la fine di questa esperienza trentennale, che dovrà comunque proseguire nella gestione del “post mortem”, sempre a garanzia dell’ambiente e della salute pubblica. Riteniamo positivo che la gestione dei rifiuti in tutti questi anni sia stata accompagnata da una crescente consapevolezza e da una diffusa sensibilità ambientale civica. Le amministrazioni, insieme a Sabar, hanno investito fortemente in educazione ambientale per favorire l’implementazione della raccolta differenziata, la diffusione del “porta a porta”, e la riduzione complessiva di rifiuti, che deve necessariamente essere parte di una riflessione politica più ampia sugli stili di vita e sui consumi. Parallelamente sono nate esperienze ambientali e sociali straordinarie, come la Cooperativa il Bettolino, l’impianto di cogenerazione a biogas e due impianti fotovoltaici. Nuove tecniche e metodi per la riduzione e lo smaltimento dei rifiuti si stanno perfezionando e il panorama è in continua e rapida evoluzione. Mentre l’ultimo PPGR era ispirato al principio di autosufficienza di ogni provincia in materia di smaltimento dei rifiuti, le cose in futuro probabilmente cambieranno, puntando su una programmazione di area più vasta. Auspichiamo che la Provincia, in concertazione con tutte le Province limitrofe e con la Regione, proceda celermente nella nuova pianificazione della gestione rifiuti, adottando gli impianti di ultima generazione e le strategie necessarie per evitare ogni possibile emergenza tenendo in considerazione le realtà territoriali come la nostra che, con grande disponibilità si sono messe al servizio della Provincia di Reggio Emilia e non solo. Ricordiamo infatti che Sabar e il nostro territorio hanno svolto un ruolo determinante nella politica di gestione rifiuti, evitando l’emergenza anche in fasi in cui altri territori non hanno dimostrato il medesimo senso di responsabilità, garantendo quindi la salvaguardia di un delicato equilibrio, sempre all’insegna del rispetto per l’ambiente e del controllo rigoroso dell’attività di gestione, mantenendo il carico tariffario per i cittadini degli 8 comuni di circa un 30 % inferiore rispetto al resto della provincia. Riteniamo che il ruolo delle discariche vada progressivamente ridimensionato nel complesso ciclo di smaltimento di rifiuti alla luce delle nuove tecnologie e strategie da adottare. Qualora il loro utilizzo venga ancora ritenuto necessario ricordiamo che IL NOSTRO TERRITORIO HA GIA’ DATO e soprattutto non è disposto a un ruolo di comprimario, sulla cui testa far passare decisioni e orientamenti che invece dovranno essere spiegati e condivisi con e nel pieno rispetto della cittadinanza. Sentiamo di potere affermare che l’esperienza e la sapienza maturata in questi trent’anni di gestione pubblica di Sabar è un valore aggiunto e una garanzia per i nostri cittadini e per tutto il territorio che deve essere tutelato.
Partito Democratico Novellara
Italia dei Valori
Sinistra per Novellara
Rifondazione Comunista
venerdì 1 luglio 2011
Ecco i veri "spreconi"
Novellara, 1 luglio 2011 – E’ stato richiesto in modo congiunto da parte degli esponenti del PdL e della Lega Nord la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario ed in via d’urgenza, come previsto dallo Statuto, che prevede l’organizzazione della seduta in pochi giorni. Esaminate le motivazioni, il gruppo di maggioranza si è accorto che si trattava solo di mozioni senza carattere d’urgenza, anzi, in merito alla mozione del PdL in cui si chiede al Sindaco di mantenere pubblica S.a.ba.r la Fantinati si dimostra decisamente in ritardo perché Uniti per Novellara in primis ha dimostrato di saper resistere alle leggi del centro destra e solo con la nostra barriera S.a.ba.r. è ancora pubblica. “E’ ora di finirla di scaricare i costi dello sciacallaggio e della speculazione politica sulla serietà istituzionale del Consiglio Comunale e di ingolfare costantemente l’attività amministrativa chiedendo Consigli Comunali ad hoc per parlare solamente di polemiche strumentali e commentare articoli di stampa”. Che urgenza avevano le mozioni presentate? Non sarebbe forse stato meglio convocarsi come di consueto l’ultimo giovedì del mese? Così il gruppo di maggioranza ha concordato di non garantire il numero legale per lo svolgimento del Consiglio, rimandandolo di fatto a fine mese. “Sinceramente al gruppo di maggioranza imbarazza molto ricevere il gettone di presenza per fare da cassa di risonanza alle polemiche di Fantinati e Melli. Ricordiamo inoltre che il costo per l’organizzazione di un Consiglio Comunale oscilla tra gli 800 e 1000 euro, per cui troviamo poco corretto e un vero spreco pubblico questo modo di lavorare”.
Il trasformismo post-referendum del PdL
Il centro sinistra novellarese ha le idee chiare su Sabar e non accetta il falso – ambientalismo di un PDL incoerente e populista che fino a ieri difendeva a spada tratta il decreto Ronchi abrogato dal referndum.
Il PDL Novellara maestro in trasformismo: dopo avere sostenuto convintamente Nucleare e decreto Ronchi si trasforma in...ambientalista dell'ultim'ora e addirittura sostenitore della gestione pubblica dei servizi! Non accettiamo lezioni in tema ambientale né tanto meno di gestione pubblica da chi si è permesso di denunciare addirittura i propri cittadini, rei di avere esposto una bandiera a favore dell'acqua pubblica. Prima lo schiaffo delle amministrative e poi quello referendario devono avere confuso le idee della destra, che è alla disperata ricerca di una nuova identità e per salvare il consenso rimasto rimescola le carte e si improvvisa ambientalista...alla faccia della coerenza! Su Sabar la posizione del Centro-Sinistra Novellarese è chiara. Sabar racchiude in sé una serie di significati emblematici per il nostro territorio: il senso di responsabilità e solidarietà territoriale, la competenza, la trasparenza e la grande affidabilità. Con convinzione affermiamo che queste caratteristiche possono essere garantite solo dalla governance pubblica di questo delicato settore. In questo senso, l’esito referendario conferma e rafforza la nostra convinzione. Di conseguenza sosteniamo la necessità che i Comuni e i relativi consigli comunali mantengano il controllo su Sabar e su tutto ciò che Sabar ha significato e significa per il nostro territorio, a totale garanzia dell’ambiente e dei cittadini che lo abitano. Sentiamo di potere affermare che l’esperienza e la sapienza maturata in questi trent’anni di gestione pubblica di Sabar è un valore aggiunto e una garanzia per i nostri cittadini e per tutto il territorio che deve essere tutelato……anche dalle strumentalizzazioni politiche. Riteniamo indispensabile una riflessione seria e condivisa sul futuro di Sabar e più in generale sulle politiche di gestione rifiuti nel nostro territorio A tal proposito a breve dirameremo un documento dove verranno approfonditi tutti questi punti che non possono essere banalizzati in sterili polemiche, soprattutto con interlocutori che hanno perso ogni credibilità.
giovedì 23 giugno 2011
Prima le nutrie e ora la piazza
Come volevasi dimostrare, per il Pdl di Novellara tutti gli argomenti sono buoni per innescare polemiche gratuite. In una nostra recente nota avevamo ipotizzato che una delle possibili future battaglie dei Fantinati-Boys avrebbe potuto essere “l’invasione dei gamberi nei canali di bonifica”. In effetti abbiamo sbagliato, ma solo per le dimensioni dell’animale implicato in quanto, come si può leggere nella loro replica sull’argomento “Valli”, non di gamberi si trattava ma bensì di nutrie. Nella rassegna stampa di oggi invece troviamo Roberto Minotti, ed è un vero piacere scoprire che nel Pdl non è solo la Fantinati che parla, ergersi a paladino dei soliti “tanti cittadini” che hanno segnalato un problema davvero grave e del quale l’amministrazione non “vuole” farsi carico: ovvero la mancanza di ombra in piazza Unità d’Italia. A questo punto però, lasciata la smania di notorietà del neo-consigliere Minotti al giudizio dei posteri, cogliamo l’occasione e proviamo a discutere seriamente del problema della piazza principale della nostra città. Noi non pensiamo di certo che la situazione attuale sia la migliore in assoluto, ma siamo certi che se davvero c’è un’emergenza, questa non vada ricercata in tutto ciò che Minotti dice e che il Pdl sostiene nell’interrogazione presentata in Consiglio. Per noi l’unico, vero e urgente problema della nostra bellissima piazza (riconsegnata all’antico splendore a seguito degli ultimi interventi eseguiti, tra l’altro, sotto la supervisione dei Beni Culturali) è il traffico motorizzato e le tante auto che in tutte le ore del giorno la percorrono e la ammorbano con i loro gas di scarico.
Partito Democratico
Italia dei Valori
Partito della Rifondazione Comunista
Sinistra per Novellara
sabato 18 giugno 2011
Propaganda Elettorale Istituto Comprensivo
Consiglio Comunale di Novellara - Seduta del 16 giugno 2011
Interrogazione del PDL protocollo 6830 "Propaganda elettorale dell'Istituto Comprensivo"
Risposta dell'Assessore alla Scuola Stefano Mazzi
Questa interrogazione è sostanzialmente sbagliata, in primo luogo perchè contiene moltissime inesattezze, poi perchè non avrebbe dovuto essere rivolta all'amministrazione comunale ma, evntualmente, all'istituto comprensivo. Probabilmente, non vi è ancora chiara la differenza che c'è tra gli enti locali e quelli statali.
Alla luce di ciò, il primo pensiero che abbiamo avuto leggendone il contenuto è stato quello di rigettarla in quanto non pertinente, e vi garantisco che ci sarebbero i presupposti, ma poi, in considerazione del fatto che avete coinvolto e dato in pasto alla stampa con tanto di nome e cognome una nostra e vostra concittadina, che è una persona stimata, seria e rispettabilissima, abbiamo deciso di rispondere in modo da dimostrare quanta pretestuosità ci sia dietro a questa vostra strategia dell'ultima ora.
D 1) Se si ritiene corretto che un Dirigente scolastico utilizzi l'indirizzo ufficiale di posta elettronica dell'Istituto Scolastico Comprensivo di Novellara per divulgare propaganda politica ed elettorale.
R 1) La lettera a cui fate riferimento è falsa, la stessa presunta firmataria Maria Chiara Alberton smentisce di averla mai diffusa; non si tratta quindi assolutamente di propaganda politica ma di uno dei tanti fenomeni di "phising" che si incontrano nella rete, una catena di santantonio che ha l'unico scopo di catturare indirizzi e-mail e alla quale è stato risposto con leggerezza; capisco la difficoltà che può trovare chi non è propriamente competente in informatica a capire ed interpretare questi fenomeni, questo però non può giustificare l'assoluta gravità di un simile attacco nei contronti di una persona per bene. Citate poi l'indirizzo ufficiale di posta elettronica dell'Istituto Comprensivo come se questo indirizzo fosse a tutti gli effetti qualcosa di certificato quando invece gli indirizzi ufficiali sono ben altra cosa. Sapete voi che ogni insegnante può avere una sua mailbox presso il ministero? E il dominio di questi indirizzi è @miur o qualcosa del genere. Questi sono indirizzi ufficiali e riconosciuti, non un @libero.it che possono crearsi tutti quanti accedendo ai vari siti preposti (libero, hotmail, yahoo, ecc.); ancora una volta quindi riscontriamo incompetenza informatica e pressapochismo politico; e quindi ancora una volta è chiaro il disegno che sta dietro ad una simile interrogazione.
D 2) Se i destinatari di tale lettera hanno segnalato all'Amministrazione comunale di averla ricevuta.
R 2) No, nessuno ci ha segnalato nulla; in ogni caso, essendo l'amministrazione comunale non coinvolta e non competente, non ha nessun titolo per richiedere o aspettarsi segnalazioni.
D 3) Se i dipendenti comunali che sono tra i destinatari di tale lettera hanno segnalato all'Amministrazione comunale di averla ricevuta.
R 3) No, vedi risposta precedente.
D 4) Se si ritiene corretto utilizzare la bacheca comunale messa a disposizione dell'Istituto Scolastico Novellarese per affiggere volantini che divulgano messaggi politici.
R 4) La bacheca in oggetto non è comunale. Nel momento in cui è stata assegnata alla scuola è la scuola che è responsabile del suo utilizzo nello stesso modo in cui è responsabile dell'uso dell'edificio scolastico che l'amministrazione le ha messo a disposizione.
D 5) Se la tipologia di avvisi da affiggere nelle bacheche comunali e regolamentata dal Comune di Novellara e, in caso affermativo, cosa previsto in questi casi
R 5) Questa domanda non è pertinente in quanto, come detto prima, la bacheca in oggetto non è comunale; si rimanda quindi la risposta ad un approfondimento tecnico successivo o ad una futura interrogazione specifica sull'argomento.
D 6) Che tipo di interventi si intende prendere nei confronti della Direzione Scolastlca dell'Istituto Cornprensivo.
R 6) Nessuno. L'istituto comprensivo è un altro ente e l'amministrazione non ha nessun titolo per prendere provvedimenti nei suoi confronti.
D 7) Se si intende segnalare alle autorita competenti quanto sopra denunciato.
R 7) No perchè non c'è nulla da segnalare.
venerdì 17 giugno 2011
La parola al Comitato
COMUNICATO STAMPA
distribuito ai Consiglieri Comunali di Novellara nel corso della seduta consiliare del 16 giugno 2011 in merito al punto 8 dell'Ordine del giorno:
RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE “PDL-INSIEME” CONCERNENTE “PROPAGANDA ELETTORALE DELL’ISTITUTO SCOLASTICO COMPRENSIVO DI NOVELLARA”.
La conclusione della campagna referendaria e dei numerosi impegni a essa legati ci lascia finalmente il tempo di riflettere a mente fredda sulle due crociate antireferendarie della consigliera comunale del PdL Cristina Fantinati: la cosiddetta “guerra delle bandiere” e la campagna denigratoria nei confronti della dirigente amministrativa dell'Istituto Comprensivo di Novellara, rea di avere inoltrato informazioni sui referendum del 12 e 13 giugno utilizzando la casella di posta elettronica dell'Istituto.
Queste vicende ci coinvolgono direttamente, in quanto siamo semplici cittadini che in questi mesi hanno dedicato il loro tempo e le loro energie alla campagna referendaria. Siamo quindi costretti a ricordare alla signora Fantinati e ai suoi compagni di partito alcuni aspetti della questione che ci sembrano importanti.
In primo luogo, che l'attuale governo ha fatto tutto il possibile per ostacolare i referendum, rifiutando di accorparli alle elezioni amministrative, scegliendo l'ultima data possibile in modo che molte persone fossero già in vacanza, promulgando una falsa legge di abrogazione del nucleare per confondere le idee, fino ad arrivare agli ultimi, gravissimi episodi quali la pubblica dichiarazione di astensione dal voto del Presidente del Consiglio e la divulgazione di date sbagliate di apertura dei seggi da parte di un telegiornale RAI.
In secondo luogo, che i due referendum acqua sono stati promossi e portati avanti da cittadini e associazioni della società civile e non da partiti politici. Capiamo che questa cosa scombini un po' lo schema manicheo di Fantinati e del suo partito, per i quale il paese si divide tra chi canta “Per fortuna che Silvio c'è” e i comunisti cattivi, ma fortunatamente non è così. Ci sono persone, noi per esempio, che si sono impegnate al di fuori dei partiti, che hanno raccolto le firme e che hanno fatto la campagna referendaria, senza soldi e senza televisioni ma armate di passione ed entusiasmo.
Queste due riflessioni insieme possono aiutare la signora Fantinati a capire il motivo della mail della dirigente o delle bandiere ai balconi. Questo referendum è stato voluto e portato avanti dai cittadini. La campagna referendaria non l'hanno fatta professionisti della comunicazione ma semplici e ingenui cittadini: qualcuno ha volantinato e fatto banchetti, qualcun altro ha fatto girare delle mail, qualcun altro ha semplicemente appeso una bandiera al balcone per manifestare la propria opinione.
Troviamo paradossale che le stesse persone che di fronte al caso Ruby parlano di privacy violata arrivino a ficcare il naso nelle caselle di posta elettronica o nei balconi altrui allo scopo di scatenare una caccia alle streghe che ci riporta con la mente a tempi cupi che speravamo conclusi per sempre.
Che cos'è che dà così fastidio alla signora Fantinati? Il colore delle bandiere? Il fatto che l'Istituto Comprensivo abbia sprecato banda inviando una decina di mail non legate alla propria attività? Speriamo di sbagliarci, ma temiamo che ciò che non piace a lei e ai suoi compagni di partito sia proprio ciò che questi referendum hanno dimostrato: che il paese è ancora vivo, attivo, non è ridotto a un disciplinato esercito di consumatori e teledipendenti come vorrebbe il nostro amato Presidente del Consiglio.
L'acqua è un bene comune, ma anche la partecipazione lo è. Temiamo - ma speriamo di sbagliarci – che questi signori che volevano sottrarci l'acqua per regalarla alle multinazionali vogliano sottrarci anche un altro bene ugualmente prezioso: la possibilità di partecipare attivamente alla vita politica di questo paese.
Perchè si scrive acqua, ma si legge democrazia.
Comitato novellarese “2 Sì per l'Acqua Bene Comune”
Novellara, 16 giugno 2011
distribuito ai Consiglieri Comunali di Novellara nel corso della seduta consiliare del 16 giugno 2011 in merito al punto 8 dell'Ordine del giorno:
RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE “PDL-INSIEME” CONCERNENTE “PROPAGANDA ELETTORALE DELL’ISTITUTO SCOLASTICO COMPRENSIVO DI NOVELLARA”.
La conclusione della campagna referendaria e dei numerosi impegni a essa legati ci lascia finalmente il tempo di riflettere a mente fredda sulle due crociate antireferendarie della consigliera comunale del PdL Cristina Fantinati: la cosiddetta “guerra delle bandiere” e la campagna denigratoria nei confronti della dirigente amministrativa dell'Istituto Comprensivo di Novellara, rea di avere inoltrato informazioni sui referendum del 12 e 13 giugno utilizzando la casella di posta elettronica dell'Istituto.
Queste vicende ci coinvolgono direttamente, in quanto siamo semplici cittadini che in questi mesi hanno dedicato il loro tempo e le loro energie alla campagna referendaria. Siamo quindi costretti a ricordare alla signora Fantinati e ai suoi compagni di partito alcuni aspetti della questione che ci sembrano importanti.
In primo luogo, che l'attuale governo ha fatto tutto il possibile per ostacolare i referendum, rifiutando di accorparli alle elezioni amministrative, scegliendo l'ultima data possibile in modo che molte persone fossero già in vacanza, promulgando una falsa legge di abrogazione del nucleare per confondere le idee, fino ad arrivare agli ultimi, gravissimi episodi quali la pubblica dichiarazione di astensione dal voto del Presidente del Consiglio e la divulgazione di date sbagliate di apertura dei seggi da parte di un telegiornale RAI.
In secondo luogo, che i due referendum acqua sono stati promossi e portati avanti da cittadini e associazioni della società civile e non da partiti politici. Capiamo che questa cosa scombini un po' lo schema manicheo di Fantinati e del suo partito, per i quale il paese si divide tra chi canta “Per fortuna che Silvio c'è” e i comunisti cattivi, ma fortunatamente non è così. Ci sono persone, noi per esempio, che si sono impegnate al di fuori dei partiti, che hanno raccolto le firme e che hanno fatto la campagna referendaria, senza soldi e senza televisioni ma armate di passione ed entusiasmo.
Queste due riflessioni insieme possono aiutare la signora Fantinati a capire il motivo della mail della dirigente o delle bandiere ai balconi. Questo referendum è stato voluto e portato avanti dai cittadini. La campagna referendaria non l'hanno fatta professionisti della comunicazione ma semplici e ingenui cittadini: qualcuno ha volantinato e fatto banchetti, qualcun altro ha fatto girare delle mail, qualcun altro ha semplicemente appeso una bandiera al balcone per manifestare la propria opinione.
Troviamo paradossale che le stesse persone che di fronte al caso Ruby parlano di privacy violata arrivino a ficcare il naso nelle caselle di posta elettronica o nei balconi altrui allo scopo di scatenare una caccia alle streghe che ci riporta con la mente a tempi cupi che speravamo conclusi per sempre.
Che cos'è che dà così fastidio alla signora Fantinati? Il colore delle bandiere? Il fatto che l'Istituto Comprensivo abbia sprecato banda inviando una decina di mail non legate alla propria attività? Speriamo di sbagliarci, ma temiamo che ciò che non piace a lei e ai suoi compagni di partito sia proprio ciò che questi referendum hanno dimostrato: che il paese è ancora vivo, attivo, non è ridotto a un disciplinato esercito di consumatori e teledipendenti come vorrebbe il nostro amato Presidente del Consiglio.
L'acqua è un bene comune, ma anche la partecipazione lo è. Temiamo - ma speriamo di sbagliarci – che questi signori che volevano sottrarci l'acqua per regalarla alle multinazionali vogliano sottrarci anche un altro bene ugualmente prezioso: la possibilità di partecipare attivamente alla vita politica di questo paese.
Perchè si scrive acqua, ma si legge democrazia.
Comitato novellarese “2 Sì per l'Acqua Bene Comune”
Novellara, 16 giugno 2011
lunedì 30 maggio 2011
Inutili polemiche del PdL
Ancora non si sono placate le polemiche create ad arte dalla Fantinati sui referendum e sull'Istituto Comprensivo, polemiche tra l'altro molto utili ai cittadini di Novellara che hanno così avuto modo di verificare l'alto spessore morale degli esponenti del PdL reggiano, che, forse nell'estremo tentativo di distogliere l'attenzione dalla pessima figura che ha fatto, il PdL locale torna alla carica sbandierando 4 fotografie messe in una bacheca. Adesso si attacca strumentalmente l'amministrazione per la situazione delle valli di Novellara e Reggiolo confondendo tra l'altro i fondi destinati alla salvaguardia dell'ecosistema con risorse di ordinaria manutenzione, dimostrando ancora una volta di essere ben lontani dall'interpretare correttamente i dati che continuamente chiedono agli uffici comunali. A questo punto è davvero chiaro il loro gioco. Altro che collaborazione e dialogo. Sono alla ricerca dello scontro e della polemica gratuita sempre e comunque. Cosa dobbiamo aspettarci per la prossima volta? Quale nuova polemica o scoperta faranno questi grandi politici per cercare di attaccare e mettere in difficoltà l'amministrazione? Forse faranno un’interrogazione per la stagione troppo calda e afosa? Oppure dovremo discutere una loro mozione per l’invasione dei gamberi nei nostri canali di bonifica?
Partito Democratico
Italia dei Valori
Rifondazione Comunista
Sinistra per Novellara
giovedì 26 maggio 2011
Vile sciacallaggio del PdL
Probabilmente a causa degli scadenti risultati conseguiti alle ultime elezioni amministrative, come sul piano nazionale anche all’interno del PdL novellarese e reggiano si sta facendo largo una nuova strategia. La capogruppo del PdL a Novellara Cristina Fantinati, dopo aver denunciato ingiustamente i propri concittadini per aver esposto le bandiere blu dell’acqua pubblica, continua imperterrita la sua opera denigratoria nei confronti delle persone oneste, alla disperata ricerca di un consenso e di una affermazione che a lei e al suo partito stanno venendo a mancare. Ancora una volta dobbiamo nostro malgrado prendere atto che le denunce della Fantinati non hanno alcuna valenza politica ma sono mirate ad acquisire visibilità sulla stampa e sono condotte in modo cinico, con azioni al limite dell’etica politica e della decenza istituzionale; ed è con grande rammarico che vediamo illustri esponenti del PdL provinciale e regionale accodarsi a lei in questa disdicevole operazione di sciacallaggio. Questa volta il bersaglio è la Dirigente dei Sevizi Amministrativi dell’Istituto Comprensivo di Novellara, persona stimata e rispettabilissima, colpevole secondo Fantinati e colleghi di “fare politica a scuola”. Contro di lei sono stati effettuati ben quattro esposti: al Sindaco di Novellara, al Presidente della Provincia di Reggio Emilia, al Presidente della Regione Emilia Romagna e addirittura al Ministro della Pubblica Istruzione. Le segreterie dei partiti della coalizione di maggioranza (Partito Democratico, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Sinistra per Novellara) esprimono alla Dirigente piena solidarietà per essere stata oggetto di questo becero e immotivato attacco. Con grande forza e sdegno biasimano il comportamento degli esponenti del PdL poichè ritengono estremamente vile il loro modo di fare politica e li invitano pertanto a rientrare nei binari della correttezza istituzionale e di smetterla di perseguitare le persone per bene.
Partito Democratico
Italia dei Valori
Partito della Rifondazione Comunista
Sinistra per Novellara
sabato 21 maggio 2011
La vera storia delle bandiere dell'acqua
La capogruppo PDL Cristina Fantinati, in perfetto stile Berlusconiano, persiste nella sua sistematica campagna mistificatoria e continua a dire inesattezze e falsità, cercando così di ergersi a vittima di chissà quale congiura, forse nella speranza di sminuire la portata della figuraccia che ha rimediato negli ultimi giorni.
Ne sono un esempio le ultime dichiarazioni rilasciate ai giornali sul suo operato in merito alla vicenda delle bandiere pro-referendum.
Dalle parole che si leggono sulla stampa infatti sembrerebbe che la pressione esercitata sul corpo della Polizia Municipale si sarebbe limitata ad un semplice fax, fatto quasi contro voglia, con l’unico obiettivo di riportare l’amministrazione “sulla retta via” della legalità.
Dalle verifiche effettuate invece si può benissimo dimostrare (documenti alla mano) un comportamento assolutamente diverso e una cronologia degli eventi non in linea con quanto affermato dalla Fantinati.
Tutto inizia il 12/05 con una comunicazione verbale all’ufficio elettorale, seguito il 13/05 da un fax alla Polizia Municipale, al Prefetto e al Sindaco.
Quindi una serie infinita di telefonate direttamente all’ufficio dei vigili ed alla centrale operativa di Guastalla e alcune mail, una il 16/05 e l’altra il 18/05, con le quali si chiedeva addirittura conto agli agenti di polizia del numero di sanzioni elevate ai cittadini per aver violato le norme sulla propaganda elettorale.
A seguito di questo martellante pressing e viste anche le indicazioni della prefettura, la Polizia Municipale non si è potuta esimere dall’intervenire presso alcune abitazioni private, limitandosi però alla semplice segnalazione, senza applicare sanzioni.
I partiti della coalizione di maggioranza (PD, IdV, Rifondazione Comunista e Sinistra per Novellara) ritengono corretto questo modo di agire degli agenti di polizia, così come ritengono sia stato corretto l’atteggiamento del Sindaco che si è immediatamente attivato per trovare una soluzione positiva a questa disdicevole situazione.
Soluzione che è stata poi finalizzata con l’emissione di una circolare (670/2011) con la quale si invitano gli agenti a valutare di volta in volta le segnalazioni pervenute ed a discemere i casi in cui trattasi effettivamente di divieto di propaganda elettorale dai casi di semplice pubblicità, di manifestazione del proprio pensiero e come tale non perseguibile.
Riguardo poi l’affermazione di Fantinati che ci accusa di voler liberalizzare la campagna elettorale, facendo in modo che chi ha più soldi ed è più potente invade gli spazi a scapito della parità dei diritti, ha indirettamente risposto il suo leader occupando di fatto le reti televisive nazionali per la propria campagna elettorale in spregio ad ogni norma che regola la par condicio.
Ne sono un esempio le ultime dichiarazioni rilasciate ai giornali sul suo operato in merito alla vicenda delle bandiere pro-referendum.
Dalle parole che si leggono sulla stampa infatti sembrerebbe che la pressione esercitata sul corpo della Polizia Municipale si sarebbe limitata ad un semplice fax, fatto quasi contro voglia, con l’unico obiettivo di riportare l’amministrazione “sulla retta via” della legalità.
Dalle verifiche effettuate invece si può benissimo dimostrare (documenti alla mano) un comportamento assolutamente diverso e una cronologia degli eventi non in linea con quanto affermato dalla Fantinati.
Tutto inizia il 12/05 con una comunicazione verbale all’ufficio elettorale, seguito il 13/05 da un fax alla Polizia Municipale, al Prefetto e al Sindaco.
Quindi una serie infinita di telefonate direttamente all’ufficio dei vigili ed alla centrale operativa di Guastalla e alcune mail, una il 16/05 e l’altra il 18/05, con le quali si chiedeva addirittura conto agli agenti di polizia del numero di sanzioni elevate ai cittadini per aver violato le norme sulla propaganda elettorale.
A seguito di questo martellante pressing e viste anche le indicazioni della prefettura, la Polizia Municipale non si è potuta esimere dall’intervenire presso alcune abitazioni private, limitandosi però alla semplice segnalazione, senza applicare sanzioni.
I partiti della coalizione di maggioranza (PD, IdV, Rifondazione Comunista e Sinistra per Novellara) ritengono corretto questo modo di agire degli agenti di polizia, così come ritengono sia stato corretto l’atteggiamento del Sindaco che si è immediatamente attivato per trovare una soluzione positiva a questa disdicevole situazione.
Soluzione che è stata poi finalizzata con l’emissione di una circolare (670/2011) con la quale si invitano gli agenti a valutare di volta in volta le segnalazioni pervenute ed a discemere i casi in cui trattasi effettivamente di divieto di propaganda elettorale dai casi di semplice pubblicità, di manifestazione del proprio pensiero e come tale non perseguibile.
Riguardo poi l’affermazione di Fantinati che ci accusa di voler liberalizzare la campagna elettorale, facendo in modo che chi ha più soldi ed è più potente invade gli spazi a scapito della parità dei diritti, ha indirettamente risposto il suo leader occupando di fatto le reti televisive nazionali per la propria campagna elettorale in spregio ad ogni norma che regola la par condicio.
Partito Democratico di Novellara
Italia dei Valori
Rifondazione Comunista
Sinistra per Novellara
giovedì 19 maggio 2011
Bandiere al vento
Uno spettro si aggira per la bassa reggiana.
Si tratta di una bandiera, di uno stendardo di colore azzurro intenso con al centro un disco più chiaro entro il quale si distingue una scritta nera. E’ mai possibile che un oggetto dall’apparenza così innocua, addirittura anche bello da vedersi, incuta così tanta paura? Eppure è da qualche giorno che i soliti alcuni cittadini di Novellara sono letteralmente terrorizzati dalla visione di questo allegro vessillo sventolare nelle vie della nostra città. Sono talmente impauriti che hanno preso il coraggio a quattro mani e hanno chiesto aiuto alla loro paladina preferita, l’eroica Iron-Lady del PdL locale, al secolo Fantinati Cristina. Costei, dopo aver indossato con un guizzo fulmineo il costume della santa inquisizione ha gettato il cuore al di là dell’ostacolo ed è entrata immediatamente in azione. Come un tornado sulla via di Tripoli ha iniziato la sua democraticissima guerra contro tutti quei suoi concittadini che avevano osato ospitare nelle loro abitazioni l’odiato fantasma drappeggiante ed è andata di corsa a denunciarli alle autorità competenti. E da quel momento quelle eteree essenze azzurrine hanno smesso di garrire nei nostri cieli. Vergognandosi (ma solo un poco appena) i cittadini ribelli, dopo l’intervento delle forze dell’ordine che li hanno minacciati con pesanti sanzioni, le hanno infatti riposte nei cassetti in attesa di tempi migliori. Ma poi, come sempre accade, tutte le brutte storie hanno un lieto fine: qualcuno, forse preso da una rabbia antica da generazioni senza nome, è intervenuto nell’ignobile querelle e, come d’incanto, ha estratto dal cilindro la formula magica esorcizzante, ovvero la sentenza della Corte Costituzionale nr. 161 del 1995. E allora adesso l'indomita Fantinati si cosparga il capo di cenere e chieda scusa ai suoi concittadini per averli denunciati senza motivo.
Si tratta di una bandiera, di uno stendardo di colore azzurro intenso con al centro un disco più chiaro entro il quale si distingue una scritta nera. E’ mai possibile che un oggetto dall’apparenza così innocua, addirittura anche bello da vedersi, incuta così tanta paura? Eppure è da qualche giorno che i soliti alcuni cittadini di Novellara sono letteralmente terrorizzati dalla visione di questo allegro vessillo sventolare nelle vie della nostra città. Sono talmente impauriti che hanno preso il coraggio a quattro mani e hanno chiesto aiuto alla loro paladina preferita, l’eroica Iron-Lady del PdL locale, al secolo Fantinati Cristina. Costei, dopo aver indossato con un guizzo fulmineo il costume della santa inquisizione ha gettato il cuore al di là dell’ostacolo ed è entrata immediatamente in azione. Come un tornado sulla via di Tripoli ha iniziato la sua democraticissima guerra contro tutti quei suoi concittadini che avevano osato ospitare nelle loro abitazioni l’odiato fantasma drappeggiante ed è andata di corsa a denunciarli alle autorità competenti. E da quel momento quelle eteree essenze azzurrine hanno smesso di garrire nei nostri cieli. Vergognandosi (ma solo un poco appena) i cittadini ribelli, dopo l’intervento delle forze dell’ordine che li hanno minacciati con pesanti sanzioni, le hanno infatti riposte nei cassetti in attesa di tempi migliori. Ma poi, come sempre accade, tutte le brutte storie hanno un lieto fine: qualcuno, forse preso da una rabbia antica da generazioni senza nome, è intervenuto nell’ignobile querelle e, come d’incanto, ha estratto dal cilindro la formula magica esorcizzante, ovvero la sentenza della Corte Costituzionale nr. 161 del 1995. E allora adesso l'indomita Fantinati si cosparga il capo di cenere e chieda scusa ai suoi concittadini per averli denunciati senza motivo.
mercoledì 18 maggio 2011
Non sei Tu il problema. Ecco perché della scarsa informazione.
Più ci si trova in difficoltà e più si cade in basso nella dialettica e nel confronto. Questo sta succedendo al PDL novellarese, che rispecchia pienamente la situazione di difficoltà del PDL nazionale. Si è infatti potuta notare la bassezza delle argomentazioni anche agli sgoccioli della campagna elettorale milanese. Si screditano gli avversari politici con insulti o accuse infondate, tanto per loro basta gettare fango su tutto e tutti per cercare di recuperare qualche voto.
Anche a Novellara il PDL va a colpi di dossieraggi, gossip, clamorose scoperte “hot” (false) tanto per attirare l’attenzione. Ma crediamo che la gente ormai sia stanca di questi atteggiamenti, di questi discorsi e falsità. Senza parlare dell’attività frenetica di andare a scovare nei balconi delle case bandiere pro-referendum (a favore dell’acqua pubblica) e addirittura farle togliere….. immaginiamo dia molto fastidio a loro che i cittadini abbiano un’opinione su un tema delicato come l’acqua (che il centro-destra vuole privatizzare), dà fastidio che si parli del referendum…. Nucleare e Legittimo Impedimento! Certo, han paura che la gente vada a votare e faccia cambiare i piani del Governo. Non si pensa però che si spenderanno milioni di euro (soldi pubblici) per questo referendum (che non han voluto accorpare alle amministrative)….. un referendum che loro stanno cercando di vanificare anche con la scarsa informazione e laddove c’è informazione vorrebbero zittire tutto e tutti.
Sarebbe sicuramente più costruttivo un sano confronto su temi politici….. ad esempio il PDL invece di attaccare senza ritegno su questioni futili, avrebbe potuto partecipare all’incontro di lunedì 16 maggio sul “legittimo impedimento” che si è tenuto a Novellara, oppure potrebbero cogliere l’occasione di confrontarsi sull’acqua pubblica la prossima settimana (25 maggio). Le occasioni di confronto non mancano, ma evidentemente la loro attività preferita non è quella di fare politica.
Anche a Novellara il PDL va a colpi di dossieraggi, gossip, clamorose scoperte “hot” (false) tanto per attirare l’attenzione. Ma crediamo che la gente ormai sia stanca di questi atteggiamenti, di questi discorsi e falsità. Senza parlare dell’attività frenetica di andare a scovare nei balconi delle case bandiere pro-referendum (a favore dell’acqua pubblica) e addirittura farle togliere….. immaginiamo dia molto fastidio a loro che i cittadini abbiano un’opinione su un tema delicato come l’acqua (che il centro-destra vuole privatizzare), dà fastidio che si parli del referendum…. Nucleare e Legittimo Impedimento! Certo, han paura che la gente vada a votare e faccia cambiare i piani del Governo. Non si pensa però che si spenderanno milioni di euro (soldi pubblici) per questo referendum (che non han voluto accorpare alle amministrative)….. un referendum che loro stanno cercando di vanificare anche con la scarsa informazione e laddove c’è informazione vorrebbero zittire tutto e tutti.
Sarebbe sicuramente più costruttivo un sano confronto su temi politici….. ad esempio il PDL invece di attaccare senza ritegno su questioni futili, avrebbe potuto partecipare all’incontro di lunedì 16 maggio sul “legittimo impedimento” che si è tenuto a Novellara, oppure potrebbero cogliere l’occasione di confrontarsi sull’acqua pubblica la prossima settimana (25 maggio). Le occasioni di confronto non mancano, ma evidentemente la loro attività preferita non è quella di fare politica.
Partito Democratico di Novellara
Italia dei Valori
Sinistra per Novellara
Partito di Rifondazione Comunista
- Ecco una delle denunce della Fantinati.....
sabato 14 maggio 2011
Il cioccolato e i pruriti bacchettoni
Molto probabilmente questa mattina leggendo i giornali i cittadini di Novellara saranno stati presi da un imbarazzante senso di incredulità leggendo lo scoop dell’ineffabile consigliera Fantinati: ma come è stato possibile che il marchio che il comune di Novellara ha registrato per il “cioccolatino dei gesuiti”, cioè quel progetto di marketing culturale che, prendendo spunto da alcune ricette cinquecentesche di spezieria trovate recentemente nel nostro archivio storico, sia anche il nome di una crema lubrificante solitamente venduta nei sexy-shop? Davvero i consulenti che hanno lavorato su questo progetto sono stati così stupidamente sprovveduti da non considerare una cosa del genere?
Dopo un primo momento di smarrimento siamo andati anche noi a cercare su internet la parola incriminata, il “Chiocolato”, e cosa abbiamo trovato? Assolutamente NULLA! In effetti un in un sito di vendite on-line abbiamo riscontrato anche noi un legame tra la parola “Chiocolato” e un lubrificante il cui nome è “Lick-It Choco”, ma una mente sveglia avrebbe benissimo capito che si trattava di un errore di digitazione del venditore che ha inserito una “H” in più all’interno della descrizione del prodotto che voleva vendere.
Quindi questa volta la nostra indomita e combattiva Sherlock-Fantinati ha preso una colossale topica e ha fatto davvero una brutta figura.
Vista la sua inadeguatezza all’uso di internet ci permettiamo allora di darle dei consigli: dal momento che Facebook è uno strumento molto aperto e utilizzato da tanti ragazzi giovani, lei che intende essere moralizzatrice e fustigatrice di costumi indecorosi, lei che ama citare Sant'Agostino, per dare il buon esempio cancelli il suo nome dal gruppo “Novellara alcoolica: i ragazzi di Novellara che quando possono la prendono grossa”. Questa sì che sarebbe una azione giusta e doverosa da parte di un consigliere comunale, altro che creare polemiche ad arte pubblicando falsità, tentando così di stuzzicare i pruriti reconditi da bigottismo latente dei suoi concittadini.
Il gruppo di maggioranza “Uniti per Novellara”
Partito Democratico
Italia dei Valori
Sinistra per novellara
Rifondazione comunista
Dopo un primo momento di smarrimento siamo andati anche noi a cercare su internet la parola incriminata, il “Chiocolato”, e cosa abbiamo trovato? Assolutamente NULLA! In effetti un in un sito di vendite on-line abbiamo riscontrato anche noi un legame tra la parola “Chiocolato” e un lubrificante il cui nome è “Lick-It Choco”, ma una mente sveglia avrebbe benissimo capito che si trattava di un errore di digitazione del venditore che ha inserito una “H” in più all’interno della descrizione del prodotto che voleva vendere.
Quindi questa volta la nostra indomita e combattiva Sherlock-Fantinati ha preso una colossale topica e ha fatto davvero una brutta figura.
Vista la sua inadeguatezza all’uso di internet ci permettiamo allora di darle dei consigli: dal momento che Facebook è uno strumento molto aperto e utilizzato da tanti ragazzi giovani, lei che intende essere moralizzatrice e fustigatrice di costumi indecorosi, lei che ama citare Sant'Agostino, per dare il buon esempio cancelli il suo nome dal gruppo “Novellara alcoolica: i ragazzi di Novellara che quando possono la prendono grossa”. Questa sì che sarebbe una azione giusta e doverosa da parte di un consigliere comunale, altro che creare polemiche ad arte pubblicando falsità, tentando così di stuzzicare i pruriti reconditi da bigottismo latente dei suoi concittadini.
Partito Democratico
Italia dei Valori
Sinistra per novellara
Rifondazione comunista
lunedì 28 marzo 2011
I punti e le virgole....
Ovviamente Melli presenta le notizie nel modo che più fa comodo a lui e alla sua parte politica. Questo modo di comportarsi dimostra in pieno la grande arroganza dei leghisti nonchè l'inadeguatezza politica dello stesso Melli perchè per amministrare un comune serve soprattutto serietà e correttezza. Infatti, nell'articolo del blog Novellarattiva citato sulla stampa (a proposito, ringrazio per la pubblicità; speriamo che aumentino i lettori...) si può leggere: "Altro esempio simbolo di questa volontà di far solo della polemica è dimostrata dalla richiesta di aumento dei contributi alle scuole parrocchiali, senza citare però la decisione della Giunta di mantenere invariate le tariffe sui servizi scolastici pubblici, di prorogare le misure straordinarie a sostegno dei servizi scolastici comunali, statali, parrocchiali e convenzionati per le famiglie in difficoltà economica, nonchè il sostegno dato alla costruzione della scuola d’infanzia di S. Maria." Molto diverso quindi dalle quattro parole, avulse dal contesto, riprese nel comunicato stampa di Melli. Caro Melli, la prossima volta comportati da persona seria e vedi di non sostituire una virgola con un punto di fine periodo!
Stefano Mazzi
Assessore alla Scuola
Comune di Novellara
Stefano Mazzi
Assessore alla Scuola
Comune di Novellara
domenica 27 marzo 2011
Melli si inventa le notizie: nessuna contraddizione nella Giunta di Novellara
Facendo seguito alle esternazioni a mezzo stampa dei giorni scorsi del consigliere leghista Melli, ci preme sottolineare che l’anno scorso a bilancio è stata prevista la cifra concordata con la FISM per la convenzione in vigore. Lo stanziamento aggiuntivo di 7000 euro è stato deliberato a seguito di sopravvenute esigenze rilevate in corso d’anno e non prevedibili in sede di deliberazione del bilancio. Il maggior stanziamento di quest’anno riflette la convenzione pluriennale concordata e ratificata a seguito degli incontri effettuati tra i responsabili delle scuole, l’amministrazione e l’assessore, incontri volti a verificare i bisogni e a sostenere responsabilmente i servizi rivolti a tutta la comunità, senza preclusioni ideologiche di sorta. Allo stesso modo gli utili di Novellara Servizi non erano stati previsti in bilancio in quanto, come Melli stesso dovrebbe sapere, è consigliabile inserire nel bilancio comunale gli utili delle partecipate di modesta e incerta entità solo nel momento in cui gli stessi diventano certi, non solo previsti. E’ evidente quindi che non esiste alcuna contraddizione all’interno della giunta. Il buon Melli farebbe bene a tenere in considerazione queste valutazioni, anziché alimentare le solite inutili e sterili polemiche, come le recenti falsità sull’amianto alla scuola dell’infanzia S. Maria, appositamente create ad arte, per scopi puramente propagandistici e personalistici.
Il Gruppo Consiliare di Maggioranza
Uniti per Novellara
sabato 12 marzo 2011
Il coraggio dei giovani
Di tutte le parole che ho sentito e che sentirò in questi giorni intensi che caratterizzano il 150° anniversario dell’unità d’Italia, credo che porterò senz’altro nel cuore l’incontro di questa mattina, presso l’istituto Russell di Guastalla, con Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Scopelliti assassinato nel 1991 e Aldo Pecora, giornalista, attivista del movimento “Ammazzateci tutti” e autore del libro “Primo sangue”.
Aldo Pecora ha ricordato con spezzoni di telegiornale e video la figura del giudice e commentato alcuni eventi che hanno caratterizzato la storia terribile dei primi anni novanta, in un’Italia che sembra tanto lontano da qui. Rosanna ha ricostruito la sua esperienza di figlia, con numerosi riferimenti alla quotidianità del rapporto con il padre, tra cui il ricordo della valigia rossa in cui veniva nascosta per proteggersi dai possibili nemici e nascondersi al loro sguardo. Alla difficoltà di Rosanna e della madre per il vivere nell’ombra, si è aggiunto il dolore di sopportare in solitudine e nell’indifferenza dell’opinione pubblica l’angoscia per la morte del giudice. Tutto questo ha fortemente segnato la sua vita di bambina, che probabilmente non capiva perché il suo uomo più importante considerasse il suo lavoro e i suoi ideali molto al di sopra delle comodità e del piacere di una vita vissuta tra gli affetti. Ha compreso però, e ce lo ha testimoniato in modo molto efficace, che l’eredità più importante che un genitore offre ai suoi figli è la capacità di impegnarsi a fondo nel fare il proprio dovere, il partecipare lealmente con il proprio sapere e la propria sensibilità alla vita dello Stato, il poter camminare a testa alta, fieri dell’insegnamento ricevuto.
I familiari non chiedono altro, ora, che riaprire il processo per trovare i responsabili di quel vile omicidio, per quel giudice che, paradossalmente, dopo vent’anni non ha ancora avuto giustizia. E chiedono affetto, vicinanza, la solidarietà autentica delle persone, che può far paura anche alla criminalità.
In una sala gremita di ragazzi delle scuole superiori, ho conosciuto un altro volto dell’Italia di oggi: non quello apparentemente più diffuso, pessimista, disfattista, disilluso rispetto ai grandi ideali e alla partecipazione pubblica, appiattito sui contenuti e sulle forme dei media, ma al contrario un volto giovane, coraggioso, coerente con i propri valori di giustizia e legalità, desideroso di sentirsi parte di una comunità che denuncia le ingiustizie e rivuole il proprio futuro.
Legalità: educare alla legalità è un compito molto difficile, che rischia spesso di trasformarsi in una predica che sa di buoni propositi, di premi o di paure di punizioni. I due giovani di oggi hanno dato a tutti, invece, una lezione terribilmente autentica di umanità e di cittadinanza. Il rifiuto dell’illegalità, il rispetto delle regole, il senso dello Stato, il valore della condivisione e della testimonianza di grandi ideali sono messaggi arrivati direttamente alle teste e ai cuori dei presenti, attenti e silenziosissimi dall’inizio alla fine.
Ai ringraziamenti finali che sono stati rivolti ai due ospiti, Rosanna e Aldo hanno semplicemente risposto: “Bisogna dire grazie ai nostri genitori”.
Agnese Vezzani
Aldo Pecora ha ricordato con spezzoni di telegiornale e video la figura del giudice e commentato alcuni eventi che hanno caratterizzato la storia terribile dei primi anni novanta, in un’Italia che sembra tanto lontano da qui. Rosanna ha ricostruito la sua esperienza di figlia, con numerosi riferimenti alla quotidianità del rapporto con il padre, tra cui il ricordo della valigia rossa in cui veniva nascosta per proteggersi dai possibili nemici e nascondersi al loro sguardo. Alla difficoltà di Rosanna e della madre per il vivere nell’ombra, si è aggiunto il dolore di sopportare in solitudine e nell’indifferenza dell’opinione pubblica l’angoscia per la morte del giudice. Tutto questo ha fortemente segnato la sua vita di bambina, che probabilmente non capiva perché il suo uomo più importante considerasse il suo lavoro e i suoi ideali molto al di sopra delle comodità e del piacere di una vita vissuta tra gli affetti. Ha compreso però, e ce lo ha testimoniato in modo molto efficace, che l’eredità più importante che un genitore offre ai suoi figli è la capacità di impegnarsi a fondo nel fare il proprio dovere, il partecipare lealmente con il proprio sapere e la propria sensibilità alla vita dello Stato, il poter camminare a testa alta, fieri dell’insegnamento ricevuto.
I familiari non chiedono altro, ora, che riaprire il processo per trovare i responsabili di quel vile omicidio, per quel giudice che, paradossalmente, dopo vent’anni non ha ancora avuto giustizia. E chiedono affetto, vicinanza, la solidarietà autentica delle persone, che può far paura anche alla criminalità.
In una sala gremita di ragazzi delle scuole superiori, ho conosciuto un altro volto dell’Italia di oggi: non quello apparentemente più diffuso, pessimista, disfattista, disilluso rispetto ai grandi ideali e alla partecipazione pubblica, appiattito sui contenuti e sulle forme dei media, ma al contrario un volto giovane, coraggioso, coerente con i propri valori di giustizia e legalità, desideroso di sentirsi parte di una comunità che denuncia le ingiustizie e rivuole il proprio futuro.
Legalità: educare alla legalità è un compito molto difficile, che rischia spesso di trasformarsi in una predica che sa di buoni propositi, di premi o di paure di punizioni. I due giovani di oggi hanno dato a tutti, invece, una lezione terribilmente autentica di umanità e di cittadinanza. Il rifiuto dell’illegalità, il rispetto delle regole, il senso dello Stato, il valore della condivisione e della testimonianza di grandi ideali sono messaggi arrivati direttamente alle teste e ai cuori dei presenti, attenti e silenziosissimi dall’inizio alla fine.
Ai ringraziamenti finali che sono stati rivolti ai due ospiti, Rosanna e Aldo hanno semplicemente risposto: “Bisogna dire grazie ai nostri genitori”.
Agnese Vezzani
venerdì 18 febbraio 2011
ZTL via Novy Jicin - Comunicato Stampa
Novellara, 17 febbraio 2011 – L’assessore alla scuola Stefano Mazzi respinge al mittente le critiche della consigliera Fantinati: “Mi dispiace ma sulla mobilità sostenibile e sulla sicurezza stradale non mi sento di dover prendere lezioni nè da Cristina Fantinati nè dal Pdl di Novellara. Tanto meno accetto la critica di "aver iniziato soltanto ora a pormi il problema della sicurezza davanti alle scuole" visto che anche gli avversari politici che una volta militavano nel suo stesso gruppo consiliare, sanno benissimo, quanto questo tema sia sempre stato una assoluta priorità del mio assessorato”. Sono numerose le precisazioni da inviare alla consigliere Cristina Fantinati da parte dell’amministrazione in merito agli interventi di miglioramento di Piazzale Prampolini e di via Novy Jicin nei pressi della Scuola media. In particolare per Piazzale Prampolini i parcheggi adiacenti alla Scuola di Musica sono stati fatti contestualmente ai lavori estivi nella zona interessata e le strisce pedonali fotografate e “spacciate” per quelle nei pressi della scuola sono invece sulla strada provinciale, e sono state ripristinate nei giorni scorsi. Per i lavori del piazzale della stazione il Comune ha anticipato 45mila euro, ma per quanto riguarda l’intero progetto di adeguamento delle fermate ACT da e per Carpi-Reggiolo – approvato dalla Giunta – esso è stato inviato ad ACT e alla Provincia per la necessaria collaborazione finanziaria, essendo fermate di competenza di ACT e collocate su strade provinciali. Per quanto riguarda gli accorgimenti nell’area della scuola media “Lelio Orsi” vi è da dire che a pochi giorni dal decollo dell’iniziativa (14 febbraio) sono già numerose le manifestazioni di plauso all’intervento arrivate al Comune. Resta tuttavia una fase si adattamento degli utenti che prima erano abituati ad entrare sin alla porta d’ingresso della scuola ed ora vietato. La situazione è comunque costantemente monitorata da polizia municipale e tecnici comunali che stanno valutando la possibilità d’intervenire sul lato ovest di via Costituzione adiacente a via Novy Jicin, non solo per la sicurezza degli studenti, ma soprattutto per creare un nuovo percorso ciclo-pedonale.
sabato 5 febbraio 2011
Le topiche della Lega Nord
Noi del gruppo di maggioranza Uniti per Novellara siamo un po' preoccupati per le brutte figure che da qualche tempo sta rimediando il consigliere della Lega Nord Mauro Melli. E dire che fino all'altro giorno ci aveva davvero stupito per la grande attenzione e competenza con cui si dedicava alla lettura dei documenti, arrivando fino al minimo dettaglio, scovando e facendo impietosamente notare a tutta la comunità politica i refusi di stampa e quegli imperdonabili sfondoni solitamente commessi a fronte di copia e incolla galeotti.
Ma cosa sta succedendo al nostro simpatico amico? Il primo grossolano errore l'ha commesso qualche giorno fa quando, probabilmente spinto dalla bramosia dello scoop a tutti i costi, ha fatto uscire sui giornali un comunicato che denunciava la presenza di amianto nella scuola materna di S.Maria, comunicato che è stato poi prontamente smentito sia dall'Ufficio Tecnico comunale che dallo stesso parroco Don Candido. Poi, soltanto ieri, scrive di nuovo ai giornali dicendosi molto indignato per non essere stato informato dell'operazione di separazione di Sabar in due società, la Sabar Impianti e la Sabar Servizi. Ma questa cosa ha davvero dell'incredibile! Dov'era Melli la sera del 30 giugno 2010? Dai verbali del consiglio comunale si legge che era presente in aula. Allora forse dormiva? Ma no, sempre dai verbali si capisce che è addirittura intervenuto nel dibattito! Quindi come è possibile che oggi affermi di non sapere nulla? Probabilmente si tratta di una forma acuta di amnesia. Oppure le troppe preoccupazioni sulla tenuta del governo nazionale di Roma gli hanno fatto perdere quella lucidità che dovrebbe contraddistinguere tutti coloro che hanno chiesto il voto ai cittadini di Novellara per occuparsi seriamente dei problemi locali.
SM
Ma cosa sta succedendo al nostro simpatico amico? Il primo grossolano errore l'ha commesso qualche giorno fa quando, probabilmente spinto dalla bramosia dello scoop a tutti i costi, ha fatto uscire sui giornali un comunicato che denunciava la presenza di amianto nella scuola materna di S.Maria, comunicato che è stato poi prontamente smentito sia dall'Ufficio Tecnico comunale che dallo stesso parroco Don Candido. Poi, soltanto ieri, scrive di nuovo ai giornali dicendosi molto indignato per non essere stato informato dell'operazione di separazione di Sabar in due società, la Sabar Impianti e la Sabar Servizi. Ma questa cosa ha davvero dell'incredibile! Dov'era Melli la sera del 30 giugno 2010? Dai verbali del consiglio comunale si legge che era presente in aula. Allora forse dormiva? Ma no, sempre dai verbali si capisce che è addirittura intervenuto nel dibattito! Quindi come è possibile che oggi affermi di non sapere nulla? Probabilmente si tratta di una forma acuta di amnesia. Oppure le troppe preoccupazioni sulla tenuta del governo nazionale di Roma gli hanno fatto perdere quella lucidità che dovrebbe contraddistinguere tutti coloro che hanno chiesto il voto ai cittadini di Novellara per occuparsi seriamente dei problemi locali.
SM
domenica 16 gennaio 2011
Io sto con gli operai
Che delusione quei dirigenti dei partiti di centro-sinistra, compresi quelli che dovrebbero rappresentare "il nuovo", che nei giorni scorsi si sono lasciati andare a dichiarazioni del tipo "io sto con chi ci mette i soldi" e "se fossi un operaio voterei SI". Ma come si può essere così ottusi ed insensibili?
Forse il sindaco Renzi ignora che in questa Italia malata di berlusconismo, i soldi per gli investimenti li mettono anche i mafiosi, i palazzinari e gli speculatori? E se invece lo sa, è forse convinto che per denaro si possa anche accettare qualsiasi cosa rinnegando i principi che da sempre ci sostengono? E' inconcepibile udire tali affermazioni quando sono anni che la Fiat i soldi, tra l'altro per fare prodotti di scarsa qualità, li prende dalle tasche di quegli Italiani i quali, in quanto lavoratori dipendenti con le ritenute alla fonte, di soldi "ne hanno messi" tanti, e per davvero! Non crede Renzi che oggi, alla luce del risultato del referendum, tutti quegli operai che malgrado il ricatto di Marchionne hanno avuto il coraggio di votare NO, meritino le sue scuse?
E invece che dire delle affermazioni del possibile candidato alla poltrona di sindaco di Torino, il buon vecchio Fassino (a volte ritornano), lui che operaio non è mai stato ma che per un giorno si è messo la tuta blu e si permesso di suggerire agli operai che cosa fare per evitare la catastrofe? Bisognerebbe ricordargli che una volta i sindaci erano in prima fila a difendere i braccianti e gli operai, salivano anche loro sulle barricate per difendere i loro sacrosanti diritti e la loro dignità. Anche in questo caso le scuse sarebbero opportune, ma forse il nostro amico Piero dovrebbe anche avere la decenza di rinunciare a questa candidatura e proporre, simbolicamente, un operaio della Fiom alla guida della città.
Stefano
Forse il sindaco Renzi ignora che in questa Italia malata di berlusconismo, i soldi per gli investimenti li mettono anche i mafiosi, i palazzinari e gli speculatori? E se invece lo sa, è forse convinto che per denaro si possa anche accettare qualsiasi cosa rinnegando i principi che da sempre ci sostengono? E' inconcepibile udire tali affermazioni quando sono anni che la Fiat i soldi, tra l'altro per fare prodotti di scarsa qualità, li prende dalle tasche di quegli Italiani i quali, in quanto lavoratori dipendenti con le ritenute alla fonte, di soldi "ne hanno messi" tanti, e per davvero! Non crede Renzi che oggi, alla luce del risultato del referendum, tutti quegli operai che malgrado il ricatto di Marchionne hanno avuto il coraggio di votare NO, meritino le sue scuse?
E invece che dire delle affermazioni del possibile candidato alla poltrona di sindaco di Torino, il buon vecchio Fassino (a volte ritornano), lui che operaio non è mai stato ma che per un giorno si è messo la tuta blu e si permesso di suggerire agli operai che cosa fare per evitare la catastrofe? Bisognerebbe ricordargli che una volta i sindaci erano in prima fila a difendere i braccianti e gli operai, salivano anche loro sulle barricate per difendere i loro sacrosanti diritti e la loro dignità. Anche in questo caso le scuse sarebbero opportune, ma forse il nostro amico Piero dovrebbe anche avere la decenza di rinunciare a questa candidatura e proporre, simbolicamente, un operaio della Fiom alla guida della città.
Stefano
mercoledì 5 gennaio 2011
Il nucleare non fa male...!
A tutti coloro che si battono nei consigli comunali per il ritorno al nucleare, suggerisco la lettura di questa notizia uscita ieri:
Uranio: Asl, deformita' e leucemie in Poligono Quirra
Colpite greggi mentre 65% pastori si e' ammalato di tumore
04 gennaio, 12:35
(ANSA) - CAGLIARI, 4 GEN - Il 65% degli allevatori ammalati di leucemia e molti gli agnelli nati deformi: sono alcuni degli elementi emersi dal rapporto effettuato da due veterinari della Asl che hanno esaminato tutti gli allevamenti di bestiame dell'area attorno alla base militare del Poligono di Quirra, sulle coste sud orientali della Sardegna. Le analisi dell'Asl di Lanusei e Cagliari sono state effettuate su incarico del Comitato di indagine territoriale. I dati sinora raccolti dovranno essere completati con i rilievi effettuati nelle campagne di Perdasdefogu e sulla flora prelevata.(ANSA).
Uranio: Asl, deformita' e leucemie in Poligono Quirra
Colpite greggi mentre 65% pastori si e' ammalato di tumore
04 gennaio, 12:35
(ANSA) - CAGLIARI, 4 GEN - Il 65% degli allevatori ammalati di leucemia e molti gli agnelli nati deformi: sono alcuni degli elementi emersi dal rapporto effettuato da due veterinari della Asl che hanno esaminato tutti gli allevamenti di bestiame dell'area attorno alla base militare del Poligono di Quirra, sulle coste sud orientali della Sardegna. Le analisi dell'Asl di Lanusei e Cagliari sono state effettuate su incarico del Comitato di indagine territoriale. I dati sinora raccolti dovranno essere completati con i rilievi effettuati nelle campagne di Perdasdefogu e sulla flora prelevata.(ANSA).
domenica 2 gennaio 2011
La risposta al genitore preoccupato
Novellara 31.12.2010
Egregio sig. Xxxxx
La ringrazio molto per questa sua lettera in quanto mi da l’occasione di illustrare la mia posizione in materia di integrazione degli alunni stranieri nella scuola italiana. Le dico subito che concordo con lei quando sostiene che questo non è un tema facile da trattare. Credo però che la difficoltà sia soprattutto nostra, di coloro cioè che sono puntualmente chiamati a dare risposte esaustive ai loro concittadini, ma nello stesso tempo si trovano a dover far fronte alla nascita di nuove paure nonché a governare antichi, e forse ingiustificati, luoghi comuni. Cercherò quindi di fare del mio meglio per rispondere ai dubbi da lei sollevati e mi rendo fin d’ora disponibile ad approfondire ulteriormente l’argomento. Per maggior chiarezza (soprattutto nei confronti di me stesso) ho suddiviso la mia risposta per titoli:
Considerazioni generali
Quando parlo di scuola, come prima cosa mi piace sempre ricordare l’articolo 34 della Costituzione italiana che così enuncia: La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
I bambini stranieri
Rispondendo preventivamente a possibili obiezioni che tendono ad associare l’alto valore simbolico dell’articolo 34 della principale legge dello stato ad un concetto più concreto di cittadinanza, le faccio presente che molti dei bambini figli di immigrati che frequentano le nostre scuole, nonostante siano nati qui in Italia, o vi sono arrivati molto piccoli, non hanno ancora la cittadinanza italiana soltanto perché la nostra legge ordinaria non lo prevede. Questi bambini, normalmente, sanno già parlare italiano, anzi a volte fanno da interprete ai loro genitori, e sono già pienamente integrati nel nostro tessuto sociale perché sono ormai diventati i compagni di giochi dei nostri figli, i loro compagni di squadra, nel calcio, nel basket, nella pallavolo, nelle altre attività sportive, ricreative o culturali. In questi casi, parlare di “extracomunitari” o “stranieri” mi pare fuori luogo. Molto diverso invece è il problema dei bambini/ragazzi appena arrivati da paesi stranieri, che vengono iscritti alle nostre scuole senza però avere la piena proprietà della lingua italiana. Per costoro la scuola, con la collaborazione del comune, attiva un progetto denominato “Progetto Accoglienza” che prevede un numero di ore dedicate di approfondimento della lingua italiana condotte (in classe separata) da insegnanti appositamente preparati per l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda (Italiano L2). Contemporaneamente però, questi bambini continuano a frequentare le loro classi di assegnazione originaria dove possono continuare a socializzare con i compagni e seguire anche tutte le altre materie previste dai programmi ministeriali. Non le nascondo che questo dell’italiano L2 sia effettivamente un problema, ma lo è nella misura in cui lo stato non investe più (anzi, viste le ultime finanziarie e pseudo-riforme di questo governo possiamo senz’ombra di dubbio dire che invece di investire, “taglia”) in concrete e serie misure che favoriscano l’integrazione linguistica o il bilinguismo nelle nostre scuole. Lo sa che lo scorso anno l’ufficio scuola della provincia aveva previsto un insegnante presso le scuole elementari di Novellara a sostegno del progetto Accoglienza, mentre nell’anno scolastico in corso non ne ha assegnato nessuno? In conclusione, la situazione nelle nostre scuole non è così schematica come da lei rappresentata: i bianchi e i neri (immagino che questa suddivisione che lei fa sia puramente esemplificativa del discorso che si pregia di portare avanti e non faccia assolutamente riferimento al colore della pelle o alle differenze di razza) dovrebbero a loro volta essere ripartiti in tante tonalità grigio, in quanto non è possibile identificare in modo inequivocabile la categoria dei cosiddetti “stranieri”. Dunque, c’è chi arriva direttamente dal paese d’origine, chi ha entrambi i genitori stranieri, chi ha un solo genitore straniero, chi è nato qua ma ha sempre parlato la lingua dei suoi genitori, chi ha frequentato la scuola materna, chi non l’ha frequentata, ecc.
I bambini italiani
Lei sostiene che possano sussitere problemi di ritardo nello svolgimento dei programmi a danno dei bambini italiani a causa della presenza nelle classi di bambini stranieri che non parlano italiano. Allora, fatte salve le considerazioni sulla italianità e sull’insegnamento della lingua italiana come seconda lingua di cui al punto precedente, mi permetto di suggerirle qualche motivo di riflessione nella speranza che possa esserle utile per vivere con un po’ più di serenità questo passaggio importante che vi porta ad entrare nella scuola dell’obbligo: i bambini imparano in fretta soprattutto se piccoli e di solito non hanno paure; se ce ne sono, si affrontano senza minimizzare, con la collaborazione delle famiglie e della scuola; e poi in classe le insegnanti parlano italiano; i programmi ministeriali sono redatti in italiano; i libri di testo, tutti, sono scritti in italiano; le verifiche sono in italiano; i compiti a casa vengono dati in italiano; non esiste quindi nessun motivo per cui un bambino italiano debba essre “ritardato” nel suo apprendimento per il fatto che condivide le lezioni, tenute in lingua italiana, con bambini che non hanno una piena padronanza di questa lingua. E’ vero anzi il contrario, cioè i più penalizzati sono proprio quelli che non parlano la nostra lingua, e questo è soprattutto dovuto alle carenze del nostro sistema scolastico che, a differenza di altri paesi, non si preoccupa minimamente di favorire il bilinguismo. Inoltre, nei primi anni di scuola e per tutti i bambini, il metodo utilizzato è generalmente molto interattivo e meno nozionistico che negli anni successivi; si sviluppano le attitudini relazionali, la capacità di rispettare le regole del vivere insieme, l’autonomia, la capacità di apprendimento in tutte le discipline, comprese l’educazione artistica, musicale, fisica, per le quali non esiste un linguaggio specifico che ne facilita l’apprendimento: infatti esse stesse rappresentano un linguaggio, completo, dotato di una propria espressività, che deve essere ricercata e agevolata in tutti i bambini. Un bambino che non parla la lingua del paese in cui vive non deve essere visto come un bambino che ha difficoltà di apprendimento, alla stessa stregua di quando noi andiamo in un paese straniero e non capiamo la lingua: nessuno può venirci a dire che per questo motivo siamo poco intelligenti o addirittura analfabeti. O sbaglio?
La competenza in materia scolastica
Quando si parla di scuola dell’obbligo, la competenza di carattere organizzativo spetta all’istituzione scolastica e non all’amministrazione comunale. Questo significa che è l’ufficio scuola provinciale (organo del ministero) che definisce l’organico delle singole scuole e di conseguenza ne determina la tipologia delle classi, che siano queste a tempo pieno o a tempo normale. Ovviamente, nel rispetto delle norme ancora in essere sull’autonomia scolastica, i singoli istituti sono liberi poi di presentare un proprio piano dell’offerta formativa che tenga conto delle richieste delle famiglie e delle opportunità offerte dal territorio; è in questo contesto che l’amministrazione comunale interviene a supporto di progetti ritenuti qualificanti per l’intera offerta formativa dell’istituto e per la nostra realtà locale, ma anche integrando e finanziando progetti e attività per le quali lo stato, grazie ai tagli della finanziaria, si dimostra colpevolmente assente, come ad esempio il supporto agli alunni diversamente abili, o l’insegnamento dell’Italiano come lingua seconda per i bambini stranieri, già citato in precedenza. Quindi, in merito alla sua proposta di eliminare il tempo pieno nelle scuole di Novellara, la rimando al Dirigente Scolastico il quale, se lo riterrà opportuno, potrà presentere questa sua istanza agli uffici preposti o al ministero stesso. Voglio però essere molto franco con lei: noi, sia come amministrazione comunale, e quindi come rappresentanti dei cittadini, ma anche nel privato come genitori, ci batteremo con forza contro chiunque verrà qui, sul nostro territorio, con l’idea di toglierci le grandi conquiste sociali che i nostri predecessori ci hanno lasciato in eredità; e la scuola a tempo pieno rappresenta certamente una di queste conquiste.
Il tempo pieno
Volendo poi entrare nel merito dell’argomento, dalla sua lettera mi sembra di capire che l’idea che lei si è fatto della “scuola a tempo pieno” non sia propriamente corretta e pertanto mi permetto di indirizzarla verso un maggiore approfondimento. Infatti la scuola a tempo pieno non è composta da una scuola a tempo normale più un doposcuola ma è una diversa organizzazione della giornata scolastica e della settimana scolastica. Due insegnanti sono contitolari sulla stessa classe e valutano insieme la suddivisione delle materie e le scelte metodologiche e didattiche. L’assegnazione dei compiti scritti avviene in momenti diversi, mentre la lettura e lo studio sono coltivate durante tutta la settimana come nel tempo scuola ex-modulo. Sia al mattino che al pomeriggio si fa didattica ed è profondamente sbagliato considerarla una scuola al mattino e qualcosa di diverso al pomeriggio. Anche per questo motivo il paragone con la scuola media è improponibile. Le scuole medie sono organizzate per fare un “tempo prolungato” che prevede una scuola del mattino secondo le modalità tradizionali, più alcune ore pomeridiane di attività opzionali, scelte dai ragazzi e dalle loro famiglie, svolte a classi parallele con lo scopo di arricchire ulteriormente l’offerta formativa dell’istituto. Ecco quindi che presso le scuole medie, nei pomeriggi si fanno attività laboratoriali, di cucina, teatrali, musicali, sportive, e così via, dando la possibilità a tutti i ragazzi di sperimentare e ricercare nuove attitudini, per un futuro scolastico (e di vita) che possa anche andare al di là dei soliti canoni tradizionali. Non si deve pensare solamente a preparare letterati e scienziati: la scuola ha il dovere di scoprire e valorizzare le abilità in tutti i campi, di fare emergere il meglio dai ragazzi. Altrimenti fallisce il suo compito.
La formazione delle classi
Di seguito l’elenco dei criteri adottatti dall’Istituto comprensivo, in piena autonomia, per la formazione delle classi prime:
1. Formazione di classi eterogenee ed omogenee tra loro
2. Equilibrio numerico (anche tra maschi e femmine)
3. Indicazioni fornite dai docenti della scuola dell’infanzia riguardo ai profili degli alunni
Questi criteri sono stati decisi dalla scuola e ratificati dal Consiglio d’Istituto. L’amministrazione comunale non ha nessun titolo per intervenire o fare pressione per modificarli. Mi preme però farle notare che il primo criterio si richiama al concetto della eterogeneità (sulla singola classe) e a quello della omogeneità (tra le varie classi). Questo dovrebbe a mio parere rappresentare per lei una valida garanzia sul fatto che non esistano disegni di tipo discriminatorio nella formazione delle classi. Mi pare quindi che il problema da lei sollevato, qualora venga vissuto come tale, possa sicuramente essere ricondotto ad una dimensione esclusivamente numerica, non di contenuti, quantitativa quindi ma non qualitativa. E’ certamente vero che il nostro territorio si è caratterizzato negli ultimi anni per un grande flusso migratorio che ha portato un alto numero di persone nuove a vivere nel nostro comune. Molte di queste persone hanno figli in età scolare che come tali devono frequentare le nostre scuole. Le istituzioni scolastiche però non possono fare niente da sole per fronteggiare queste ondate migratorie, e molto spesso improvvise in quanto seguono l’andamento del mercato del lavoro; occorre che lo stato, e non i comuni, si faccia carico di fornire alle scuole gli strumenti adeguati (insegnanti preparati e risorse) se vuole favorire l’integrazione degli immigrati. Anche in questo caso quindi mi viene facile suggerirle di rivolgere a qualcun altro la sua critica (che in linea di massima posso anche condividere) su una “scadente gestione dell'integrazione”. Noi, qui a Novellara, con le poche risorse che abbiamo a disposizione, stiamo invece facendo un buon lavoro.
L’ultimo anno di scuola dell’infanzia
Non è possibile estendere a tutti obbligatoriamente l'ultimo anno di scuola materna, anche se probabilmente sarebbe un'ottima idea, perchè lo stato purtroppo (mi dispiace ma cadiamo sempre lì…!) non lo ha reso obbligatorio. Qualora lo diventasse però, provi a considerare quale sarebbe l’impatto organizzativo: oggi gli enti che gestiscono l’istruzione prescolastica sono i comuni, le scuole private e paritarie e anche lo stato, ma solo nelle città, e Novellara è una di queste, dove sono state previste delle scuole dell’infanzia statali. Se tutti gli ultimi anni di tutte le sezioni di scuola dell’infanzia fossero resi obbligatori, ci sarebbero posti sufficienti per tutti? E poi chi sosterrebbe il costo? Trasformandosi in scuola dell’obbligo dovrebbe essere gratuita per le famiglie. Secondo lei il governo sarebbe d’accordo? Io nutro seri dubbi. Le dico invece che cosa abbiamo fatto noi, come amministrazione, per gestire al meglio il problema dei bambini non scolarizzati che devono iniziare la prima elementare: abbiamo attivato un progetto, denominato “Progetto 5”, che mette a disposizione alcuni educatori i quali, già dai primi di settembre, si fanno carico di questi bambini, li preparano ai linguaggi scolastici e, nel caso che provengano da famiglie di immigrati, impartiscono loro i primi rudimenti di italiano in modo che nessuno arriva "da casa" senza parlarlo un minimo. E i risultati sono ottimi.
L’immigrazione nel comune di Novellara in cifre
Le farò avere il prima possibile con una seconda mail, o anche personalmente qualora avessimo l’occasione di incontrarci di persona, alcuni dati che ho richiesto ai nostri uffici e che mi stanno attualmente preparando, relativi alla situazione migratoria nella nostra città, ai numeri di iscritti alle nostre scuole divisi per nazionalità dei genitori, e alle previsioni per l’anno scolastico 2011/2012.
Sperando di aver risposto in modo altrettanto intelligente alla sua intelligente denuncia, colgo l’occasione per augurarle un buon 2011.
Stefano Mazzi
Assessore alla Scuola del comune di Novellara
Egregio sig. Xxxxx
La ringrazio molto per questa sua lettera in quanto mi da l’occasione di illustrare la mia posizione in materia di integrazione degli alunni stranieri nella scuola italiana. Le dico subito che concordo con lei quando sostiene che questo non è un tema facile da trattare. Credo però che la difficoltà sia soprattutto nostra, di coloro cioè che sono puntualmente chiamati a dare risposte esaustive ai loro concittadini, ma nello stesso tempo si trovano a dover far fronte alla nascita di nuove paure nonché a governare antichi, e forse ingiustificati, luoghi comuni. Cercherò quindi di fare del mio meglio per rispondere ai dubbi da lei sollevati e mi rendo fin d’ora disponibile ad approfondire ulteriormente l’argomento. Per maggior chiarezza (soprattutto nei confronti di me stesso) ho suddiviso la mia risposta per titoli:
Considerazioni generali
Quando parlo di scuola, come prima cosa mi piace sempre ricordare l’articolo 34 della Costituzione italiana che così enuncia: La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
I bambini stranieri
Rispondendo preventivamente a possibili obiezioni che tendono ad associare l’alto valore simbolico dell’articolo 34 della principale legge dello stato ad un concetto più concreto di cittadinanza, le faccio presente che molti dei bambini figli di immigrati che frequentano le nostre scuole, nonostante siano nati qui in Italia, o vi sono arrivati molto piccoli, non hanno ancora la cittadinanza italiana soltanto perché la nostra legge ordinaria non lo prevede. Questi bambini, normalmente, sanno già parlare italiano, anzi a volte fanno da interprete ai loro genitori, e sono già pienamente integrati nel nostro tessuto sociale perché sono ormai diventati i compagni di giochi dei nostri figli, i loro compagni di squadra, nel calcio, nel basket, nella pallavolo, nelle altre attività sportive, ricreative o culturali. In questi casi, parlare di “extracomunitari” o “stranieri” mi pare fuori luogo. Molto diverso invece è il problema dei bambini/ragazzi appena arrivati da paesi stranieri, che vengono iscritti alle nostre scuole senza però avere la piena proprietà della lingua italiana. Per costoro la scuola, con la collaborazione del comune, attiva un progetto denominato “Progetto Accoglienza” che prevede un numero di ore dedicate di approfondimento della lingua italiana condotte (in classe separata) da insegnanti appositamente preparati per l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda (Italiano L2). Contemporaneamente però, questi bambini continuano a frequentare le loro classi di assegnazione originaria dove possono continuare a socializzare con i compagni e seguire anche tutte le altre materie previste dai programmi ministeriali. Non le nascondo che questo dell’italiano L2 sia effettivamente un problema, ma lo è nella misura in cui lo stato non investe più (anzi, viste le ultime finanziarie e pseudo-riforme di questo governo possiamo senz’ombra di dubbio dire che invece di investire, “taglia”) in concrete e serie misure che favoriscano l’integrazione linguistica o il bilinguismo nelle nostre scuole. Lo sa che lo scorso anno l’ufficio scuola della provincia aveva previsto un insegnante presso le scuole elementari di Novellara a sostegno del progetto Accoglienza, mentre nell’anno scolastico in corso non ne ha assegnato nessuno? In conclusione, la situazione nelle nostre scuole non è così schematica come da lei rappresentata: i bianchi e i neri (immagino che questa suddivisione che lei fa sia puramente esemplificativa del discorso che si pregia di portare avanti e non faccia assolutamente riferimento al colore della pelle o alle differenze di razza) dovrebbero a loro volta essere ripartiti in tante tonalità grigio, in quanto non è possibile identificare in modo inequivocabile la categoria dei cosiddetti “stranieri”. Dunque, c’è chi arriva direttamente dal paese d’origine, chi ha entrambi i genitori stranieri, chi ha un solo genitore straniero, chi è nato qua ma ha sempre parlato la lingua dei suoi genitori, chi ha frequentato la scuola materna, chi non l’ha frequentata, ecc.
I bambini italiani
Lei sostiene che possano sussitere problemi di ritardo nello svolgimento dei programmi a danno dei bambini italiani a causa della presenza nelle classi di bambini stranieri che non parlano italiano. Allora, fatte salve le considerazioni sulla italianità e sull’insegnamento della lingua italiana come seconda lingua di cui al punto precedente, mi permetto di suggerirle qualche motivo di riflessione nella speranza che possa esserle utile per vivere con un po’ più di serenità questo passaggio importante che vi porta ad entrare nella scuola dell’obbligo: i bambini imparano in fretta soprattutto se piccoli e di solito non hanno paure; se ce ne sono, si affrontano senza minimizzare, con la collaborazione delle famiglie e della scuola; e poi in classe le insegnanti parlano italiano; i programmi ministeriali sono redatti in italiano; i libri di testo, tutti, sono scritti in italiano; le verifiche sono in italiano; i compiti a casa vengono dati in italiano; non esiste quindi nessun motivo per cui un bambino italiano debba essre “ritardato” nel suo apprendimento per il fatto che condivide le lezioni, tenute in lingua italiana, con bambini che non hanno una piena padronanza di questa lingua. E’ vero anzi il contrario, cioè i più penalizzati sono proprio quelli che non parlano la nostra lingua, e questo è soprattutto dovuto alle carenze del nostro sistema scolastico che, a differenza di altri paesi, non si preoccupa minimamente di favorire il bilinguismo. Inoltre, nei primi anni di scuola e per tutti i bambini, il metodo utilizzato è generalmente molto interattivo e meno nozionistico che negli anni successivi; si sviluppano le attitudini relazionali, la capacità di rispettare le regole del vivere insieme, l’autonomia, la capacità di apprendimento in tutte le discipline, comprese l’educazione artistica, musicale, fisica, per le quali non esiste un linguaggio specifico che ne facilita l’apprendimento: infatti esse stesse rappresentano un linguaggio, completo, dotato di una propria espressività, che deve essere ricercata e agevolata in tutti i bambini. Un bambino che non parla la lingua del paese in cui vive non deve essere visto come un bambino che ha difficoltà di apprendimento, alla stessa stregua di quando noi andiamo in un paese straniero e non capiamo la lingua: nessuno può venirci a dire che per questo motivo siamo poco intelligenti o addirittura analfabeti. O sbaglio?
La competenza in materia scolastica
Quando si parla di scuola dell’obbligo, la competenza di carattere organizzativo spetta all’istituzione scolastica e non all’amministrazione comunale. Questo significa che è l’ufficio scuola provinciale (organo del ministero) che definisce l’organico delle singole scuole e di conseguenza ne determina la tipologia delle classi, che siano queste a tempo pieno o a tempo normale. Ovviamente, nel rispetto delle norme ancora in essere sull’autonomia scolastica, i singoli istituti sono liberi poi di presentare un proprio piano dell’offerta formativa che tenga conto delle richieste delle famiglie e delle opportunità offerte dal territorio; è in questo contesto che l’amministrazione comunale interviene a supporto di progetti ritenuti qualificanti per l’intera offerta formativa dell’istituto e per la nostra realtà locale, ma anche integrando e finanziando progetti e attività per le quali lo stato, grazie ai tagli della finanziaria, si dimostra colpevolmente assente, come ad esempio il supporto agli alunni diversamente abili, o l’insegnamento dell’Italiano come lingua seconda per i bambini stranieri, già citato in precedenza. Quindi, in merito alla sua proposta di eliminare il tempo pieno nelle scuole di Novellara, la rimando al Dirigente Scolastico il quale, se lo riterrà opportuno, potrà presentere questa sua istanza agli uffici preposti o al ministero stesso. Voglio però essere molto franco con lei: noi, sia come amministrazione comunale, e quindi come rappresentanti dei cittadini, ma anche nel privato come genitori, ci batteremo con forza contro chiunque verrà qui, sul nostro territorio, con l’idea di toglierci le grandi conquiste sociali che i nostri predecessori ci hanno lasciato in eredità; e la scuola a tempo pieno rappresenta certamente una di queste conquiste.
Il tempo pieno
Volendo poi entrare nel merito dell’argomento, dalla sua lettera mi sembra di capire che l’idea che lei si è fatto della “scuola a tempo pieno” non sia propriamente corretta e pertanto mi permetto di indirizzarla verso un maggiore approfondimento. Infatti la scuola a tempo pieno non è composta da una scuola a tempo normale più un doposcuola ma è una diversa organizzazione della giornata scolastica e della settimana scolastica. Due insegnanti sono contitolari sulla stessa classe e valutano insieme la suddivisione delle materie e le scelte metodologiche e didattiche. L’assegnazione dei compiti scritti avviene in momenti diversi, mentre la lettura e lo studio sono coltivate durante tutta la settimana come nel tempo scuola ex-modulo. Sia al mattino che al pomeriggio si fa didattica ed è profondamente sbagliato considerarla una scuola al mattino e qualcosa di diverso al pomeriggio. Anche per questo motivo il paragone con la scuola media è improponibile. Le scuole medie sono organizzate per fare un “tempo prolungato” che prevede una scuola del mattino secondo le modalità tradizionali, più alcune ore pomeridiane di attività opzionali, scelte dai ragazzi e dalle loro famiglie, svolte a classi parallele con lo scopo di arricchire ulteriormente l’offerta formativa dell’istituto. Ecco quindi che presso le scuole medie, nei pomeriggi si fanno attività laboratoriali, di cucina, teatrali, musicali, sportive, e così via, dando la possibilità a tutti i ragazzi di sperimentare e ricercare nuove attitudini, per un futuro scolastico (e di vita) che possa anche andare al di là dei soliti canoni tradizionali. Non si deve pensare solamente a preparare letterati e scienziati: la scuola ha il dovere di scoprire e valorizzare le abilità in tutti i campi, di fare emergere il meglio dai ragazzi. Altrimenti fallisce il suo compito.
La formazione delle classi
Di seguito l’elenco dei criteri adottatti dall’Istituto comprensivo, in piena autonomia, per la formazione delle classi prime:
1. Formazione di classi eterogenee ed omogenee tra loro
2. Equilibrio numerico (anche tra maschi e femmine)
3. Indicazioni fornite dai docenti della scuola dell’infanzia riguardo ai profili degli alunni
Questi criteri sono stati decisi dalla scuola e ratificati dal Consiglio d’Istituto. L’amministrazione comunale non ha nessun titolo per intervenire o fare pressione per modificarli. Mi preme però farle notare che il primo criterio si richiama al concetto della eterogeneità (sulla singola classe) e a quello della omogeneità (tra le varie classi). Questo dovrebbe a mio parere rappresentare per lei una valida garanzia sul fatto che non esistano disegni di tipo discriminatorio nella formazione delle classi. Mi pare quindi che il problema da lei sollevato, qualora venga vissuto come tale, possa sicuramente essere ricondotto ad una dimensione esclusivamente numerica, non di contenuti, quantitativa quindi ma non qualitativa. E’ certamente vero che il nostro territorio si è caratterizzato negli ultimi anni per un grande flusso migratorio che ha portato un alto numero di persone nuove a vivere nel nostro comune. Molte di queste persone hanno figli in età scolare che come tali devono frequentare le nostre scuole. Le istituzioni scolastiche però non possono fare niente da sole per fronteggiare queste ondate migratorie, e molto spesso improvvise in quanto seguono l’andamento del mercato del lavoro; occorre che lo stato, e non i comuni, si faccia carico di fornire alle scuole gli strumenti adeguati (insegnanti preparati e risorse) se vuole favorire l’integrazione degli immigrati. Anche in questo caso quindi mi viene facile suggerirle di rivolgere a qualcun altro la sua critica (che in linea di massima posso anche condividere) su una “scadente gestione dell'integrazione”. Noi, qui a Novellara, con le poche risorse che abbiamo a disposizione, stiamo invece facendo un buon lavoro.
L’ultimo anno di scuola dell’infanzia
Non è possibile estendere a tutti obbligatoriamente l'ultimo anno di scuola materna, anche se probabilmente sarebbe un'ottima idea, perchè lo stato purtroppo (mi dispiace ma cadiamo sempre lì…!) non lo ha reso obbligatorio. Qualora lo diventasse però, provi a considerare quale sarebbe l’impatto organizzativo: oggi gli enti che gestiscono l’istruzione prescolastica sono i comuni, le scuole private e paritarie e anche lo stato, ma solo nelle città, e Novellara è una di queste, dove sono state previste delle scuole dell’infanzia statali. Se tutti gli ultimi anni di tutte le sezioni di scuola dell’infanzia fossero resi obbligatori, ci sarebbero posti sufficienti per tutti? E poi chi sosterrebbe il costo? Trasformandosi in scuola dell’obbligo dovrebbe essere gratuita per le famiglie. Secondo lei il governo sarebbe d’accordo? Io nutro seri dubbi. Le dico invece che cosa abbiamo fatto noi, come amministrazione, per gestire al meglio il problema dei bambini non scolarizzati che devono iniziare la prima elementare: abbiamo attivato un progetto, denominato “Progetto 5”, che mette a disposizione alcuni educatori i quali, già dai primi di settembre, si fanno carico di questi bambini, li preparano ai linguaggi scolastici e, nel caso che provengano da famiglie di immigrati, impartiscono loro i primi rudimenti di italiano in modo che nessuno arriva "da casa" senza parlarlo un minimo. E i risultati sono ottimi.
L’immigrazione nel comune di Novellara in cifre
Le farò avere il prima possibile con una seconda mail, o anche personalmente qualora avessimo l’occasione di incontrarci di persona, alcuni dati che ho richiesto ai nostri uffici e che mi stanno attualmente preparando, relativi alla situazione migratoria nella nostra città, ai numeri di iscritti alle nostre scuole divisi per nazionalità dei genitori, e alle previsioni per l’anno scolastico 2011/2012.
Sperando di aver risposto in modo altrettanto intelligente alla sua intelligente denuncia, colgo l’occasione per augurarle un buon 2011.
Stefano Mazzi
Assessore alla Scuola del comune di Novellara
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