Come prima cosa vorrei esprimere un concetto: “La storia, in quanto tale, non può essere né interpretata né tanto meno cambiata”.
Questo concetto, a mio parere, vale soprattutto quando si ha a che fare con un preciso disegno politico che si prefigge lo scopo esclusivo di fare la solita propaganda da campagna elettorale.
Io penso invece che il nostro dovere di cittadini e amministratori sia quello di approcciare la storia con estremo rispetto, certamente con passione, ma anche con grande lucidità e raziocinio.
Dobbiamo tutti quanti sforzarci di analizzare i fatti e gli accadimenti del passato in modo asettico e razionale senza lasciarci coinvolgere emotivamente, ma non possiamo commettere l’errore di estrapolare questi fatti dal contesto storico e dall’ambiente dove essi sono avvenuti.
Voi che avete presentato questa mozione volete ricordare la tragedia delle foibe e chiedete al consiglio di intitolare una via a questo fatto storico adducendo la motivazione, per la verità un po’ debole, che a Novellara, a differenza di altri comuni, non esistono vie con questo nome.
Ma io vi domando: credete davvero che questo livello di approfondimento sia sufficiente come motivazione per intitolare una via e per ricordare una vicenda storica così complessa? Lo dite anche voi nella vostra mozione: la legge N. 92 del 30 marzo 2004 istituisce il Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.
Io credo che oggi chi vuole provare seriamente a capire qualcosa su quanto accaduto sul confine orientale dopo l’8 settembre del ’43, deve avere l’onestà intellettuale di ragionare anche su cosa hanno significato per quelle terre i 20 anni precedenti di dominazione fascista, di snazionalizzazione forzata e di occupazione militare e civile (Mussolini pontificava sulla necessità di sacrificare 500.000 barbari slavi per fare posto a 50.000 italiani), nonché sugli eccidi e le rappresaglie perpetrate dai nazisti con l’aiuto dei collaborazionisti italiani e che hanno causato 17.000 vittime nella sola Istria.
Non si possono fare analisi storiche su fatti complessi in modo così superficiale. Questa superficialità sembra dettata e guidata dalla assurdità di certe ultime fiction televisive che romanzano questi tragici fatti e che ci presentano gli italiani come gli unici buoni e le uniche vittime di quella vicenda, mentre gli slavi sono dipinti immancabilmente come barbari e carnefici. Ma la storia non è una fiction televisiva. E quindi la proposta contenuta nel mio emendamento è quella di rimandare qualsiasi iniziativa del comune incentrata sul ricordo dei fatti del confine orientale ad una apposita commissione o gruppo di studio che possa approfondire l’argomento in modo serio, e solo in una seconda fase procedere eventualmente all’intitolazione motivata di una via o ad altra iniziativa analoga.
(*) Intervento del consigliere Stefano Mazzi in presentazione dell'emendamento.
venerdì 26 marzo 2010
martedì 23 marzo 2010
Il voto dei cattolici
Dice il cardinale Bagnasco: “La difesa della vita umana innanzitutto dal delitto incommensurabile dell’aborto in tutte le sue forme, è uno dei valori non negoziabili in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali.”
Quindi Bagnasco e le gerarchie ecclesiastiche la loro scelta di campo in relazione al voto per la regione Lazio l’hanno già fatta. E ovviamente l’hanno "consigliata" anche ai loro fedeli.
E' però alquanto singolare il fatto che non si esprimono nello stesso modo nei confronti della difesa della vita degli stranieri e dei migranti i quali fuggono da situazioni di guerra, di fame, di disperazione e vengono nel nostro paese inseguendo il sogno di una vita migliore, di un posto sicuro dove poter allevare i propri figli.
Non sono anche questi valori non negoziabili in base ai quali i cattolici dovrebbero votare?
Perché Bagnasco non dà indicazioni di voto anche nei confronti della Lega Nord che vuole “bombardare i barconi degli immigrati al largo delle nostre coste”, oppure “sterminare i bambini degli zingari che vanno a rubare dagli anziani”, oppure “punire 10 immigrati per ogni torto fatto ad un cittadino italiano”?
E' forse perchè la Lega raccoglie le firme in "difesa" del crocefisso?
Quindi Bagnasco e le gerarchie ecclesiastiche la loro scelta di campo in relazione al voto per la regione Lazio l’hanno già fatta. E ovviamente l’hanno "consigliata" anche ai loro fedeli.
E' però alquanto singolare il fatto che non si esprimono nello stesso modo nei confronti della difesa della vita degli stranieri e dei migranti i quali fuggono da situazioni di guerra, di fame, di disperazione e vengono nel nostro paese inseguendo il sogno di una vita migliore, di un posto sicuro dove poter allevare i propri figli.
Non sono anche questi valori non negoziabili in base ai quali i cattolici dovrebbero votare?
Perché Bagnasco non dà indicazioni di voto anche nei confronti della Lega Nord che vuole “bombardare i barconi degli immigrati al largo delle nostre coste”, oppure “sterminare i bambini degli zingari che vanno a rubare dagli anziani”, oppure “punire 10 immigrati per ogni torto fatto ad un cittadino italiano”?
E' forse perchè la Lega raccoglie le firme in "difesa" del crocefisso?
lunedì 22 marzo 2010
Sulla rotatoria di via Ponte Forca
Novellara (RE), 22 marzo 2010 – E’ evidente il tentativo da parte dei consiglieri comunali d’opposizione di appoggiare “l’appropriazione indebita” del consigliere provinciale Roggero del merito della realizzazione della rotonda tra la variante S.p. 3 Bagnolo-Novellara e la S.p. 68 “strada ponte Forca”.
“E’ alquanto ambiguo il plauso dei consiglieri della Lega Nord per la realizzazione della rotonda tanto attesa dai cittadini delle frazioni di San Giovanni e Santa Maria quando proprio loro tra i proponimenti annunciati nel programma elettorale non fanno alcun riferimento a questi interventi viari” afferma il gruppo di maggioranza Uniti per Novellara a seguito delle affermazioni della Lega Nord di Novellara “Oltretutto come forza politica nella scorsa legislatura non hanno mai fatto nulla per ostacolare le mosse ostruzionistiche di alcuni privati. Ora si vogliono prendere il merito di questa rotonda?”.
Inoltre il capogruppo Giancarlo Taschini ricorda che l’amministrazione comunale è sempre stata in prima linea: “Il 28 marzo del 2006 il Sindaco Daoli organizzò un incontro con commercianti e cittadini delle frazioni proprio per la richiesta di modificare la progettazione della strada e in quella sede si prese la responsabilità e formale impegno di trovare un’adeguata soluzione tecnica in grado di tener conto delle loro esigenze, portando avanti tavoli di progettazione per trovare la soluzione da proporre al consiglio provinciale” e poi prosegue “Dovrebbero trattenersi con queste affermazioni perché sempre e solo l’amministrazione comunale ha investito, già nel 2008, sulle frazioni facendo realizzare uno studio progettuale di riqualificazione per rendere i centri abitati e le zone commerciali più vivaci e fruibili anche a seguito del declassamento che subirà l’attuale strada provinciale”.
“E’ alquanto ambiguo il plauso dei consiglieri della Lega Nord per la realizzazione della rotonda tanto attesa dai cittadini delle frazioni di San Giovanni e Santa Maria quando proprio loro tra i proponimenti annunciati nel programma elettorale non fanno alcun riferimento a questi interventi viari” afferma il gruppo di maggioranza Uniti per Novellara a seguito delle affermazioni della Lega Nord di Novellara “Oltretutto come forza politica nella scorsa legislatura non hanno mai fatto nulla per ostacolare le mosse ostruzionistiche di alcuni privati. Ora si vogliono prendere il merito di questa rotonda?”.
Inoltre il capogruppo Giancarlo Taschini ricorda che l’amministrazione comunale è sempre stata in prima linea: “Il 28 marzo del 2006 il Sindaco Daoli organizzò un incontro con commercianti e cittadini delle frazioni proprio per la richiesta di modificare la progettazione della strada e in quella sede si prese la responsabilità e formale impegno di trovare un’adeguata soluzione tecnica in grado di tener conto delle loro esigenze, portando avanti tavoli di progettazione per trovare la soluzione da proporre al consiglio provinciale” e poi prosegue “Dovrebbero trattenersi con queste affermazioni perché sempre e solo l’amministrazione comunale ha investito, già nel 2008, sulle frazioni facendo realizzare uno studio progettuale di riqualificazione per rendere i centri abitati e le zone commerciali più vivaci e fruibili anche a seguito del declassamento che subirà l’attuale strada provinciale”.
sabato 13 marzo 2010
Il fallimento delle politiche sociali della Lega
A Milano, il 13 febbraio scorso Ahmed, un giovane pizzaiolo di nazionalità egiziana, è stato ucciso a coltellate da un gruppo di coetanei sudamericani per futili motivi. A questo tragico fatto di cronaca sono seguite oltre 4 ore di rivolta e devastazione, con tanto di auto rovesciate e vetrine in frantumi, causate da un centinaio di suoi connazionali i quali, forse per rabbia o per insofferenza nei confronti dei vigili e della polizia, hanno messo il quartiere a ferro e fuoco, gridando frasi minacciose in arabo anche nei confronti degli italiani. Italiani che a loro volta, dalle finestre dei palazzi, hanno lanciato oggetti e insulti al passaggio della massa dei giovani nordafricani.
La sera stessa, il deputato europeo, nonché capogruppo leghista al comune, Matteo Salvini, ha apertamente parlato di “situazione di emergenza” in via Padova e ha chiesto “controlli ed espulsioni casa per piano, piano per piano”. Il vicesindaco De Corato invece ha parlato della grande “difficoltà a governare l’immigrazione a causa del numero inaccettabile di cittadini extracomunitari presenti in città”.
Adesso, a qualche settimana di distanza dai fatti di via Padova, che conclusioni si possono trarre? La violenza e il degrado in cui versano le periferie urbane delle grandi città sono davvero causati dalla presenza di un numero troppo alto di cittadini immigrati? Sono questi ultimi, in quanto “brutti, sporchi e cattivi”, i veri e soli responsabili? E poi, è davvero impossibile ottenere l’integrazione tra le diverse etnie e culture?
Per dare una risposta a questi interrogativi facciamo un attimo mente locale e proviamo a riflettere su qual è stato il colore politico che ha governato Milano negli ultimi 20 anni e quali sono state le reali politiche sociali e di integrazione portate avanti dall’amministrazione comunale. Negli ultimi anni i cittadini hanno assistito impotenti al lento e progressivo abbandono delle periferie urbane da parte delle istituzioni. Le scuole pubbliche sono state lasciate sole di fronte a classi sempre più numerose e multietniche mentre quelle private dei quartieri “bene” hanno prosperato. Gli spazi sociali e culturali per giovani e anziani sono stati chiusi. Sono venute a meno le politiche di inclusione sociale e il senso di solitudine dei cittadini, italiani e stranieri, si è amplificato.
E la Lega cosa ha fatto (e cosa fa) per contrastare tutto questo? Quali politiche ha messo in campo per evitare il verificarsi di altre situazioni analoghe a quelle di via Padova?
Nessuna! La Lega utilizza il suo ormai ben noto linguaggio nazional-popolare, basato su frasi fatte e sicuramente ad effetto, per criminalizzare gli immigrati e gli emarginati, contribuendo così a far nascere nei cittadini un forte senso di paura e di insicurezza che li spinge a vedere nella diversità degli altri una possibile minaccia. E non fa assolutamente nulla per favorire l’integrazione sociale e la multiculturalità anzi, al contrario, vuole farci credere che rendere la vita impossibile agli stranieri nel nostro paese porterà ad una sostanziale riduzione del fenomeno dell’immigrazione e del degrado urbano delle periferie, come se le due cose fossero collegate tra loro.
E che dire poi della “tolleranza zero” o della “repressione dura” che, quasi sempre quando si verificano episodi di violenza grave o di microcriminalità, vengono richieste a gran voce non soltanto dai cittadini esasperati, ma anche da coloro che hanno responsabilità di governo e quindi doveri istituzionali? E’ veramente questa la ricetta giusta?
Oppure dobbiamo lavorare su altre basi e con ben altri presupposti come, ad esempio, ha semplicemente fatto notare don Piero Cecchi, parroco della zona teatro degli scontri di via Padova: ''Se invece di 300 militari avessero mandato 150 militari e 150 educatori di strada avrebbero risolto molti più problemi della città e non solo del nostro quartiere''.
Ecco, a Novellara, in questo nostro piccolo laboratorio di provincia, noi stiamo cercando di realizzare proprio questo. Le nostre politiche sociali tendono a favorire l’integrazione, l’inclusione e la partecipazione di tutti alla vita pubblica. Il nostro è un progetto, certamente ambizioso e difficile, ma che ha già dato risultati importanti e visibili intorno a noi e nella vita di tutti i giorni, che parte dalla consapevolezza che i fenomeni sociali devono essere governati in un modo intelligente, che è necessario portare e incentivare i servizi dove questi mancano, piuttosto che tagliarli dove essi funzionano, che è meglio prevenire ed educare piuttosto che curare e reprimere.
In questi obiettivi che perseguiamo con forza risiede tutta la nostra diversità da questa destra populista e intollerante, da questa Lega che sta tentando, con ogni mezzo, di distruggere quelle conquiste sociali che i nostri genitori e i nostri nonni, anche a prezzo della loro stessa vita, hanno costruito negli anni e che noi vogliamo lasciare in eredità alle nuove generazioni.
Per questo, cari concittadini, vi chiediamo di stare dalla nostra parte, di supportare le nostre idee e le nostre azioni. Non lasciate passivamente che rubino il nostro futuro. Non lasciate i nostri figli nelle loro mani…!!!
La sera stessa, il deputato europeo, nonché capogruppo leghista al comune, Matteo Salvini, ha apertamente parlato di “situazione di emergenza” in via Padova e ha chiesto “controlli ed espulsioni casa per piano, piano per piano”. Il vicesindaco De Corato invece ha parlato della grande “difficoltà a governare l’immigrazione a causa del numero inaccettabile di cittadini extracomunitari presenti in città”.
Adesso, a qualche settimana di distanza dai fatti di via Padova, che conclusioni si possono trarre? La violenza e il degrado in cui versano le periferie urbane delle grandi città sono davvero causati dalla presenza di un numero troppo alto di cittadini immigrati? Sono questi ultimi, in quanto “brutti, sporchi e cattivi”, i veri e soli responsabili? E poi, è davvero impossibile ottenere l’integrazione tra le diverse etnie e culture?
Per dare una risposta a questi interrogativi facciamo un attimo mente locale e proviamo a riflettere su qual è stato il colore politico che ha governato Milano negli ultimi 20 anni e quali sono state le reali politiche sociali e di integrazione portate avanti dall’amministrazione comunale. Negli ultimi anni i cittadini hanno assistito impotenti al lento e progressivo abbandono delle periferie urbane da parte delle istituzioni. Le scuole pubbliche sono state lasciate sole di fronte a classi sempre più numerose e multietniche mentre quelle private dei quartieri “bene” hanno prosperato. Gli spazi sociali e culturali per giovani e anziani sono stati chiusi. Sono venute a meno le politiche di inclusione sociale e il senso di solitudine dei cittadini, italiani e stranieri, si è amplificato.
E la Lega cosa ha fatto (e cosa fa) per contrastare tutto questo? Quali politiche ha messo in campo per evitare il verificarsi di altre situazioni analoghe a quelle di via Padova?
Nessuna! La Lega utilizza il suo ormai ben noto linguaggio nazional-popolare, basato su frasi fatte e sicuramente ad effetto, per criminalizzare gli immigrati e gli emarginati, contribuendo così a far nascere nei cittadini un forte senso di paura e di insicurezza che li spinge a vedere nella diversità degli altri una possibile minaccia. E non fa assolutamente nulla per favorire l’integrazione sociale e la multiculturalità anzi, al contrario, vuole farci credere che rendere la vita impossibile agli stranieri nel nostro paese porterà ad una sostanziale riduzione del fenomeno dell’immigrazione e del degrado urbano delle periferie, come se le due cose fossero collegate tra loro.
E che dire poi della “tolleranza zero” o della “repressione dura” che, quasi sempre quando si verificano episodi di violenza grave o di microcriminalità, vengono richieste a gran voce non soltanto dai cittadini esasperati, ma anche da coloro che hanno responsabilità di governo e quindi doveri istituzionali? E’ veramente questa la ricetta giusta?
Oppure dobbiamo lavorare su altre basi e con ben altri presupposti come, ad esempio, ha semplicemente fatto notare don Piero Cecchi, parroco della zona teatro degli scontri di via Padova: ''Se invece di 300 militari avessero mandato 150 militari e 150 educatori di strada avrebbero risolto molti più problemi della città e non solo del nostro quartiere''.
Ecco, a Novellara, in questo nostro piccolo laboratorio di provincia, noi stiamo cercando di realizzare proprio questo. Le nostre politiche sociali tendono a favorire l’integrazione, l’inclusione e la partecipazione di tutti alla vita pubblica. Il nostro è un progetto, certamente ambizioso e difficile, ma che ha già dato risultati importanti e visibili intorno a noi e nella vita di tutti i giorni, che parte dalla consapevolezza che i fenomeni sociali devono essere governati in un modo intelligente, che è necessario portare e incentivare i servizi dove questi mancano, piuttosto che tagliarli dove essi funzionano, che è meglio prevenire ed educare piuttosto che curare e reprimere.
In questi obiettivi che perseguiamo con forza risiede tutta la nostra diversità da questa destra populista e intollerante, da questa Lega che sta tentando, con ogni mezzo, di distruggere quelle conquiste sociali che i nostri genitori e i nostri nonni, anche a prezzo della loro stessa vita, hanno costruito negli anni e che noi vogliamo lasciare in eredità alle nuove generazioni.
Per questo, cari concittadini, vi chiediamo di stare dalla nostra parte, di supportare le nostre idee e le nostre azioni. Non lasciate passivamente che rubino il nostro futuro. Non lasciate i nostri figli nelle loro mani…!!!
venerdì 12 marzo 2010
La tutela delle frontiere
La tutela delle frontiere prevale sul diritto allo studio. La sicurezza è più importante dei bambini.
Questo è quello che ci insegna la sentenza della Cassazione che ha sancito ieri la leggittimità dell’espulsione di un genitore “clandestino” anche se con figli che vanno a scuola in Italia.
E ovviamente alla sentenza dei giudici ha fatto immediatamente seguito il plauso entusiasta della ministra Gelmini: “La scuola italiana è pronta ad accogliere i bambini in difficoltà e a supportarli in un percorso educativo che li prepari e li formi perchè il nostro sistema d’istruzione ha sempre incluso e mai escluso, e le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli. La legge è chiara e va rispettata. Per questo i giudici hanno ragione quando affermano che si finirebbe col legittimare l’inserimento di famiglie di clandestini strumentalizzando l’infanzia”.
E allora ben venga questa sentenza che condanna coloro che si sono macchiati dell’ignobile colpa di essere genitori clandestini ma ne tutela i figli permettendo loro di finire gli studi in Italia e ringraziamo tutti quanti la ministra per la sua magnanimità e lungimiranza!
Ma questa ministra sceriffo ha una minima idea su chi sono quei bambini di cui sta parlando in modo così tanto impersonale? Non pensa che siano anche loro esseri umani bisognosi di attenzione, di cura e di affetto da parte dei genitori? Non capisce, lei che tra l’altro è in dolce attesa, che un domani questi bambini potranno essere i compagni di scuola o di gioco della figlia? Ma no, non lo capisce di certo perché molto probabilmente la figlia quando avrà l’età scolare sarà iscritta ad una di quelle scuole private lombarde che si fregiano del fatto di essere “irraggiungibili” per le famiglie di extracomunitari, e non alla scuola pubblica che lei stessa sta contribuendo a distruggere.
Invece noi cittadini comuni cosa dovremmo pensare di tutta questa storia? Riflettiamo pure sul significato di questa sentenza che sembra che non ci tocchi personalmente in quanto la nostra condizione sociale è lontana anni luce dal concetto di clandestinità, ma che però si abbatte sulle nostre coscienze come un macigno. Abbiamo noi il coraggio di dire ai nostri figli che stiamo cacciando da casa i genitori dei loro amici perché non sono degni di stare in mezzo a noi “società civile”, e che questi amici, che oggi riempiono la loro esistenza, a scuola, nel gioco, nello sport, quando poi diventeranno grandi saranno anche loro cacciati via di casa e dal nostro paese come cani rognosi? Ma che razza di bestie siamo diventati?
E le gerarchie ecclesiastiche non hanno niente da dire su questa sentenza? Non sono loro che in tutti questi secoli ci hanno insegnato che il Cristo è amore e che il Cristianesimo è la religione dell’accoglienza? Come possono oggi tollerare in silenzio la grande disumanità di queste leggi fatte dagli uomini che distruggono le famiglie e minano alla base i diritti dei bambini? Fatevi avanti porporati signori, alzatevi in piedi e gridate forte tutta la vostra indignazione nei confronti di coloro che governano questo paese anche in nome vostro e rinnegano continuamente gli insegnamenti del vangelo che voi professate!
Questo è quello che ci insegna la sentenza della Cassazione che ha sancito ieri la leggittimità dell’espulsione di un genitore “clandestino” anche se con figli che vanno a scuola in Italia.
E ovviamente alla sentenza dei giudici ha fatto immediatamente seguito il plauso entusiasta della ministra Gelmini: “La scuola italiana è pronta ad accogliere i bambini in difficoltà e a supportarli in un percorso educativo che li prepari e li formi perchè il nostro sistema d’istruzione ha sempre incluso e mai escluso, e le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli. La legge è chiara e va rispettata. Per questo i giudici hanno ragione quando affermano che si finirebbe col legittimare l’inserimento di famiglie di clandestini strumentalizzando l’infanzia”.
E allora ben venga questa sentenza che condanna coloro che si sono macchiati dell’ignobile colpa di essere genitori clandestini ma ne tutela i figli permettendo loro di finire gli studi in Italia e ringraziamo tutti quanti la ministra per la sua magnanimità e lungimiranza!
Ma questa ministra sceriffo ha una minima idea su chi sono quei bambini di cui sta parlando in modo così tanto impersonale? Non pensa che siano anche loro esseri umani bisognosi di attenzione, di cura e di affetto da parte dei genitori? Non capisce, lei che tra l’altro è in dolce attesa, che un domani questi bambini potranno essere i compagni di scuola o di gioco della figlia? Ma no, non lo capisce di certo perché molto probabilmente la figlia quando avrà l’età scolare sarà iscritta ad una di quelle scuole private lombarde che si fregiano del fatto di essere “irraggiungibili” per le famiglie di extracomunitari, e non alla scuola pubblica che lei stessa sta contribuendo a distruggere.
Invece noi cittadini comuni cosa dovremmo pensare di tutta questa storia? Riflettiamo pure sul significato di questa sentenza che sembra che non ci tocchi personalmente in quanto la nostra condizione sociale è lontana anni luce dal concetto di clandestinità, ma che però si abbatte sulle nostre coscienze come un macigno. Abbiamo noi il coraggio di dire ai nostri figli che stiamo cacciando da casa i genitori dei loro amici perché non sono degni di stare in mezzo a noi “società civile”, e che questi amici, che oggi riempiono la loro esistenza, a scuola, nel gioco, nello sport, quando poi diventeranno grandi saranno anche loro cacciati via di casa e dal nostro paese come cani rognosi? Ma che razza di bestie siamo diventati?
E le gerarchie ecclesiastiche non hanno niente da dire su questa sentenza? Non sono loro che in tutti questi secoli ci hanno insegnato che il Cristo è amore e che il Cristianesimo è la religione dell’accoglienza? Come possono oggi tollerare in silenzio la grande disumanità di queste leggi fatte dagli uomini che distruggono le famiglie e minano alla base i diritti dei bambini? Fatevi avanti porporati signori, alzatevi in piedi e gridate forte tutta la vostra indignazione nei confronti di coloro che governano questo paese anche in nome vostro e rinnegano continuamente gli insegnamenti del vangelo che voi professate!
giovedì 11 marzo 2010
La solita tecnica della destra
Ai consiglieri Mauro Melli della Lega Nord e Cristina Fantinati del Pdl risulta estremamente difficile comprendere i costi sostenuti dal Comune di Novellara per la gestione del servizio segreteria e finanziario dell’Unione Bassa Reggiana, già espressi in modo dettagliato durante il Consiglio Comunale del 28 gennaio scorso. E dire che più di una volta si sono dichiarati "esperti" nella lettura dei bilanci.....
Sono da smentire categoricamente i loro dati ripresi anche dalla stampa locale. Il Comune di Novellara per gestire per conto dell’Unione il servizio finanziario e di segreteria spenderà 7.950 euro, agli altri comuni, in base all’importo della spesa corrente del bilancio annuale 2010 spetteranno la ripartizione dei 44.898 euro restanti.
“Desidero tranquillizzare tutta la cittadinanza che potrebbe allarmarsi dalla lettura viziata dei dati pubblicati dai consiglieri di minoranza” afferma il Sindaco Raul Daoli “che continuano nella loro opera di denigrazione e diffamazione a mezzo stampa, come nei casi del sito web, della spezieria, del palasport, che ormai si commentano da soli. I costi di gestione generali del servizio segreteria, ragioneria, protocollo e finanziario dell’Unione sono addirittura inferiori al 7% del suo bilancio complessivo. Vi sfido a portare qualsiasi bilancio di un ente pubblico con dati migliori. L’Unione Bassa Reggiana è nata proprio per rafforzare e svolgere insieme in modo efficace ed efficiente servizi comuni senza appaltarli o farli gestire esternamente, come in questo caso specifico. Grazie all’Unione tutti gli otto comuni associati stanno ottenendo importanti risparmi sulla gestione dei servizi, garantendo inoltre un maggior accesso ai contributi regionali”.
Sono da smentire categoricamente i loro dati ripresi anche dalla stampa locale. Il Comune di Novellara per gestire per conto dell’Unione il servizio finanziario e di segreteria spenderà 7.950 euro, agli altri comuni, in base all’importo della spesa corrente del bilancio annuale 2010 spetteranno la ripartizione dei 44.898 euro restanti.
“Desidero tranquillizzare tutta la cittadinanza che potrebbe allarmarsi dalla lettura viziata dei dati pubblicati dai consiglieri di minoranza” afferma il Sindaco Raul Daoli “che continuano nella loro opera di denigrazione e diffamazione a mezzo stampa, come nei casi del sito web, della spezieria, del palasport, che ormai si commentano da soli. I costi di gestione generali del servizio segreteria, ragioneria, protocollo e finanziario dell’Unione sono addirittura inferiori al 7% del suo bilancio complessivo. Vi sfido a portare qualsiasi bilancio di un ente pubblico con dati migliori. L’Unione Bassa Reggiana è nata proprio per rafforzare e svolgere insieme in modo efficace ed efficiente servizi comuni senza appaltarli o farli gestire esternamente, come in questo caso specifico. Grazie all’Unione tutti gli otto comuni associati stanno ottenendo importanti risparmi sulla gestione dei servizi, garantendo inoltre un maggior accesso ai contributi regionali”.
mercoledì 10 marzo 2010
Sul decreto salva-liste
Il messaggio che il potere politico ci ha trasmesso nell'ultimo ventennio è tanto forte quanto devastante: chi è al comando può permettersi tutto! Sempre, ovunque e comunque! Alla faccia della democrazia e dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Questo ultimo e vergognoso atto al quale stiamo assistendo in questi giorni, il cosiddetto decreto salva-liste, rappresenta solamente la coda di quel lento processo di sgretolamento dei valori democratici, iniziato agli inizi degli anni novanta e che ci sta immancabilmente portando verso la deriva istituzionale a tutti i livelli. E fino ad oggi questo processo è stato purtroppo possibile grazie all'indebolimento della spinta propulsiva di quelle che un tempo venivano chiamate "idee forza". E' nato, cresciuto, si è alimentato, trovando terreno fertile nella scomparsa della passione politica, sia tra i giovani che tra i meno giovani, ma soprattutto nella superficialità e indifferenza della gente.
Scriveva ieri Alberto Burgio sul Manifesto: Dall'inizio degli anni Novanta si è costruito un sistema che favorisce la prepotenza del più forte. In politica, con maggioritario e federalismo contro pluralismo e solidarietà. Nella società, con la guerra neoliberista contro il lavoro. Sul piano internazionale, con l'imperialismo delle «guerre umanitarie». Berlusconi ha enormi responsabilità, ma in un contesto diverso non avrebbe potuto fare i danni che ha fatto. La storia però non comincia vent'anni fa. È più lunga e si vendica con chi la rimuove. L'Italia è unita da appena 150 anni, è una (fragile) democrazia da meno di 70 ed è stata il laboratorio del fascismo europeo. Tutto ciò non va dimenticato poiché riflette caratteri profondi della nostra storia nazionale, in primo luogo il particolarismo delle élites e la scarsa educazione democratica dei ceti medi. ..... La situazione somiglia a quella creatasi nel 1924 all'indomani del delitto Matteotti. Allora il regime nascente (anch'esso capeggiato da transfughi socialisti) vacillò e rischiò di crollare. Mussolini giocò il tutto per tutto, optò per il colpo di forza e vinse. Da quel momento il fascismo ebbe la strada spianata.
Speriamo che oggi ci sia un altro finale! Ma per non limitarsi solo a sperare, occorre mettere in campo tutta la nostra volontà per sradicare, una volta per tutte, il germe dell'indifferenza.
Partecipate gente, partecipate!
Scriveva ieri Alberto Burgio sul Manifesto: Dall'inizio degli anni Novanta si è costruito un sistema che favorisce la prepotenza del più forte. In politica, con maggioritario e federalismo contro pluralismo e solidarietà. Nella società, con la guerra neoliberista contro il lavoro. Sul piano internazionale, con l'imperialismo delle «guerre umanitarie». Berlusconi ha enormi responsabilità, ma in un contesto diverso non avrebbe potuto fare i danni che ha fatto. La storia però non comincia vent'anni fa. È più lunga e si vendica con chi la rimuove. L'Italia è unita da appena 150 anni, è una (fragile) democrazia da meno di 70 ed è stata il laboratorio del fascismo europeo. Tutto ciò non va dimenticato poiché riflette caratteri profondi della nostra storia nazionale, in primo luogo il particolarismo delle élites e la scarsa educazione democratica dei ceti medi. ..... La situazione somiglia a quella creatasi nel 1924 all'indomani del delitto Matteotti. Allora il regime nascente (anch'esso capeggiato da transfughi socialisti) vacillò e rischiò di crollare. Mussolini giocò il tutto per tutto, optò per il colpo di forza e vinse. Da quel momento il fascismo ebbe la strada spianata.
Speriamo che oggi ci sia un altro finale! Ma per non limitarsi solo a sperare, occorre mettere in campo tutta la nostra volontà per sradicare, una volta per tutte, il germe dell'indifferenza.
Partecipate gente, partecipate!
venerdì 5 marzo 2010
La Lega Nord e le scritte offensive contro il sindaco
Si legge sulla Gazzetta di Reggio del 9 gennaio 2010:
Sono comparse alcune scritte, sui muri in centro a Novellara, offensive nei confronti del sindaco Raul Daoli e inneggianti alla Lega Nord. Orazio Russotto, capogruppo della Lega in consiglio comunale, con un comunicato ha espresso al sindaco la solidarietà sua e del suo gruppo: "Condanniamo fermamente ogni atto di vandalismo e di teppismo, prendendo le distanze da elementi estranei al movimento. La Lega Nord - ha precisato - porta avanti da sempre battaglie politiche che non scendono mai nell'offesa personale".
Poi, subito dopo, sul sito della Lega Nord di Novellara appare il seguente trafiletto:
9 gennaio 2010: vandalismo e indice di gradimento del sindaco
Scritte vandaliche sui muri, la Lega Nord non c'entra ma di sicuro il livello di gradimento dell'amministrazione è al minimo storico..
Interessante notare come alla doverosa presa di distanze dagli atti vandalici accaduti (la Lega non c’entra) subito dopo segue quel “ma di sicuro” che comunque cerca quasi di trovare una giustificazione a questi atti.
Complimenti, un altro bell’esempio di coerenza politica.
Sono comparse alcune scritte, sui muri in centro a Novellara, offensive nei confronti del sindaco Raul Daoli e inneggianti alla Lega Nord. Orazio Russotto, capogruppo della Lega in consiglio comunale, con un comunicato ha espresso al sindaco la solidarietà sua e del suo gruppo: "Condanniamo fermamente ogni atto di vandalismo e di teppismo, prendendo le distanze da elementi estranei al movimento. La Lega Nord - ha precisato - porta avanti da sempre battaglie politiche che non scendono mai nell'offesa personale".
Poi, subito dopo, sul sito della Lega Nord di Novellara appare il seguente trafiletto:
9 gennaio 2010: vandalismo e indice di gradimento del sindaco
Scritte vandaliche sui muri, la Lega Nord non c'entra ma di sicuro il livello di gradimento dell'amministrazione è al minimo storico..
Interessante notare come alla doverosa presa di distanze dagli atti vandalici accaduti (la Lega non c’entra) subito dopo segue quel “ma di sicuro” che comunque cerca quasi di trovare una giustificazione a questi atti.
Complimenti, un altro bell’esempio di coerenza politica.
giovedì 4 marzo 2010
Don Gallo a Novellara
E “il Gallo”, come lo chiamano a Genova, non ha certamente deluso i cittadini novellaresi.
Sollecitato sul tema del “diritto al fine vita” da Marco Battini, della neonata associazione “L’altro punto di vista”, ha regalato agli oltre 150 presenti due ore di pura emozione, ironizzando sul suo rapporto con le gerarchie ecclesiastiche che lo hanno sempre richiamato all’ordine per le sue idee anticonformiste e che poi non lo hanno “mai scomunicato”, raccontando in modo affettuoso del suo incontro con Beppino Englaro al funerale di Eluana (“appena l’ho visto sono corso ad abbracciarlo e gli ho chiesto scusa per quello che gli avevamo fatto”), ma anche commuovendo il pubblico con toccanti letture, come l’ultima poesia scritta da un giovane tossicodipendente la sera prima di morire per overdose nel bagno della stazione, o la lettera scritta dai suoi ragazzi per ricordare il grande Fabrizio de Andrè, suo amico personale nonché compagno spirituale nella difficile missione di stare sempre e comunque “dalla parte degli ultimi”. Senza poi dimenticare il richiamo alla responsabilità civile. Uno dei passaggi di don Andrea più applauditi della serata è stato quando ha elogiato la partecipazione, in tutte le sue forme, dei cittadini e della gente comune alla società civile e alla vita di relazione: “Lo sapete chi è il vero nemico di questi capitalisti senza scrupoli che speculano sulla povera gente? La vostra presenza qui stasera!”. Proprio quello che volevamo sentirci dire.
Tutto questo tenendo il palco da autentico mattatore, così come sanno fare solo i personaggi dotati di un indiscutibile carisma e di una grande levatura morale.
Un altro punto di vista veramente affascinante. Molto soddisfatti gli organizzatori della serata.
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