Il messaggio che il potere politico ci ha trasmesso nell'ultimo ventennio è tanto forte quanto devastante: chi è al comando può permettersi tutto! Sempre, ovunque e comunque! Alla faccia della democrazia e dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Questo ultimo e vergognoso atto al quale stiamo assistendo in questi giorni, il cosiddetto decreto salva-liste, rappresenta solamente la coda di quel lento processo di sgretolamento dei valori democratici, iniziato agli inizi degli anni novanta e che ci sta immancabilmente portando verso la deriva istituzionale a tutti i livelli. E fino ad oggi questo processo è stato purtroppo possibile grazie all'indebolimento della spinta propulsiva di quelle che un tempo venivano chiamate "idee forza". E' nato, cresciuto, si è alimentato, trovando terreno fertile nella scomparsa della passione politica, sia tra i giovani che tra i meno giovani, ma soprattutto nella superficialità e indifferenza della gente.
Scriveva ieri Alberto Burgio sul Manifesto: Dall'inizio degli anni Novanta si è costruito un sistema che favorisce la prepotenza del più forte. In politica, con maggioritario e federalismo contro pluralismo e solidarietà. Nella società, con la guerra neoliberista contro il lavoro. Sul piano internazionale, con l'imperialismo delle «guerre umanitarie». Berlusconi ha enormi responsabilità, ma in un contesto diverso non avrebbe potuto fare i danni che ha fatto. La storia però non comincia vent'anni fa. È più lunga e si vendica con chi la rimuove. L'Italia è unita da appena 150 anni, è una (fragile) democrazia da meno di 70 ed è stata il laboratorio del fascismo europeo. Tutto ciò non va dimenticato poiché riflette caratteri profondi della nostra storia nazionale, in primo luogo il particolarismo delle élites e la scarsa educazione democratica dei ceti medi. ..... La situazione somiglia a quella creatasi nel 1924 all'indomani del delitto Matteotti. Allora il regime nascente (anch'esso capeggiato da transfughi socialisti) vacillò e rischiò di crollare. Mussolini giocò il tutto per tutto, optò per il colpo di forza e vinse. Da quel momento il fascismo ebbe la strada spianata.
Speriamo che oggi ci sia un altro finale! Ma per non limitarsi solo a sperare, occorre mettere in campo tutta la nostra volontà per sradicare, una volta per tutte, il germe dell'indifferenza.
Partecipate gente, partecipate!
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