Novellara 28.12.2010
Att'attenzione dell'assessore alla Scuola del comune di Novellara, Reggio Emilila
Oggetto: considerazioni e suggerimenti in merito all'integrazione con gli extracomunitari nella scuola primaria.
Buongiorno,
mi chiamo Xxxxxxxx Xxxxx e risiedo a Novellara. Ho xx figlio/a che inizierà la scuola elementare il prossimo anno. Dovendo scegliere fra tempo pieno e tempo "normale" siamo stati sorpresi da un situazione inattesa e spiacevole. Io avrei scelto il tempo normale, ma sono sorti numerosi problemi legati al fatto che la percentuale di stranieri, in queste classi, supera la metà. Innanzitutto il fatto che buona parte di essi non conosca l'italiano comporta un grosso ritardo nello svolgimento del programma scolastico il che è tutto a danno degli italiani. Si rileva anche che bambini di 6 anni inseriti in una classe in cui non risconoscono nessun "tratto" di italianità si sentano loro stessi stranieri e abbiano paura ad andare a scuola. Questi problemi, gravissimi se pensiamo che si sta parlando della scuola primaria e del fatto che scelte di orientamento scolastico non siano più determinate dai contenuti della didattica, ma piuttosto da situazioni contigenti conseguenze di una scadente gestione dell'integrazione, rendono il quadro assolutamente grave e urgente.
L'attuale gestione del fenomeno immigrazione sta creando all'interno della scuola pubblica un corso "bianco" ( tempo pieno ) ed un corso nero ( "tempo normale"), che mi pare l'esatto contrario di ciò che dovrebbe essere.
A tal fine, propongo due interventi:
i) rendere obbligatorio, per tutti, un anno di scuola materna per l'ammissione alla prima elementare, in modo da garantire un livello di scolarizzazione di partenza più omogeneo;
ii) eliminare l'attuale divisione tempo pieno / tempo normale, facendo un solo tempo mattutino, obbligatorio per tutti, con l'opzione di poter far frequentare un corso pomeridiano in cui i ragazzi farebbero i compiti e/o attività aternative ( come avviene nella scuola secondaria di primo grado ).
In questo modo la percentuale di stranieri sarebbe ridotta e omogenea in tutte le classi e nessuno sarebbe costretto a fare scelte discriminatorie; si eliminerebbe l'attuale divisione fra "bianchi" e "neri" che diversamente tenderebbe ad aumentare. Mi rendo conto che non sia facile trattare questi temi, ma è nostro dovere denunciare con intelligenza problemi oggettivi che riguardano tutti e che per loro natura non possono essere risolti in ambiti che non siano quelli dello Stato.
Spero in un riscontro collaborativo e costruttivo e che la discussione che voglio avviare darà buoni frutti.
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione.
Xxxxxxxx Xxxxx
giovedì 30 dicembre 2010
sabato 18 dicembre 2010
Novellara denuclearizzata
Approvata in Consiglio Comunale la mozione contro il nucleare.
Oggi 18 dicembre 2010, il gruppo di maggioranza "Uniti per Novellara" (Partito Democratico, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Sinistra per Novellara) ha presentato in Consiglio Comunale una mozione con la quale si chiedeva l'impegno del sindaco e della giunta a rendere indisponibile il territorio comunale a qualsiasi tipo di attività (produzione di energia elettrica, stoccaggio, trasporto, trasformazione) legata all'energia nucleare e, di conseguenza, a continuare nella ricerca di opportune politiche di risparmio energetico, investendo nelle fonti di energia alternative e rinnovabili presenti sul territorio, quali l'energia solare, idrogeologica e derivante dal recupero dalla produzione agroalimentare.
Dopo l'introduzione della mozione da parte del consigliere di maggioranza Baracchi, si è aperto il dibattito.
Il consigliere della Lega Nord Mauro Melli ha espresso e argomentato in modo chiaro e preciso quella che è la sua posizione, e si suppone anche del suo partito, in merito al nucleare: la scelta di tornare al nucleare si rende necessaria e imprescindibile a causa della atavica fame di energia che il nostro paese patisce ormai da decenni. Questa situazione di deficit energetico si sta rivelando oggi molto critica, tanto da spingere la Lega, partito da sempre molto attento ai problemi ambientali locali (vedi rifiuti e discarica), ad accettare come un male minore l'eventualità di una centrale nucleare costruita sul territorio novellarese o nelle zone limitrofe.
Molto interessante e colorito è stato anche l'intervento della capogruppo del Pdl Cristina Fantinati la quale, dimostrando preparazione e competenza davvero inaspettate, ha deliziato i presenti con una vera e propria "lectio magistralis" di fisica nucleare, elencando una lunga sequela di dati tecnici e cifre con lo scopo di sostenere, e dimostrare, l'assoluta inoffensività e innocuità delle centrali nucleari. E' stato solo in chiusura d'intervento che Fantinati è tornata al suo antico cavallo di battaglia: la politica. Con virtuosismi verbali degni di una compassata oratrice ha infatti ricordato all'altra parte dell'emiciclo come anche grandi scienziati ed alte personalità che gravitano nell'universo culturale della sinistra si siano recentemente espressi a favore dell'energia nucleare, tanto da inviare addirittura una lettera allo stesso Pierluigi Bersani.
Alla fine si è svolta la votazione. La mozione è stata approvata a maggioranza con i voti ovviamente contrari di Lega Nord e Pdl. Oltre al gruppo di maggioranza hanno votato a favore Rubes Codeluppi dei Comunisti Italiani e Orazio Russotto, ex Lega Nord ora fuoriuscito, del nuovo gruppo consiliare Agire Insieme.
Oggi 18 dicembre 2010, il gruppo di maggioranza "Uniti per Novellara" (Partito Democratico, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Sinistra per Novellara) ha presentato in Consiglio Comunale una mozione con la quale si chiedeva l'impegno del sindaco e della giunta a rendere indisponibile il territorio comunale a qualsiasi tipo di attività (produzione di energia elettrica, stoccaggio, trasporto, trasformazione) legata all'energia nucleare e, di conseguenza, a continuare nella ricerca di opportune politiche di risparmio energetico, investendo nelle fonti di energia alternative e rinnovabili presenti sul territorio, quali l'energia solare, idrogeologica e derivante dal recupero dalla produzione agroalimentare.
Dopo l'introduzione della mozione da parte del consigliere di maggioranza Baracchi, si è aperto il dibattito.
Il consigliere della Lega Nord Mauro Melli ha espresso e argomentato in modo chiaro e preciso quella che è la sua posizione, e si suppone anche del suo partito, in merito al nucleare: la scelta di tornare al nucleare si rende necessaria e imprescindibile a causa della atavica fame di energia che il nostro paese patisce ormai da decenni. Questa situazione di deficit energetico si sta rivelando oggi molto critica, tanto da spingere la Lega, partito da sempre molto attento ai problemi ambientali locali (vedi rifiuti e discarica), ad accettare come un male minore l'eventualità di una centrale nucleare costruita sul territorio novellarese o nelle zone limitrofe.
Molto interessante e colorito è stato anche l'intervento della capogruppo del Pdl Cristina Fantinati la quale, dimostrando preparazione e competenza davvero inaspettate, ha deliziato i presenti con una vera e propria "lectio magistralis" di fisica nucleare, elencando una lunga sequela di dati tecnici e cifre con lo scopo di sostenere, e dimostrare, l'assoluta inoffensività e innocuità delle centrali nucleari. E' stato solo in chiusura d'intervento che Fantinati è tornata al suo antico cavallo di battaglia: la politica. Con virtuosismi verbali degni di una compassata oratrice ha infatti ricordato all'altra parte dell'emiciclo come anche grandi scienziati ed alte personalità che gravitano nell'universo culturale della sinistra si siano recentemente espressi a favore dell'energia nucleare, tanto da inviare addirittura una lettera allo stesso Pierluigi Bersani.
Alla fine si è svolta la votazione. La mozione è stata approvata a maggioranza con i voti ovviamente contrari di Lega Nord e Pdl. Oltre al gruppo di maggioranza hanno votato a favore Rubes Codeluppi dei Comunisti Italiani e Orazio Russotto, ex Lega Nord ora fuoriuscito, del nuovo gruppo consiliare Agire Insieme.
venerdì 25 giugno 2010
L'italiano come seconda lingua
Non voglio entrare nel merito della polemica aperta dai consiglieri della Lega Nord Melli e Russotto relativa all’utilità o meno delle spese sostenute dall’amministrazione comunale; trattandosi di consiglieri di opposizione, ovviamente hanno il pieno diritto di esercitare il loro ruolo e criticare la tipologia e l’entità di queste spese, nonché di portare i loro suggerimenti su dove investire e dove tagliare, così come hanno fatto con gli emendamenti presentati al bilancio. Vorrei invece fare una riflessione, un po’ più di “contenuto”, sul riferimento che i due consiglieri hanno fatto al progetto di alfabetizzazione in classi speciali che stanno portando avanti i comuni di Luzzara e Guastalla e che viene da loro citato come “ottimo” esempio di integrazione dei bambini stranieri nelle scuole. E’ risaputo che Novellara non aderisce a questo progetto e le motivazioni di questa nostra scelta sono già state abbondantemente discusse e dibattute. In ogni caso, pur non avendo la pretese di essere depositario unico della verità, vista la novità e l’estrema complessità della problematica, mi sento di suggerire agli amici della Lega locale un po’ più di prudenza nel declamare sentenze sui modelli di scuola, su cosa sia meglio o peggio in materia di alfabetizzazione e integrazione, soprattutto in considerazione del fatto che (e questo è stato reso evidente dal loro imbarazzante silenzio durante il consiglio comunale aperto sulla scuola dell 11 maggio scorso) non abbiamo ancora capito quale sia il modello di scuola che essi propongono. La scelta di Novellara sull’inserimento degli studenti stranieri è diversa dall’opzione Luzzara-Guastalla perché prevede l’inclusione anziché la separazione. Da noi il ragazzo straniero che si iscrive a scuola e non parla l’italiano, non viene assegnato ad una classe speciale composta da soli stranieri, delocalizzata in un altro edificio o in un'altra città, ma viene subito assegnato alla classe definitiva, all’interno della scuola stessa dove ha presentato l’iscrizione. Qui, dopo un primo periodo di accoglienza, inizia il suo percorso di alfabetizzazione che prevede l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda (Italiano L2), effettuato, questo sì in un’aula separata dal resto della classe, ma soltanto per qualche ora a settimana. Contemporanamente il ragazzo continua a frequentare i propri compagni, sia italiani che stranieri e a seguire anche le altre materie. Questo modello, pur non essendo perfetto, rappresenta la “via italiana all’integrazione degli alunni stranieri”. E’ ormai da tempo infatti che l’orientamento della pedagogia contemporanea si rivolge alla valorizzazione della persona e alla costruzione di progetti educativi basati sulle relazioni dello studente, ponendo l’attenzione sulla diversità, sia questa di tipo linguistico, oppure di tipo culturale o di abilità fisica. Viene cioè assunto il criterio universalistico per il riconoscimento dei diritti dei minori che nel nostro caso può essere declinato nei seguenti elementi: l’applicazione delle norme previste dalla Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e la tradizione consolidata della scuola italiana nei confronti delle varie forme di diversità. Questi concetti, che sono ampiamente condivisi dalla maggior parte dei pedagogisti italiani, sono tutt’ora adottati nelle nostre scuole. E con ottimi risultati.Il vero problema che stiamo oggi purtroppo riscontrando è la progressiva diminuzione delle risorse a disposizione per portare avanti questi progetti. Per far fronte al notevole incremento di studenti stranieri che si sta registrando in quest’ultimo periodo, necessitiamo di un maggior numero di ore. E questo, ovviamente, si traduce in un organico che prevede la dotazione di un maggior numero di docenti preparati e specializzati nell’insegnamento dell’italiano L2.
Stefano Mazzi,
Assessore alla Scuola Comune di Novellara
Stefano Mazzi,
Assessore alla Scuola Comune di Novellara
giovedì 17 giugno 2010
Ancora sui giovani: uno scambio di vedute
Commento
Ciao, ho letto il post sul blog riguardo lo spazio per i giovani....forse sai che io abito di fronte al pub e ti assicuro che fino alle 2 qui non si dorme dagli schiamazzi che fanno fuori dal locale, adesso con le finestre aperte è quasi impossibile dormire nella camera che si affaccia alla strada tra urla, macchine che suonano il clacson e motorini rumorosi alla faccia dell'inquinamento acustico!!! se ci fosse il brusio di gente tranquilla che chiacchiera va anche bene, ma è il casino che disturba e se fosse occasionale anche anche, ma a parte il lunedì che il pub è chiuso non si vive visto che al mattino la sveglia suona alle 6! dare gli spazi si, ma rispettando la gente che ci abita attorno!!! la soluzione che leggevo tempo fa della riqualifica della stazione come spazio giovani la trovo ottima, non è una zona fuori novellara e le case non sono vicinissime
....rispetto....ma questa generazione sa cos'è il rispetto?
Commento firmato
Risposta
Ciao, l'articolo sul blog non vuole certamente difendere chi disturba o si comporta in modo incivile, ma nasce dalla polemica che un gruppo di residenti nella zona del parco Augusto sta montando nei confronti della costruzione di una pista di pattinaggio (SkatePark) nel parco stesso.
Ora, a parte il fatto che il parco Augusto (così come il parco Poli e tutti gli altri parchi di Novellara) è un parco pubblico, e come tale è giusto che sia fruito da tutti i cittadini e non solo dai residenti che abitano nella zona e che firmano petizioni contro la costruzione di un area per giovani, la nostra posizione di amministratori, che condivido assolutamente anche come genitore, è quella che occorre dare ai giovani e ai ragazzi, soprattutto agli adolescenti, dei luoghi di ritrovo per socializzare in tutta sicurezza vicino a casa senza emarginarli o spingerli a cercare spazi in altre città.
Questi sono i nostri figli e hanno il diritto di vivere la loro città, così come la viviamo noi adulti, o come la vivono quegli anziani che stanno perennemente seduti sotto i portici e sono sempre pronti a puntare il dito contro tutto e tutti, in modo superficiale, senza minimamente preoccuparsi della tragicità della condizione giovanile del giorno d'oggi (qualunquismo, caduta dei valori, precariato, scuola pubblica allo sbando, falsi miti, etc.).
E' ovvio però che nel momento in cui diamo loro la possibilità di godere di alcuni spazi cittadini questi giovani, e qui concordo con te, devono essere educati, civili e soprattutto rispettosi delle regole; attenzione però a non mischiare le cose e fare di tutte le erbe un fascio: la situazione che si verifica di notte davanti al pub a mio parere non c'entra con quello che è il contenuto dell'articolo di Agnese e con il senso che io voglio dare a questa mia risposta.
Io contesto fortemente il fatto che ci siano dei cittadini che non vogliono che i giovani possano usufruire di un bene pubblico (il parco) e che si arrogano il diritto di considerare queso bene pubblico come il loro giardino di casa!! Sono ovviamente diverse invece le considerazioni che possiamo e dobbiamo fare su chi si comporta in modo incivile davanti ad un esercizio commerciale (che non è un bene pubblico); in questo caso, dove ci sono chiari episodi di disprezzo delle normali regole di convivenza e civiltà, penso che sia necessario intervenire.
Verificheremo con la polizia municipale.
Stefano Mazzi
Ciao, ho letto il post sul blog riguardo lo spazio per i giovani....forse sai che io abito di fronte al pub e ti assicuro che fino alle 2 qui non si dorme dagli schiamazzi che fanno fuori dal locale, adesso con le finestre aperte è quasi impossibile dormire nella camera che si affaccia alla strada tra urla, macchine che suonano il clacson e motorini rumorosi alla faccia dell'inquinamento acustico!!! se ci fosse il brusio di gente tranquilla che chiacchiera va anche bene, ma è il casino che disturba e se fosse occasionale anche anche, ma a parte il lunedì che il pub è chiuso non si vive visto che al mattino la sveglia suona alle 6! dare gli spazi si, ma rispettando la gente che ci abita attorno!!! la soluzione che leggevo tempo fa della riqualifica della stazione come spazio giovani la trovo ottima, non è una zona fuori novellara e le case non sono vicinissime
....rispetto....ma questa generazione sa cos'è il rispetto?
Commento firmato
Risposta
Ciao, l'articolo sul blog non vuole certamente difendere chi disturba o si comporta in modo incivile, ma nasce dalla polemica che un gruppo di residenti nella zona del parco Augusto sta montando nei confronti della costruzione di una pista di pattinaggio (SkatePark) nel parco stesso.
Ora, a parte il fatto che il parco Augusto (così come il parco Poli e tutti gli altri parchi di Novellara) è un parco pubblico, e come tale è giusto che sia fruito da tutti i cittadini e non solo dai residenti che abitano nella zona e che firmano petizioni contro la costruzione di un area per giovani, la nostra posizione di amministratori, che condivido assolutamente anche come genitore, è quella che occorre dare ai giovani e ai ragazzi, soprattutto agli adolescenti, dei luoghi di ritrovo per socializzare in tutta sicurezza vicino a casa senza emarginarli o spingerli a cercare spazi in altre città.
Questi sono i nostri figli e hanno il diritto di vivere la loro città, così come la viviamo noi adulti, o come la vivono quegli anziani che stanno perennemente seduti sotto i portici e sono sempre pronti a puntare il dito contro tutto e tutti, in modo superficiale, senza minimamente preoccuparsi della tragicità della condizione giovanile del giorno d'oggi (qualunquismo, caduta dei valori, precariato, scuola pubblica allo sbando, falsi miti, etc.).
E' ovvio però che nel momento in cui diamo loro la possibilità di godere di alcuni spazi cittadini questi giovani, e qui concordo con te, devono essere educati, civili e soprattutto rispettosi delle regole; attenzione però a non mischiare le cose e fare di tutte le erbe un fascio: la situazione che si verifica di notte davanti al pub a mio parere non c'entra con quello che è il contenuto dell'articolo di Agnese e con il senso che io voglio dare a questa mia risposta.
Io contesto fortemente il fatto che ci siano dei cittadini che non vogliono che i giovani possano usufruire di un bene pubblico (il parco) e che si arrogano il diritto di considerare queso bene pubblico come il loro giardino di casa!! Sono ovviamente diverse invece le considerazioni che possiamo e dobbiamo fare su chi si comporta in modo incivile davanti ad un esercizio commerciale (che non è un bene pubblico); in questo caso, dove ci sono chiari episodi di disprezzo delle normali regole di convivenza e civiltà, penso che sia necessario intervenire.
Verificheremo con la polizia municipale.
Stefano Mazzi
mercoledì 9 giugno 2010
Basta respingere i giovani !
Forse non tutti sanno che nell’ultima operazione di ascolto delle varie categorie di persone della nostra comunità (“Progetto di sviluppo di comunità" pubblicato nel 2009), è emerso che molti giovani non si sentono accolti appieno dalla gente e dagli abitanti. Hanno dichiarato di essersi spostati dal centro, dai locali annessi e dai parchi perché la gente non sopporta il rumore che fanno, gli schiamazzi, la confusione e il movimento di persone. Sentono di non essere accettati e si spostano, cercando luoghi di ritrovo più lontani dalle abitazioni.
Credo che siano dichiarazioni molto tristi e che debbano far riflettere tutti gli abitanti di Novellara.
Quando allora si parla del progetto, da tempo coltivato e prossimo alla realizzazione, dello skate-park, dovremmo allora fermarci a qualche considerazione in più che non sia il nostro interesse individuale, chiuso, privato.
Come Amministrazione Comunale siamo consapevoli di dover prendere decisioni che non accontentano i desideri di tutti e ci sentiamo la grande responsabilità di compiere scelte alla luce dei valori che riteniamo giusti. Vogliamo includere i ragazzi in un progetto di sviluppo della comunità che tenga conto anche delle loro esigenze. Tutti siamo o siamo stati giovani e molti di noi sono genitori: sappiamo che la tranquillità è anche avere i ragazzi vicino, non confinati ai margini del paese dove non sarebbero visibili.
Vorremmo condividere con i giovani gli spazi della città, co-progettarli con loro, potere confrontarci anche sul tema del rispetto reciproco e delle regole della convivenza, ragionare di sicurezza ascoltando le loro proposte, ma non ci spaventano i loro rumori, non ci infastidiscono la musica, le risate, il movimento. Crediamo che sia ora di finirla di sparare sentenze sul mondo giovanile senza accoglierlo e farsene carico, come comunità civile, anche tollerando quando non ne abbiamo voglia. Le ragazze e i ragazzi di Novellara devono sentire intorno adulti credibili, responsabili, positivi, che sanno fare spazio a loro nella città, fisicamente. Hanno voglia di sentire adulti e anziani potere divertirsi ancora, appassionati di vita e non di indifferenza. Imiteranno i modelli che si trovano davanti. Crediamo che la gente debba sentire i figli degli altri un po’ come se fossero i propri: richiamandoli se necessario, segnalando situazioni pericolose per i giovani stessi e sostenendo la genitorialità in momenti difficili come questo con una rete di relazioni attente, non diffidenti.
Ragazze e ragazzi hanno bisogno in primo luogo di essere visti, non guardati, messi in evidenza nelle scelte amministrative, oggetto di opportunità, non di giudizio.
Agnese Vezzani
Credo che siano dichiarazioni molto tristi e che debbano far riflettere tutti gli abitanti di Novellara.
Quando allora si parla del progetto, da tempo coltivato e prossimo alla realizzazione, dello skate-park, dovremmo allora fermarci a qualche considerazione in più che non sia il nostro interesse individuale, chiuso, privato.
Come Amministrazione Comunale siamo consapevoli di dover prendere decisioni che non accontentano i desideri di tutti e ci sentiamo la grande responsabilità di compiere scelte alla luce dei valori che riteniamo giusti. Vogliamo includere i ragazzi in un progetto di sviluppo della comunità che tenga conto anche delle loro esigenze. Tutti siamo o siamo stati giovani e molti di noi sono genitori: sappiamo che la tranquillità è anche avere i ragazzi vicino, non confinati ai margini del paese dove non sarebbero visibili.
Vorremmo condividere con i giovani gli spazi della città, co-progettarli con loro, potere confrontarci anche sul tema del rispetto reciproco e delle regole della convivenza, ragionare di sicurezza ascoltando le loro proposte, ma non ci spaventano i loro rumori, non ci infastidiscono la musica, le risate, il movimento. Crediamo che sia ora di finirla di sparare sentenze sul mondo giovanile senza accoglierlo e farsene carico, come comunità civile, anche tollerando quando non ne abbiamo voglia. Le ragazze e i ragazzi di Novellara devono sentire intorno adulti credibili, responsabili, positivi, che sanno fare spazio a loro nella città, fisicamente. Hanno voglia di sentire adulti e anziani potere divertirsi ancora, appassionati di vita e non di indifferenza. Imiteranno i modelli che si trovano davanti. Crediamo che la gente debba sentire i figli degli altri un po’ come se fossero i propri: richiamandoli se necessario, segnalando situazioni pericolose per i giovani stessi e sostenendo la genitorialità in momenti difficili come questo con una rete di relazioni attente, non diffidenti.
Ragazze e ragazzi hanno bisogno in primo luogo di essere visti, non guardati, messi in evidenza nelle scelte amministrative, oggetto di opportunità, non di giudizio.
Agnese Vezzani
lunedì 17 maggio 2010
I "pasdaran" della rivoluzione federalista
Era assolutamente prevedibile il comportamento della Lega Nord di Novellara a seguito del consiglio comunale aperto sulla scuola pubblica che si è tenuto l’11 maggio scorso: dopo essere rimasti in assoluto silenzio per tutta la durata del consiglio, facendo una pessima figura nei confronti del pubblico presente e dell’istituzione che essi rappresentano, rifiutando il confronto sul piano dei contenuti anche se più volte sollecitati, i soliti Melli e Russotto se ne escono a posteriori con un comunicato stampa con il quale accusano la maggioranza di dire falsità in modo demagogico, di usare un clima da stadio, di aver inscenato una sorta di “annozero” con l’intento (addirittura) di contrastare “l’ascesa delle forze di centro-destra”.
Ma ci facciano il piacere!
Perché non si sono confrontati con noi in Consiglio Comunale? Perché non hanno detto chiaramente, di fronte ai loro concittadini, quello che davvero pensano della scuola pubblica e dei tagli ad essa perpetrati dal governo di Roma?
Noi, l’altra sera, abbiamo espresso senza timore le nostre posizioni sull’argomento, abbiamo illustrato chiaramente la nostra idea di scuola. Una scuola pubblica basata sulla tolleranza e sulla costituzione, una scuola pluralista, che dia a tutti la possibilità di arrivare ai più alti livelli dell’istruzione, indipendentemente dalla classe sociale e dal patrimonio di famiglia.
Al contrario di ciò che dice la Lega (a proposito di falsità, da che pulpito viene la predica), noi i dati li abbiamo forniti: abbiamo ricordato che ad oggi il nostro Istituto Comprensivo vanta crediti attivi nei confronti dello stato per circa 160.000€, abbiamo informato che il prossimo anno gli studenti delle elementari di Novellara di prima e seconda elementare andranno a scuola per 27 ore anziché per le 30 dell’anno scorso, abbiamo detto che spariranno le compresenze, che le attività formative di arricchimento saranno sempre più pagate con i soldi dei privati e dell’amministrazione comunale, e altro ancora.
Altro che demagogia. Queste sono verità inconfutabili!
Questi signori invece ogni giorno si propongono a gran voce come difensori unici della gente comune e del territorio, sbandierano ai quattro venti la loro assoluta autenticità, gridano contro le istituzioni centraliste inneggiando al federalismo, e poi sulla scuola pubblica si contraddicono appoggiando la Gelmini, Tremonti e i mancati trasferimenti da parte del governo centrale!
E’ una vergogna!
Ma forse questo loro nervosismo è anche un po’ comprensibile. Probabilmente hanno capito che con questo modo di fare politica che rende assolutamente evidenti quelle che sono le contraddizioni loro e del loro partito, l’ascesa delle forze del centro-destra se la stanno contrastando da soli, in casa propria. E noi staremo volentieri a guardare!
Ma ci facciano il piacere!
Perché non si sono confrontati con noi in Consiglio Comunale? Perché non hanno detto chiaramente, di fronte ai loro concittadini, quello che davvero pensano della scuola pubblica e dei tagli ad essa perpetrati dal governo di Roma?
Noi, l’altra sera, abbiamo espresso senza timore le nostre posizioni sull’argomento, abbiamo illustrato chiaramente la nostra idea di scuola. Una scuola pubblica basata sulla tolleranza e sulla costituzione, una scuola pluralista, che dia a tutti la possibilità di arrivare ai più alti livelli dell’istruzione, indipendentemente dalla classe sociale e dal patrimonio di famiglia.
Al contrario di ciò che dice la Lega (a proposito di falsità, da che pulpito viene la predica), noi i dati li abbiamo forniti: abbiamo ricordato che ad oggi il nostro Istituto Comprensivo vanta crediti attivi nei confronti dello stato per circa 160.000€, abbiamo informato che il prossimo anno gli studenti delle elementari di Novellara di prima e seconda elementare andranno a scuola per 27 ore anziché per le 30 dell’anno scorso, abbiamo detto che spariranno le compresenze, che le attività formative di arricchimento saranno sempre più pagate con i soldi dei privati e dell’amministrazione comunale, e altro ancora.
Altro che demagogia. Queste sono verità inconfutabili!
Questi signori invece ogni giorno si propongono a gran voce come difensori unici della gente comune e del territorio, sbandierano ai quattro venti la loro assoluta autenticità, gridano contro le istituzioni centraliste inneggiando al federalismo, e poi sulla scuola pubblica si contraddicono appoggiando la Gelmini, Tremonti e i mancati trasferimenti da parte del governo centrale!
E’ una vergogna!
Ma forse questo loro nervosismo è anche un po’ comprensibile. Probabilmente hanno capito che con questo modo di fare politica che rende assolutamente evidenti quelle che sono le contraddizioni loro e del loro partito, l’ascesa delle forze del centro-destra se la stanno contrastando da soli, in casa propria. E noi staremo volentieri a guardare!
mercoledì 12 maggio 2010
Consiglio comunale aperto sulla scuola
La mozione di Uniti per Novellara è stata approvata dal gruppo di maggioranza e dal Partito dei Comunisti Italiani. La Lega Nord, completamente disinteressata al dibattito, ha votato insieme al Pdl contro la mozione, tra lo sdegno del pubblico presente.
Novellara (RE), 12 maggio 2010 – La sala del Consiglio non era mai stata così gremita per un Consiglio Comunale. In tanti genitori ed operatori della scuola pubblica hanno voluto partecipare ieri sera al confronto aperto proposto attraverso una mozione dal gruppo di maggioranza Uniti per Novellara.
La mozione, presentata dall’Assessore alla Scuola Stefano Mazzi ha voluto rendere noti i provvedimenti attuati dalla riforma Gelmini che ha comportato un grave indebolimento della qualità dell’offerta della scuola pubblica. Partendo dai tagli attuati dalla Finanziaria 2010 alla scuola pubblica si è arrivati a presentare le difficoltà economiche ed organizzative della scuola pubblica novellarese. A fronte di mancati trasferimenti da parte dello Stato, la scuola ha risposto con l’impegno di tutti: dei genitori, delle insegnati, delle associazioni locali oltre al sostegno, anche economico da parte del Comune.
“Sprechi ed inefficienze sono stati già eliminati” ha affermato il Sindaco Raul Daoli lanciando un appello “La scuola oggi è una risposta fondamentale alla mancanza della famiglia, alla crescita del disagio. La scuola pubblica è un valore che dobbiamo rilanciare sui cui è necessario investire. Promuoviamo insieme e portiamo avanti questa iniziativa cosicché questa mozione sia conosciuta tra la gente”.
“Crediamo nella necessità di investire nella scuola, perché soltanto in questo modo si potrà garantire un futuro alle nuove generazioni, ai nostri figli. Solo educando e formando una nuova classe dirigente, potremo uscire dalla crisi che ci attanaglia” ha affermato Mazzi invitando tutto il Consiglio Comunale a “prendere una posizione chiara e forte contro i tagli alla scuola pubblica, supportare in tutti i modi le scuole presenti sul nostro territorio e chiedere che ci si adoperi per sostenere il diritto allo studio, così come sancito dalla nostra Costituzione”.
“Altro risvolto critico della riforma riguarda la possibilità di assolvere all’obbligo scolastico mediante prestazioni lavorative in aziende private” ha aggiunto l’assessore al Welfare Maria Ghizzi. “Questo mina il diritto allo studio sancito dalla Costituzione che promuove pari opportunità di accesso all’istruzione, dividendo i cittadini a seconda delle capacità economiche. Ma sorprende anche l’atteggiamento dei consiglieri leghisti sedicenti difensori dell’autonomia territoriale, che in ogni occasione avvallano provvedimenti che minano uno dei primi servizi vicini alle persone”. La Lega Nord infatti, non ha preso parte al dibattito, dimostrando un totale disinteressamento ai problemi legati a tante famiglie, ad oltre 1.100 alunni e decine di operatori scolastici, mentre Fantinati per la Lista Insieme PdL ha richiamato gli emendamenti richiesti al bilancio di previsione 2010 che, proprio per non smentire la loro presa di posizione, prevedeva anche un aumento del contributo alle scuole private.
La consigliera Agnese Vezzani ha presentato le molteplici difficoltà e tagli attuati alle scuole di Novellara: “Ad un occhio esterno tutto sembra procedere secondo le solite persone, i soliti orari, i soliti “programmi”. Ma non è così. C’è stato un obbligo, imposto dall’alto, di modificare qualcosa che funzionava già, l’organizzazione è cambiata e ha colpito gli arricchimenti formativi, le eccellenze del nostro territorio e della nostra scuola, sia alla scuola primaria che secondaria: le risorse economiche per attuare il Piano dell’offerta Formativa sono state tagliate del 33%, sono state tagliate le ore dedicate agli approfondimenti, l’anno scorso erano 145 a settimana nella scuola don Milani e 21 nella scuola di S. Giovanni. Quest’anno le ore sono scese a 98 per settimana, cioè 47 ore settimanali in meno da spendere con gli alunni, per i loro bisogni di apprendimento. 1551 ore di formazione all’anno in meno. A S. Giovanni erano 21 le ore dedicate a recuperi ed approfondimenti. Ora sono 16 ore a settimana, 5 in meno dell’anno scorso ogni settimana, 165 in un anno” la consigliera ha inoltre spiegato che: “Oltre al taglio di ore, la situazione finanziaria dell’Istituto non permette il pagamento delle supplenze, quindi le docenti hanno deciso di coprire le assenze offrendo la loro disponibilità in fasce orarie diverse da quelle del normale orario di servizio, ma questa disponibilità non è dovuta, è stata una scelta etica, di volontariato professionale, per impedire di dividere le classi e far spostare i bambini in piccoli gruppi”.
La consigliera Milena Saccani Vezzani e l’assessore alle Opere Pubbliche Gelosini hanno esposto gli interventi del Comune, proprio su richiesta di un genitore presente in sala. Nel 2009 per la messa in sicurezza della scuola elementare del capoluogo il Comune ha speso 250 mila euro, oltre 90 mila euro per la nuova pavimentazione e impermeabilizzazione della Palestra. Saranno invece messi a cantiere quest’estate nuovi lavori per la realizzazione dell’impianto elettrico, di riscaldamento e controsoffitto per circa 400 mila euro nella scuola media, oltre a delle migliorie antisismiche nella scuola elementare per oltre 145 mila euro. Per la sistemazione delle aree esterne nelle scuole dell’infanzia sono stati spesi quasi 70 mila euro negli anni scorsi.
La debole opposizione delle minoranze si è caratterizzata soprattutto nel non volere nemmeno esprimere o proporre un modello per la scuola novellarese, anche se più volte sollecitati dal pubblico presente. La consigliera Vezzani allora ha infine esposto l’idea del modello scolastico che il gruppo di maggioranza sostiene, intervento apprezzato e lungamente applaudito dal pubblico presente.
La mozione, che sarà inviata al Ministro della Pubblica Istruzione e a tutte gli altri Comuni e associazioni con cui Novellara è in contatto ha ottenuto il parere favorevole di tutta la maggioranza e di Rubes Codeluppi dei Comunisti Italiani, mentre PdL e Lega Nord hanno votato contro.
Novellara (RE), 12 maggio 2010 – La sala del Consiglio non era mai stata così gremita per un Consiglio Comunale. In tanti genitori ed operatori della scuola pubblica hanno voluto partecipare ieri sera al confronto aperto proposto attraverso una mozione dal gruppo di maggioranza Uniti per Novellara.
La mozione, presentata dall’Assessore alla Scuola Stefano Mazzi ha voluto rendere noti i provvedimenti attuati dalla riforma Gelmini che ha comportato un grave indebolimento della qualità dell’offerta della scuola pubblica. Partendo dai tagli attuati dalla Finanziaria 2010 alla scuola pubblica si è arrivati a presentare le difficoltà economiche ed organizzative della scuola pubblica novellarese. A fronte di mancati trasferimenti da parte dello Stato, la scuola ha risposto con l’impegno di tutti: dei genitori, delle insegnati, delle associazioni locali oltre al sostegno, anche economico da parte del Comune.
“Sprechi ed inefficienze sono stati già eliminati” ha affermato il Sindaco Raul Daoli lanciando un appello “La scuola oggi è una risposta fondamentale alla mancanza della famiglia, alla crescita del disagio. La scuola pubblica è un valore che dobbiamo rilanciare sui cui è necessario investire. Promuoviamo insieme e portiamo avanti questa iniziativa cosicché questa mozione sia conosciuta tra la gente”.
“Crediamo nella necessità di investire nella scuola, perché soltanto in questo modo si potrà garantire un futuro alle nuove generazioni, ai nostri figli. Solo educando e formando una nuova classe dirigente, potremo uscire dalla crisi che ci attanaglia” ha affermato Mazzi invitando tutto il Consiglio Comunale a “prendere una posizione chiara e forte contro i tagli alla scuola pubblica, supportare in tutti i modi le scuole presenti sul nostro territorio e chiedere che ci si adoperi per sostenere il diritto allo studio, così come sancito dalla nostra Costituzione”.
“Altro risvolto critico della riforma riguarda la possibilità di assolvere all’obbligo scolastico mediante prestazioni lavorative in aziende private” ha aggiunto l’assessore al Welfare Maria Ghizzi. “Questo mina il diritto allo studio sancito dalla Costituzione che promuove pari opportunità di accesso all’istruzione, dividendo i cittadini a seconda delle capacità economiche. Ma sorprende anche l’atteggiamento dei consiglieri leghisti sedicenti difensori dell’autonomia territoriale, che in ogni occasione avvallano provvedimenti che minano uno dei primi servizi vicini alle persone”. La Lega Nord infatti, non ha preso parte al dibattito, dimostrando un totale disinteressamento ai problemi legati a tante famiglie, ad oltre 1.100 alunni e decine di operatori scolastici, mentre Fantinati per la Lista Insieme PdL ha richiamato gli emendamenti richiesti al bilancio di previsione 2010 che, proprio per non smentire la loro presa di posizione, prevedeva anche un aumento del contributo alle scuole private.
La consigliera Agnese Vezzani ha presentato le molteplici difficoltà e tagli attuati alle scuole di Novellara: “Ad un occhio esterno tutto sembra procedere secondo le solite persone, i soliti orari, i soliti “programmi”. Ma non è così. C’è stato un obbligo, imposto dall’alto, di modificare qualcosa che funzionava già, l’organizzazione è cambiata e ha colpito gli arricchimenti formativi, le eccellenze del nostro territorio e della nostra scuola, sia alla scuola primaria che secondaria: le risorse economiche per attuare il Piano dell’offerta Formativa sono state tagliate del 33%, sono state tagliate le ore dedicate agli approfondimenti, l’anno scorso erano 145 a settimana nella scuola don Milani e 21 nella scuola di S. Giovanni. Quest’anno le ore sono scese a 98 per settimana, cioè 47 ore settimanali in meno da spendere con gli alunni, per i loro bisogni di apprendimento. 1551 ore di formazione all’anno in meno. A S. Giovanni erano 21 le ore dedicate a recuperi ed approfondimenti. Ora sono 16 ore a settimana, 5 in meno dell’anno scorso ogni settimana, 165 in un anno” la consigliera ha inoltre spiegato che: “Oltre al taglio di ore, la situazione finanziaria dell’Istituto non permette il pagamento delle supplenze, quindi le docenti hanno deciso di coprire le assenze offrendo la loro disponibilità in fasce orarie diverse da quelle del normale orario di servizio, ma questa disponibilità non è dovuta, è stata una scelta etica, di volontariato professionale, per impedire di dividere le classi e far spostare i bambini in piccoli gruppi”.
La consigliera Milena Saccani Vezzani e l’assessore alle Opere Pubbliche Gelosini hanno esposto gli interventi del Comune, proprio su richiesta di un genitore presente in sala. Nel 2009 per la messa in sicurezza della scuola elementare del capoluogo il Comune ha speso 250 mila euro, oltre 90 mila euro per la nuova pavimentazione e impermeabilizzazione della Palestra. Saranno invece messi a cantiere quest’estate nuovi lavori per la realizzazione dell’impianto elettrico, di riscaldamento e controsoffitto per circa 400 mila euro nella scuola media, oltre a delle migliorie antisismiche nella scuola elementare per oltre 145 mila euro. Per la sistemazione delle aree esterne nelle scuole dell’infanzia sono stati spesi quasi 70 mila euro negli anni scorsi.
La debole opposizione delle minoranze si è caratterizzata soprattutto nel non volere nemmeno esprimere o proporre un modello per la scuola novellarese, anche se più volte sollecitati dal pubblico presente. La consigliera Vezzani allora ha infine esposto l’idea del modello scolastico che il gruppo di maggioranza sostiene, intervento apprezzato e lungamente applaudito dal pubblico presente.
La mozione, che sarà inviata al Ministro della Pubblica Istruzione e a tutte gli altri Comuni e associazioni con cui Novellara è in contatto ha ottenuto il parere favorevole di tutta la maggioranza e di Rubes Codeluppi dei Comunisti Italiani, mentre PdL e Lega Nord hanno votato contro.
lunedì 10 maggio 2010
Giornata nazionale della bicicletta
È stato un vero piacere ieri mattina vedere la partecipazione di tanta gente a questa bella iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente e dall'ANCI e alla quale abbiamo aderito anche noi, come comune di Novellara, insieme a centinaia di altri comuni in tutta Italia.
Mi preme quindi come prima cosa ringraziare tutte le associazioni che hanno aderito e hanno aiutato nell’organizzazione di questa giornata, 9PedAli – GGEV – Jogging Team Paterlini – Gruppo Podistico AVIS – Proloco – Auser – Volontari del Bicibus, nonché i Vigili Urbani e tutti i dipendenti del comune che si sono adoperati per la perfetta riuscita della manifestazione.
L’entusiasmo delle famiglie e dei bambini è stato grande e prezioso. E così, nonostante il tempo inclemente ci abbia regalato anche qualche goccia di pioggia, dalle 9:30 della mattina un gruppo rumoroso e festante composto da circa un centinaio di ciclisti ha pedalato per le vie del centro, per la prima volta libere dalle auto, scoprendo gli itinerari tracciati dalle linee del BiciBus.
Una bella mattinata dedicata alla bicicletta e all’ambiente che sono convinto che anche tutti gli altri cittadini di Novellara, che normalmente la domenica si ritrovano sotto i portici della nostra bellissima piazza, hanno potuto apprezzare vivendo una sensazione nuova, di pace e di tranquillità, all’interno del loro centro storico.
In occasione di questo evento infatti abbiamo deciso di chiudere al traffico motorizzato il centro storico e i viali adiacenti creando così una zona franca compresa tra via Costituzione e la via Provinciale a completa disposizione dei ciclisti e di tutti coloro che sentivano il bisogno di godersi una domenica pedalando o camminando per le strade in tutta sicurezza.
E’ ovvio comunque che questa non è la soluzione a tutti i problemi; non si può pensare che una sola giornata sia sufficiente a risolvere il problema del traffico, dell’inquinamento, della sicurezza stradale; ma nonostante questo, visto l’entusiasmo e la grande partecipazione, mi piace pensare che questa iniziativa sia l’inizio di un nuovo corso, un momento di visibilità importante che ci permetterà di aprire la strada ad un nuovo modo di vivere la città, più sano, più ecologico e sostenibile.
La nostra amministrazione sta facendo grandi sforzi nella direzione della sostenibilità e abbiamo in cantiere alcuni progetti di ciclabilità che speriamo, con l’aiuto dei nostri concittadini, di riuscire a portare avanti.
Dico con l’aiuto dei nostri concittadini perché a prescindere dai progetti e dagli investimenti che l’amministrazione metterà in cantiere, c’è bisogno anche di maturare una nuova cultura della mobilità e della ciclabilità.
Noi infatti viviamo in un’area che offre grandissime risorse alla mobilità ciclabile; abbiamo un territorio pianeggiante, abbiamo le valli, e quindi credo che utilizzare il più possibile la bicicletta anziché l’auto per gli spostamenti all’interno della città oltre che essere di aiuto alla città stessa, possa diventare anche un vero piacere per tutti.
Concludo perciò con un invito alla riflessione: ogni volta che dovete uscire di casa per fare qualche commissione e decidete di prendete l’auto, provate a fermarvi un’attimo e pensate se ne avete davvero la necessità, pensate se quello che dovete fare non sia possibile farlo anche in bicicletta…E agite di conseguenza
Stefano Mazzi
Consigliere e Assessore
Comune di Novellara
Mi preme quindi come prima cosa ringraziare tutte le associazioni che hanno aderito e hanno aiutato nell’organizzazione di questa giornata, 9PedAli – GGEV – Jogging Team Paterlini – Gruppo Podistico AVIS – Proloco – Auser – Volontari del Bicibus, nonché i Vigili Urbani e tutti i dipendenti del comune che si sono adoperati per la perfetta riuscita della manifestazione.
L’entusiasmo delle famiglie e dei bambini è stato grande e prezioso. E così, nonostante il tempo inclemente ci abbia regalato anche qualche goccia di pioggia, dalle 9:30 della mattina un gruppo rumoroso e festante composto da circa un centinaio di ciclisti ha pedalato per le vie del centro, per la prima volta libere dalle auto, scoprendo gli itinerari tracciati dalle linee del BiciBus.
Una bella mattinata dedicata alla bicicletta e all’ambiente che sono convinto che anche tutti gli altri cittadini di Novellara, che normalmente la domenica si ritrovano sotto i portici della nostra bellissima piazza, hanno potuto apprezzare vivendo una sensazione nuova, di pace e di tranquillità, all’interno del loro centro storico.
In occasione di questo evento infatti abbiamo deciso di chiudere al traffico motorizzato il centro storico e i viali adiacenti creando così una zona franca compresa tra via Costituzione e la via Provinciale a completa disposizione dei ciclisti e di tutti coloro che sentivano il bisogno di godersi una domenica pedalando o camminando per le strade in tutta sicurezza.
E’ ovvio comunque che questa non è la soluzione a tutti i problemi; non si può pensare che una sola giornata sia sufficiente a risolvere il problema del traffico, dell’inquinamento, della sicurezza stradale; ma nonostante questo, visto l’entusiasmo e la grande partecipazione, mi piace pensare che questa iniziativa sia l’inizio di un nuovo corso, un momento di visibilità importante che ci permetterà di aprire la strada ad un nuovo modo di vivere la città, più sano, più ecologico e sostenibile.
La nostra amministrazione sta facendo grandi sforzi nella direzione della sostenibilità e abbiamo in cantiere alcuni progetti di ciclabilità che speriamo, con l’aiuto dei nostri concittadini, di riuscire a portare avanti.
Dico con l’aiuto dei nostri concittadini perché a prescindere dai progetti e dagli investimenti che l’amministrazione metterà in cantiere, c’è bisogno anche di maturare una nuova cultura della mobilità e della ciclabilità.
Noi infatti viviamo in un’area che offre grandissime risorse alla mobilità ciclabile; abbiamo un territorio pianeggiante, abbiamo le valli, e quindi credo che utilizzare il più possibile la bicicletta anziché l’auto per gli spostamenti all’interno della città oltre che essere di aiuto alla città stessa, possa diventare anche un vero piacere per tutti.
Concludo perciò con un invito alla riflessione: ogni volta che dovete uscire di casa per fare qualche commissione e decidete di prendete l’auto, provate a fermarvi un’attimo e pensate se ne avete davvero la necessità, pensate se quello che dovete fare non sia possibile farlo anche in bicicletta…E agite di conseguenza
Stefano Mazzi
Consigliere e Assessore
Comune di Novellara
lunedì 3 maggio 2010
La Lega Nord contro la tangenziale!
Ancora una volta la Lega Nord novellarese punta il dito con false e gravi accuse verso l’amministrazione comunale di Novellara. Il diverbio è sorto nel Consiglio Comunale di Giovedì 29
Aprile in seguito all’approvazione di un accordo di pianificazione con la società C.I.L.A. Accordo già in essere dal 16/04/2004 e che ora, in prossimità dell’avvio dei lavori per il III° stralcio della Tangenziale, si è chiesto di confermarlo per poter procedere all’ acquisizione delle aree della CILA. In base a questo accordo (sottoscritto dalle parti ai sensi dell’art. 18 della L.R. n.20/2000 e dell’art. 11 della L.n.241/1990), che il consigliere Melli ha definito “atto illegale”, la ditta CILA si impegnava e si obbligava a cedere gratuitamente i terreni occorrenti per la realizzazione della Tangenziale nord di Novellara a fronte dell’impegno del Comune di procedere alla variazione della pianificazione operativa comunale e di chiedere quindi alla Provincia la variazione del Piano Territoriale Provinciale. In caso di mancato adeguamento del Piano Territoriale da parte della Provincia , il Comune si impegnava, in questo atto di accordo, al pagamento del corrispettivo dell’area ceduta da Cila e dei danni subiti. I Consiglieri della Lega continuano a travisare i fatti e a leggere gli atti a loro modo, come già successo per i dati relativi ai Servizi Sociali e alle cifre del bilancio. E ora in questo accordo tra CILA e Comune parlano di “SCAMBIO DI FAVORI”. Niente di tutto ciò! Niente atti illegali, niente scambi di favori!!! E’ un normale atto di accordo. E’ tutto trasparente e alla luce del sole, infatti è passato tutto dal Consiglio Comunale. Riteniamo molto gravi queste insinuazioni nei confronti dell’amministrazione comunale e verso l’operato e la credibilità di assessori e consiglieri di maggioranza. Sarebbe il caso che le opposizioni si documentassero prima di “sparare sentenze” e di offendere l’operato altrui! Siamo alle solite affermazioni propagandistiche tipiche della Lega Nord e del loro modo becero di fare politica. Si sono anche permessi di minacciare: “prima non ci siamo riusciti, ma questa volta ci riusciremo!”. Riusciranno a fare cosa?! A mettere i bastoni tra le ruote e ad impedire la Tangenziale, opera attesa ormai da tempo dalla cittadinanza?! Vorremmo ricordare che tutti i ricorsi fatti contro la realizzazione della tangenziale sono stati rigettati dagli organi competenti, con l’unico risultato di rallentare i lavori facendo lievitare i costi dell’opera e in più si sono pagate considerevoli spese legali. Questo dimostra che si è sempre operato nel rispetto delle norme, e se si hanno dei dubbi sulla legittimità di alcuni atti forse sarebbe meglio cercare le risposte rivolgendosi agli uffici competenti, il bene del paese viene sicuramente prima di qualsiasi propaganda politica.
Quando un anno fa eravamo in campagna elettorale non sembravano queste però le loro
intenzioni. Certo, se no se li sarebbero sognati i voti che hanno preso! Questa è la loro coerenza e trasparenza!
Gruppo UNITI PER NOVELLARA
Aprile in seguito all’approvazione di un accordo di pianificazione con la società C.I.L.A. Accordo già in essere dal 16/04/2004 e che ora, in prossimità dell’avvio dei lavori per il III° stralcio della Tangenziale, si è chiesto di confermarlo per poter procedere all’ acquisizione delle aree della CILA. In base a questo accordo (sottoscritto dalle parti ai sensi dell’art. 18 della L.R. n.20/2000 e dell’art. 11 della L.n.241/1990), che il consigliere Melli ha definito “atto illegale”, la ditta CILA si impegnava e si obbligava a cedere gratuitamente i terreni occorrenti per la realizzazione della Tangenziale nord di Novellara a fronte dell’impegno del Comune di procedere alla variazione della pianificazione operativa comunale e di chiedere quindi alla Provincia la variazione del Piano Territoriale Provinciale. In caso di mancato adeguamento del Piano Territoriale da parte della Provincia , il Comune si impegnava, in questo atto di accordo, al pagamento del corrispettivo dell’area ceduta da Cila e dei danni subiti. I Consiglieri della Lega continuano a travisare i fatti e a leggere gli atti a loro modo, come già successo per i dati relativi ai Servizi Sociali e alle cifre del bilancio. E ora in questo accordo tra CILA e Comune parlano di “SCAMBIO DI FAVORI”. Niente di tutto ciò! Niente atti illegali, niente scambi di favori!!! E’ un normale atto di accordo. E’ tutto trasparente e alla luce del sole, infatti è passato tutto dal Consiglio Comunale. Riteniamo molto gravi queste insinuazioni nei confronti dell’amministrazione comunale e verso l’operato e la credibilità di assessori e consiglieri di maggioranza. Sarebbe il caso che le opposizioni si documentassero prima di “sparare sentenze” e di offendere l’operato altrui! Siamo alle solite affermazioni propagandistiche tipiche della Lega Nord e del loro modo becero di fare politica. Si sono anche permessi di minacciare: “prima non ci siamo riusciti, ma questa volta ci riusciremo!”. Riusciranno a fare cosa?! A mettere i bastoni tra le ruote e ad impedire la Tangenziale, opera attesa ormai da tempo dalla cittadinanza?! Vorremmo ricordare che tutti i ricorsi fatti contro la realizzazione della tangenziale sono stati rigettati dagli organi competenti, con l’unico risultato di rallentare i lavori facendo lievitare i costi dell’opera e in più si sono pagate considerevoli spese legali. Questo dimostra che si è sempre operato nel rispetto delle norme, e se si hanno dei dubbi sulla legittimità di alcuni atti forse sarebbe meglio cercare le risposte rivolgendosi agli uffici competenti, il bene del paese viene sicuramente prima di qualsiasi propaganda politica.
Quando un anno fa eravamo in campagna elettorale non sembravano queste però le loro
intenzioni. Certo, se no se li sarebbero sognati i voti che hanno preso! Questa è la loro coerenza e trasparenza!
Gruppo UNITI PER NOVELLARA
lunedì 26 aprile 2010
Le strumentalizzazioni del 25 aprile
Il consigliere della Lega Nord Mauro Melli tramite il quotidiano l’Informazione ci fa oggi sapere di aver partecipato alle celebrazioni del 25 aprile in piazza Unità d’Italia e, dopo aver gradito le frasi in dialetto (ma guarda un po’!) recitate dai ragazzi delle medie, di essersene andato con l’amaro in bocca non appena il sindaco ha “parlato delle politiche razziste messe in atto dal governo”. Alla fine del pezzo poi, si legge anche della sua convinzione che sul 25 aprile i cittadini che votano centrosinistra non la pensino allo stesso modo del sindaco e dei partiti che lo sostengono.
Ecco che ancora una volta la Lega non si smentisce e cerca qualsiasi appiglio, evento o occasione per lanciare polemiche gratuite con il solito linguaggio nazional-populista.
In tutta coscienza mi sento di suggerire a Melli un atteggiameno un po’ più rispettoso della ricorrenza del 25 aprile e soprattutto di non utilizzarla in modo strumentale per fini propagandistici.
Forse il Melli non ricorda che nel 1994, all’epoca del suo primo governo, a chi gli chiese se avrebbe festeggiato il 25 aprile Berlusconi rispose: “Nessuna festa! Io sarò a lavorare come in tutti gli altri giorni!”, e che subito dopo il senatore Bossi, contrapponendosi fortemente a quello che oggi è diventato il padrone assoluto del centrodestra, parlò delle profonde radici antifasciste della Lega?
Si offende Melli perché nel suo discorso il sindaco Daoli parla di episodi di razzismo da parte della Lega? E come dovremmo allora chiamare la proposta di istituire negli autobus posti riservati agli italiani, venuta da esponenti di livello nazionale del suo partito? In Sudafrica questa pratica si chiamava “apartheid”. E questo forse non era razzismo?
E che dire invece di chi vuole la “ pulizia etnica nei confronti dei bambini zingari” (Gentilini), oppure di chi pensa che “ci sono etnie che hanno una maggiore predisposizione a delinquere” (Calderoli)? Non sembra a Melli che, malgrado i suoi colleghi di partito vogliano farci credere si tratti solamente di folklore, frasi come queste denotino invece una chiara espressione di atteggiamenti razzisti? Le leggi razziali del 1938 sono state una infamia nella nostra storia e ricordare solennemente le migliaia di giovani che hanno dato la vita sulle montagne contro il fascismo significa anche, implicitamente, essere profondamente antirazzisti.
Stia perciò tranquillo il consigliere Melli, ma questa parte di cittadini di cui lui tanto si impegna a intuire i pensieri ha ben chiaro quello che è l’effettivo significato della festa del 25 aprile e sa che innanzi tutto il 25 aprile è la festa della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, e questo a prescindere dal fatto che Melli sia in piazza a celebrare e ad applaudire, oppure se ne stia a casa a rimuginare sulle contraddizioni sue e del suo partito.
Stefano Mazzi
Consigliere e Assessore
Comune di Novellara
Ecco che ancora una volta la Lega non si smentisce e cerca qualsiasi appiglio, evento o occasione per lanciare polemiche gratuite con il solito linguaggio nazional-populista.
In tutta coscienza mi sento di suggerire a Melli un atteggiameno un po’ più rispettoso della ricorrenza del 25 aprile e soprattutto di non utilizzarla in modo strumentale per fini propagandistici.
Forse il Melli non ricorda che nel 1994, all’epoca del suo primo governo, a chi gli chiese se avrebbe festeggiato il 25 aprile Berlusconi rispose: “Nessuna festa! Io sarò a lavorare come in tutti gli altri giorni!”, e che subito dopo il senatore Bossi, contrapponendosi fortemente a quello che oggi è diventato il padrone assoluto del centrodestra, parlò delle profonde radici antifasciste della Lega?
Si offende Melli perché nel suo discorso il sindaco Daoli parla di episodi di razzismo da parte della Lega? E come dovremmo allora chiamare la proposta di istituire negli autobus posti riservati agli italiani, venuta da esponenti di livello nazionale del suo partito? In Sudafrica questa pratica si chiamava “apartheid”. E questo forse non era razzismo?
E che dire invece di chi vuole la “ pulizia etnica nei confronti dei bambini zingari” (Gentilini), oppure di chi pensa che “ci sono etnie che hanno una maggiore predisposizione a delinquere” (Calderoli)? Non sembra a Melli che, malgrado i suoi colleghi di partito vogliano farci credere si tratti solamente di folklore, frasi come queste denotino invece una chiara espressione di atteggiamenti razzisti? Le leggi razziali del 1938 sono state una infamia nella nostra storia e ricordare solennemente le migliaia di giovani che hanno dato la vita sulle montagne contro il fascismo significa anche, implicitamente, essere profondamente antirazzisti.
Stia perciò tranquillo il consigliere Melli, ma questa parte di cittadini di cui lui tanto si impegna a intuire i pensieri ha ben chiaro quello che è l’effettivo significato della festa del 25 aprile e sa che innanzi tutto il 25 aprile è la festa della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, e questo a prescindere dal fatto che Melli sia in piazza a celebrare e ad applaudire, oppure se ne stia a casa a rimuginare sulle contraddizioni sue e del suo partito.
Stefano Mazzi
Consigliere e Assessore
Comune di Novellara
venerdì 9 aprile 2010
La scuola pubblica organo centrale della democrazia
Io credo che uno dei principali obiettivi che la scuola moderna deve porsi è quello di contribuire alla formazione dei cittadini, ovvero di preparare persone oneste e leali che in futuro possano ambire a diventare la nuova classe dirigente del paese (e la crisi degli ultimi anni dimostra quanto sia grande il bisogno di onestà e lealtà nei vari settori, dalla politica all’industria, dalla finanza allo sport), oppure che possano offrire la propria opera e il proprio impegno alla collettività in modo dignitoso e competente. E tutto questo nel rispetto dell’art.34 della Costituzione che cita: ”La scuola è aperta a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Per questo motivo la scuola deve essere sostenuta, difesa e soprattutto messa nelle condizioni di svolgere il proprio compito nel miglior modo possibile. La formazione delle nuove leve deve essere considerata una priorità. Occorre puntare sull'educazione e sull’innovazione, stabilizzando i rapporti di lavoro e rendendo sicure e decorose le strutture e gli edifici scolastici. Oggi invece assistiamo ad un attacco alla scuola pubblica che non ha precedenti nella storia repubblicana. Il governo italiano, guidato da un imprenditore senza scrupoli sceso in politica con l’unico scopo di difendere i propri interessi, adducendo la motivazione della riduzione dei costi e degli sprechi con una mano taglia a colpi di accetta i contributi alle scuole pubbliche frequentate dai nostri figli, e con l’altra mano li gira sottobanco alle scuole private. Nel lontano 1950 Piero Calamandrei, durante il congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale, pronunciò un famoso discorso che, riletto oggi, dimostra tutta la sua grande attualità. Ne consiglio la lettura ( http://www.forumscuole.it/rete-scuole/in-archivio/documenti/calamA4.rtf/view ) a tutti coloro che si occupano di politica, ma anche ai lavoratori della scuola e ai genitori che, come il sottoscritto, hanno a cuore le sorti della scuola pubblica italiana.
Stefano Mazzi
Consigliere e Assessore
Comune di Novellara
Stefano Mazzi
Consigliere e Assessore
Comune di Novellara
venerdì 2 aprile 2010
La "cultura" della destra nostrana
Ed ecco che per non smentire la sua vera natura il gruppo consiliare di minoranza Pdl-Lega Nord di Novellara continua nella subdola operazione di cecchinaggio nei confronti dell'amministrazione comunale sollevando, in modo tanto pretestuoso quanto indecente, polemiche e polveroni laddove non c'è assolutamente motivo.
La loro strategia ormai la conosciamo bene: ogni atto che l'amministrazione comunale compie viene immancabilmente preso a spunto per lanciare nei suoi confronti violente offensive mediatiche che fanno uso di toni che nulla hanno a che vedere con la normale dialettica politica, ma che al contrario hanno l’unico obiettivo di strappare il consenso dell’opinione pubblica facendo leva sui soliti e continui ritornelli ai quali ci hanno ormai da tempo abituato.
Avanti pure con questo modo becero di fare politica. Anziché cercare il confronto democratico sui contenuti e sui programmi, questi signori mirano a distruggere qualsiasi forma di dialogo utilizzando una comunicazione martellante e reiterata impregnata di frasi fatte e falsità evidenti.
E così abbiamo visto nascere sotto i nostri occhi i falsi casi del sito internet, delle spese per la convenzione con l’unione dei comuni, dell’asfaltatura delle strade, della rotonda di via Ponte Forca, delle fontane, della spezieria dei gesuiti, del crocefisso … e chi più ne ha più ne metta.
Nonché da ultimo la recente polemica sulla delibera di giunta che si prefigge lo scopo di promuovere il patrimonio culturale della città mediante la valorizzazione di alcuni antichi documenti reperiti nel nostro archivio storico, dove sono conservati libri e documenti di valore inestimabile … ma evidentemente la destra vede la cultura solo come uno spreco, un’inutile spesa; probabilmente per loro gli esseri umani non hanno nessuna necessità di arricchirsi anche interiormente oltre che nel portafoglio.
Se analizziamo gli emendamenti al bilancio che hanno presentato nella seduta del consiglio comunale del 25 marzo scopriamo quanto sia vera quest’ultima considerazione.
Le minoranze hanno proposto infatti un aumento del capitolo destinato alle spese di mantenimento del canile di 20.000 euro, ipotizzando quindi di far accollare al Comune di Novellara spese che in ogni caso devono essere concordate e ripartite con altri 12 comuni reggiani convenzionati con questo servizio intercomunale.
Altro esempio simbolo di questa volontà di far solo della polemica è dimostrata dalla richiesta di aumento dei contributi alle scuole parrocchiali, senza citare però la decisione della Giunta di mantenere invariate le tariffe sui servizi scolastici pubblici, di prorogare le misure straordinarie a sostegno dei servizi scolastici comunali, statali, parrocchiali e convenzionati per le famiglie in difficoltà economica, nonchè il sostegno dato alla costruzione della scuola d’infanzia di S. Maria.
Una ulteriore incapacità di lettura e visione generale è affermata anche dalla loro volontà di ottenere degli utili dalla Novellara Servizi ancor prima che il suo bilancio sia chiuso.
Infine, come volevasi dimostrare, hanno proposto di tagliare diverse spese destinate alla cultura ed ai giovani: si preoccupano di tappare qualche buca in più e tagliano il centro giovani e i servizi d’eccellenza come la nostra biblioteca, vissuta da tantissime famiglie e giovani studenti, il Museo, che di recente proprio grazie a importanti investimenti, è stato uno dei pochi a ricevere il riconoscimento di Museo di Qualità dalla Regione e che da questo fatto otterrà rinnovato impulso per un turismo locale di qualità.
La loro strategia ormai la conosciamo bene: ogni atto che l'amministrazione comunale compie viene immancabilmente preso a spunto per lanciare nei suoi confronti violente offensive mediatiche che fanno uso di toni che nulla hanno a che vedere con la normale dialettica politica, ma che al contrario hanno l’unico obiettivo di strappare il consenso dell’opinione pubblica facendo leva sui soliti e continui ritornelli ai quali ci hanno ormai da tempo abituato.
Avanti pure con questo modo becero di fare politica. Anziché cercare il confronto democratico sui contenuti e sui programmi, questi signori mirano a distruggere qualsiasi forma di dialogo utilizzando una comunicazione martellante e reiterata impregnata di frasi fatte e falsità evidenti.
E così abbiamo visto nascere sotto i nostri occhi i falsi casi del sito internet, delle spese per la convenzione con l’unione dei comuni, dell’asfaltatura delle strade, della rotonda di via Ponte Forca, delle fontane, della spezieria dei gesuiti, del crocefisso … e chi più ne ha più ne metta.
Nonché da ultimo la recente polemica sulla delibera di giunta che si prefigge lo scopo di promuovere il patrimonio culturale della città mediante la valorizzazione di alcuni antichi documenti reperiti nel nostro archivio storico, dove sono conservati libri e documenti di valore inestimabile … ma evidentemente la destra vede la cultura solo come uno spreco, un’inutile spesa; probabilmente per loro gli esseri umani non hanno nessuna necessità di arricchirsi anche interiormente oltre che nel portafoglio.
Se analizziamo gli emendamenti al bilancio che hanno presentato nella seduta del consiglio comunale del 25 marzo scopriamo quanto sia vera quest’ultima considerazione.
Le minoranze hanno proposto infatti un aumento del capitolo destinato alle spese di mantenimento del canile di 20.000 euro, ipotizzando quindi di far accollare al Comune di Novellara spese che in ogni caso devono essere concordate e ripartite con altri 12 comuni reggiani convenzionati con questo servizio intercomunale.
Altro esempio simbolo di questa volontà di far solo della polemica è dimostrata dalla richiesta di aumento dei contributi alle scuole parrocchiali, senza citare però la decisione della Giunta di mantenere invariate le tariffe sui servizi scolastici pubblici, di prorogare le misure straordinarie a sostegno dei servizi scolastici comunali, statali, parrocchiali e convenzionati per le famiglie in difficoltà economica, nonchè il sostegno dato alla costruzione della scuola d’infanzia di S. Maria.
Una ulteriore incapacità di lettura e visione generale è affermata anche dalla loro volontà di ottenere degli utili dalla Novellara Servizi ancor prima che il suo bilancio sia chiuso.
Infine, come volevasi dimostrare, hanno proposto di tagliare diverse spese destinate alla cultura ed ai giovani: si preoccupano di tappare qualche buca in più e tagliano il centro giovani e i servizi d’eccellenza come la nostra biblioteca, vissuta da tantissime famiglie e giovani studenti, il Museo, che di recente proprio grazie a importanti investimenti, è stato uno dei pochi a ricevere il riconoscimento di Museo di Qualità dalla Regione e che da questo fatto otterrà rinnovato impulso per un turismo locale di qualità.
venerdì 26 marzo 2010
Emendata la mozione Pdl-Lega sulle foibe (*)
Come prima cosa vorrei esprimere un concetto: “La storia, in quanto tale, non può essere né interpretata né tanto meno cambiata”.
Questo concetto, a mio parere, vale soprattutto quando si ha a che fare con un preciso disegno politico che si prefigge lo scopo esclusivo di fare la solita propaganda da campagna elettorale.
Io penso invece che il nostro dovere di cittadini e amministratori sia quello di approcciare la storia con estremo rispetto, certamente con passione, ma anche con grande lucidità e raziocinio.
Dobbiamo tutti quanti sforzarci di analizzare i fatti e gli accadimenti del passato in modo asettico e razionale senza lasciarci coinvolgere emotivamente, ma non possiamo commettere l’errore di estrapolare questi fatti dal contesto storico e dall’ambiente dove essi sono avvenuti.
Voi che avete presentato questa mozione volete ricordare la tragedia delle foibe e chiedete al consiglio di intitolare una via a questo fatto storico adducendo la motivazione, per la verità un po’ debole, che a Novellara, a differenza di altri comuni, non esistono vie con questo nome.
Ma io vi domando: credete davvero che questo livello di approfondimento sia sufficiente come motivazione per intitolare una via e per ricordare una vicenda storica così complessa? Lo dite anche voi nella vostra mozione: la legge N. 92 del 30 marzo 2004 istituisce il Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.
Io credo che oggi chi vuole provare seriamente a capire qualcosa su quanto accaduto sul confine orientale dopo l’8 settembre del ’43, deve avere l’onestà intellettuale di ragionare anche su cosa hanno significato per quelle terre i 20 anni precedenti di dominazione fascista, di snazionalizzazione forzata e di occupazione militare e civile (Mussolini pontificava sulla necessità di sacrificare 500.000 barbari slavi per fare posto a 50.000 italiani), nonché sugli eccidi e le rappresaglie perpetrate dai nazisti con l’aiuto dei collaborazionisti italiani e che hanno causato 17.000 vittime nella sola Istria.
Non si possono fare analisi storiche su fatti complessi in modo così superficiale. Questa superficialità sembra dettata e guidata dalla assurdità di certe ultime fiction televisive che romanzano questi tragici fatti e che ci presentano gli italiani come gli unici buoni e le uniche vittime di quella vicenda, mentre gli slavi sono dipinti immancabilmente come barbari e carnefici. Ma la storia non è una fiction televisiva. E quindi la proposta contenuta nel mio emendamento è quella di rimandare qualsiasi iniziativa del comune incentrata sul ricordo dei fatti del confine orientale ad una apposita commissione o gruppo di studio che possa approfondire l’argomento in modo serio, e solo in una seconda fase procedere eventualmente all’intitolazione motivata di una via o ad altra iniziativa analoga.
(*) Intervento del consigliere Stefano Mazzi in presentazione dell'emendamento.
Questo concetto, a mio parere, vale soprattutto quando si ha a che fare con un preciso disegno politico che si prefigge lo scopo esclusivo di fare la solita propaganda da campagna elettorale.
Io penso invece che il nostro dovere di cittadini e amministratori sia quello di approcciare la storia con estremo rispetto, certamente con passione, ma anche con grande lucidità e raziocinio.
Dobbiamo tutti quanti sforzarci di analizzare i fatti e gli accadimenti del passato in modo asettico e razionale senza lasciarci coinvolgere emotivamente, ma non possiamo commettere l’errore di estrapolare questi fatti dal contesto storico e dall’ambiente dove essi sono avvenuti.
Voi che avete presentato questa mozione volete ricordare la tragedia delle foibe e chiedete al consiglio di intitolare una via a questo fatto storico adducendo la motivazione, per la verità un po’ debole, che a Novellara, a differenza di altri comuni, non esistono vie con questo nome.
Ma io vi domando: credete davvero che questo livello di approfondimento sia sufficiente come motivazione per intitolare una via e per ricordare una vicenda storica così complessa? Lo dite anche voi nella vostra mozione: la legge N. 92 del 30 marzo 2004 istituisce il Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.
Io credo che oggi chi vuole provare seriamente a capire qualcosa su quanto accaduto sul confine orientale dopo l’8 settembre del ’43, deve avere l’onestà intellettuale di ragionare anche su cosa hanno significato per quelle terre i 20 anni precedenti di dominazione fascista, di snazionalizzazione forzata e di occupazione militare e civile (Mussolini pontificava sulla necessità di sacrificare 500.000 barbari slavi per fare posto a 50.000 italiani), nonché sugli eccidi e le rappresaglie perpetrate dai nazisti con l’aiuto dei collaborazionisti italiani e che hanno causato 17.000 vittime nella sola Istria.
Non si possono fare analisi storiche su fatti complessi in modo così superficiale. Questa superficialità sembra dettata e guidata dalla assurdità di certe ultime fiction televisive che romanzano questi tragici fatti e che ci presentano gli italiani come gli unici buoni e le uniche vittime di quella vicenda, mentre gli slavi sono dipinti immancabilmente come barbari e carnefici. Ma la storia non è una fiction televisiva. E quindi la proposta contenuta nel mio emendamento è quella di rimandare qualsiasi iniziativa del comune incentrata sul ricordo dei fatti del confine orientale ad una apposita commissione o gruppo di studio che possa approfondire l’argomento in modo serio, e solo in una seconda fase procedere eventualmente all’intitolazione motivata di una via o ad altra iniziativa analoga.
(*) Intervento del consigliere Stefano Mazzi in presentazione dell'emendamento.
martedì 23 marzo 2010
Il voto dei cattolici
Dice il cardinale Bagnasco: “La difesa della vita umana innanzitutto dal delitto incommensurabile dell’aborto in tutte le sue forme, è uno dei valori non negoziabili in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali.”
Quindi Bagnasco e le gerarchie ecclesiastiche la loro scelta di campo in relazione al voto per la regione Lazio l’hanno già fatta. E ovviamente l’hanno "consigliata" anche ai loro fedeli.
E' però alquanto singolare il fatto che non si esprimono nello stesso modo nei confronti della difesa della vita degli stranieri e dei migranti i quali fuggono da situazioni di guerra, di fame, di disperazione e vengono nel nostro paese inseguendo il sogno di una vita migliore, di un posto sicuro dove poter allevare i propri figli.
Non sono anche questi valori non negoziabili in base ai quali i cattolici dovrebbero votare?
Perché Bagnasco non dà indicazioni di voto anche nei confronti della Lega Nord che vuole “bombardare i barconi degli immigrati al largo delle nostre coste”, oppure “sterminare i bambini degli zingari che vanno a rubare dagli anziani”, oppure “punire 10 immigrati per ogni torto fatto ad un cittadino italiano”?
E' forse perchè la Lega raccoglie le firme in "difesa" del crocefisso?
Quindi Bagnasco e le gerarchie ecclesiastiche la loro scelta di campo in relazione al voto per la regione Lazio l’hanno già fatta. E ovviamente l’hanno "consigliata" anche ai loro fedeli.
E' però alquanto singolare il fatto che non si esprimono nello stesso modo nei confronti della difesa della vita degli stranieri e dei migranti i quali fuggono da situazioni di guerra, di fame, di disperazione e vengono nel nostro paese inseguendo il sogno di una vita migliore, di un posto sicuro dove poter allevare i propri figli.
Non sono anche questi valori non negoziabili in base ai quali i cattolici dovrebbero votare?
Perché Bagnasco non dà indicazioni di voto anche nei confronti della Lega Nord che vuole “bombardare i barconi degli immigrati al largo delle nostre coste”, oppure “sterminare i bambini degli zingari che vanno a rubare dagli anziani”, oppure “punire 10 immigrati per ogni torto fatto ad un cittadino italiano”?
E' forse perchè la Lega raccoglie le firme in "difesa" del crocefisso?
lunedì 22 marzo 2010
Sulla rotatoria di via Ponte Forca
Novellara (RE), 22 marzo 2010 – E’ evidente il tentativo da parte dei consiglieri comunali d’opposizione di appoggiare “l’appropriazione indebita” del consigliere provinciale Roggero del merito della realizzazione della rotonda tra la variante S.p. 3 Bagnolo-Novellara e la S.p. 68 “strada ponte Forca”.
“E’ alquanto ambiguo il plauso dei consiglieri della Lega Nord per la realizzazione della rotonda tanto attesa dai cittadini delle frazioni di San Giovanni e Santa Maria quando proprio loro tra i proponimenti annunciati nel programma elettorale non fanno alcun riferimento a questi interventi viari” afferma il gruppo di maggioranza Uniti per Novellara a seguito delle affermazioni della Lega Nord di Novellara “Oltretutto come forza politica nella scorsa legislatura non hanno mai fatto nulla per ostacolare le mosse ostruzionistiche di alcuni privati. Ora si vogliono prendere il merito di questa rotonda?”.
Inoltre il capogruppo Giancarlo Taschini ricorda che l’amministrazione comunale è sempre stata in prima linea: “Il 28 marzo del 2006 il Sindaco Daoli organizzò un incontro con commercianti e cittadini delle frazioni proprio per la richiesta di modificare la progettazione della strada e in quella sede si prese la responsabilità e formale impegno di trovare un’adeguata soluzione tecnica in grado di tener conto delle loro esigenze, portando avanti tavoli di progettazione per trovare la soluzione da proporre al consiglio provinciale” e poi prosegue “Dovrebbero trattenersi con queste affermazioni perché sempre e solo l’amministrazione comunale ha investito, già nel 2008, sulle frazioni facendo realizzare uno studio progettuale di riqualificazione per rendere i centri abitati e le zone commerciali più vivaci e fruibili anche a seguito del declassamento che subirà l’attuale strada provinciale”.
“E’ alquanto ambiguo il plauso dei consiglieri della Lega Nord per la realizzazione della rotonda tanto attesa dai cittadini delle frazioni di San Giovanni e Santa Maria quando proprio loro tra i proponimenti annunciati nel programma elettorale non fanno alcun riferimento a questi interventi viari” afferma il gruppo di maggioranza Uniti per Novellara a seguito delle affermazioni della Lega Nord di Novellara “Oltretutto come forza politica nella scorsa legislatura non hanno mai fatto nulla per ostacolare le mosse ostruzionistiche di alcuni privati. Ora si vogliono prendere il merito di questa rotonda?”.
Inoltre il capogruppo Giancarlo Taschini ricorda che l’amministrazione comunale è sempre stata in prima linea: “Il 28 marzo del 2006 il Sindaco Daoli organizzò un incontro con commercianti e cittadini delle frazioni proprio per la richiesta di modificare la progettazione della strada e in quella sede si prese la responsabilità e formale impegno di trovare un’adeguata soluzione tecnica in grado di tener conto delle loro esigenze, portando avanti tavoli di progettazione per trovare la soluzione da proporre al consiglio provinciale” e poi prosegue “Dovrebbero trattenersi con queste affermazioni perché sempre e solo l’amministrazione comunale ha investito, già nel 2008, sulle frazioni facendo realizzare uno studio progettuale di riqualificazione per rendere i centri abitati e le zone commerciali più vivaci e fruibili anche a seguito del declassamento che subirà l’attuale strada provinciale”.
sabato 13 marzo 2010
Il fallimento delle politiche sociali della Lega
A Milano, il 13 febbraio scorso Ahmed, un giovane pizzaiolo di nazionalità egiziana, è stato ucciso a coltellate da un gruppo di coetanei sudamericani per futili motivi. A questo tragico fatto di cronaca sono seguite oltre 4 ore di rivolta e devastazione, con tanto di auto rovesciate e vetrine in frantumi, causate da un centinaio di suoi connazionali i quali, forse per rabbia o per insofferenza nei confronti dei vigili e della polizia, hanno messo il quartiere a ferro e fuoco, gridando frasi minacciose in arabo anche nei confronti degli italiani. Italiani che a loro volta, dalle finestre dei palazzi, hanno lanciato oggetti e insulti al passaggio della massa dei giovani nordafricani.
La sera stessa, il deputato europeo, nonché capogruppo leghista al comune, Matteo Salvini, ha apertamente parlato di “situazione di emergenza” in via Padova e ha chiesto “controlli ed espulsioni casa per piano, piano per piano”. Il vicesindaco De Corato invece ha parlato della grande “difficoltà a governare l’immigrazione a causa del numero inaccettabile di cittadini extracomunitari presenti in città”.
Adesso, a qualche settimana di distanza dai fatti di via Padova, che conclusioni si possono trarre? La violenza e il degrado in cui versano le periferie urbane delle grandi città sono davvero causati dalla presenza di un numero troppo alto di cittadini immigrati? Sono questi ultimi, in quanto “brutti, sporchi e cattivi”, i veri e soli responsabili? E poi, è davvero impossibile ottenere l’integrazione tra le diverse etnie e culture?
Per dare una risposta a questi interrogativi facciamo un attimo mente locale e proviamo a riflettere su qual è stato il colore politico che ha governato Milano negli ultimi 20 anni e quali sono state le reali politiche sociali e di integrazione portate avanti dall’amministrazione comunale. Negli ultimi anni i cittadini hanno assistito impotenti al lento e progressivo abbandono delle periferie urbane da parte delle istituzioni. Le scuole pubbliche sono state lasciate sole di fronte a classi sempre più numerose e multietniche mentre quelle private dei quartieri “bene” hanno prosperato. Gli spazi sociali e culturali per giovani e anziani sono stati chiusi. Sono venute a meno le politiche di inclusione sociale e il senso di solitudine dei cittadini, italiani e stranieri, si è amplificato.
E la Lega cosa ha fatto (e cosa fa) per contrastare tutto questo? Quali politiche ha messo in campo per evitare il verificarsi di altre situazioni analoghe a quelle di via Padova?
Nessuna! La Lega utilizza il suo ormai ben noto linguaggio nazional-popolare, basato su frasi fatte e sicuramente ad effetto, per criminalizzare gli immigrati e gli emarginati, contribuendo così a far nascere nei cittadini un forte senso di paura e di insicurezza che li spinge a vedere nella diversità degli altri una possibile minaccia. E non fa assolutamente nulla per favorire l’integrazione sociale e la multiculturalità anzi, al contrario, vuole farci credere che rendere la vita impossibile agli stranieri nel nostro paese porterà ad una sostanziale riduzione del fenomeno dell’immigrazione e del degrado urbano delle periferie, come se le due cose fossero collegate tra loro.
E che dire poi della “tolleranza zero” o della “repressione dura” che, quasi sempre quando si verificano episodi di violenza grave o di microcriminalità, vengono richieste a gran voce non soltanto dai cittadini esasperati, ma anche da coloro che hanno responsabilità di governo e quindi doveri istituzionali? E’ veramente questa la ricetta giusta?
Oppure dobbiamo lavorare su altre basi e con ben altri presupposti come, ad esempio, ha semplicemente fatto notare don Piero Cecchi, parroco della zona teatro degli scontri di via Padova: ''Se invece di 300 militari avessero mandato 150 militari e 150 educatori di strada avrebbero risolto molti più problemi della città e non solo del nostro quartiere''.
Ecco, a Novellara, in questo nostro piccolo laboratorio di provincia, noi stiamo cercando di realizzare proprio questo. Le nostre politiche sociali tendono a favorire l’integrazione, l’inclusione e la partecipazione di tutti alla vita pubblica. Il nostro è un progetto, certamente ambizioso e difficile, ma che ha già dato risultati importanti e visibili intorno a noi e nella vita di tutti i giorni, che parte dalla consapevolezza che i fenomeni sociali devono essere governati in un modo intelligente, che è necessario portare e incentivare i servizi dove questi mancano, piuttosto che tagliarli dove essi funzionano, che è meglio prevenire ed educare piuttosto che curare e reprimere.
In questi obiettivi che perseguiamo con forza risiede tutta la nostra diversità da questa destra populista e intollerante, da questa Lega che sta tentando, con ogni mezzo, di distruggere quelle conquiste sociali che i nostri genitori e i nostri nonni, anche a prezzo della loro stessa vita, hanno costruito negli anni e che noi vogliamo lasciare in eredità alle nuove generazioni.
Per questo, cari concittadini, vi chiediamo di stare dalla nostra parte, di supportare le nostre idee e le nostre azioni. Non lasciate passivamente che rubino il nostro futuro. Non lasciate i nostri figli nelle loro mani…!!!
La sera stessa, il deputato europeo, nonché capogruppo leghista al comune, Matteo Salvini, ha apertamente parlato di “situazione di emergenza” in via Padova e ha chiesto “controlli ed espulsioni casa per piano, piano per piano”. Il vicesindaco De Corato invece ha parlato della grande “difficoltà a governare l’immigrazione a causa del numero inaccettabile di cittadini extracomunitari presenti in città”.
Adesso, a qualche settimana di distanza dai fatti di via Padova, che conclusioni si possono trarre? La violenza e il degrado in cui versano le periferie urbane delle grandi città sono davvero causati dalla presenza di un numero troppo alto di cittadini immigrati? Sono questi ultimi, in quanto “brutti, sporchi e cattivi”, i veri e soli responsabili? E poi, è davvero impossibile ottenere l’integrazione tra le diverse etnie e culture?
Per dare una risposta a questi interrogativi facciamo un attimo mente locale e proviamo a riflettere su qual è stato il colore politico che ha governato Milano negli ultimi 20 anni e quali sono state le reali politiche sociali e di integrazione portate avanti dall’amministrazione comunale. Negli ultimi anni i cittadini hanno assistito impotenti al lento e progressivo abbandono delle periferie urbane da parte delle istituzioni. Le scuole pubbliche sono state lasciate sole di fronte a classi sempre più numerose e multietniche mentre quelle private dei quartieri “bene” hanno prosperato. Gli spazi sociali e culturali per giovani e anziani sono stati chiusi. Sono venute a meno le politiche di inclusione sociale e il senso di solitudine dei cittadini, italiani e stranieri, si è amplificato.
E la Lega cosa ha fatto (e cosa fa) per contrastare tutto questo? Quali politiche ha messo in campo per evitare il verificarsi di altre situazioni analoghe a quelle di via Padova?
Nessuna! La Lega utilizza il suo ormai ben noto linguaggio nazional-popolare, basato su frasi fatte e sicuramente ad effetto, per criminalizzare gli immigrati e gli emarginati, contribuendo così a far nascere nei cittadini un forte senso di paura e di insicurezza che li spinge a vedere nella diversità degli altri una possibile minaccia. E non fa assolutamente nulla per favorire l’integrazione sociale e la multiculturalità anzi, al contrario, vuole farci credere che rendere la vita impossibile agli stranieri nel nostro paese porterà ad una sostanziale riduzione del fenomeno dell’immigrazione e del degrado urbano delle periferie, come se le due cose fossero collegate tra loro.
E che dire poi della “tolleranza zero” o della “repressione dura” che, quasi sempre quando si verificano episodi di violenza grave o di microcriminalità, vengono richieste a gran voce non soltanto dai cittadini esasperati, ma anche da coloro che hanno responsabilità di governo e quindi doveri istituzionali? E’ veramente questa la ricetta giusta?
Oppure dobbiamo lavorare su altre basi e con ben altri presupposti come, ad esempio, ha semplicemente fatto notare don Piero Cecchi, parroco della zona teatro degli scontri di via Padova: ''Se invece di 300 militari avessero mandato 150 militari e 150 educatori di strada avrebbero risolto molti più problemi della città e non solo del nostro quartiere''.
Ecco, a Novellara, in questo nostro piccolo laboratorio di provincia, noi stiamo cercando di realizzare proprio questo. Le nostre politiche sociali tendono a favorire l’integrazione, l’inclusione e la partecipazione di tutti alla vita pubblica. Il nostro è un progetto, certamente ambizioso e difficile, ma che ha già dato risultati importanti e visibili intorno a noi e nella vita di tutti i giorni, che parte dalla consapevolezza che i fenomeni sociali devono essere governati in un modo intelligente, che è necessario portare e incentivare i servizi dove questi mancano, piuttosto che tagliarli dove essi funzionano, che è meglio prevenire ed educare piuttosto che curare e reprimere.
In questi obiettivi che perseguiamo con forza risiede tutta la nostra diversità da questa destra populista e intollerante, da questa Lega che sta tentando, con ogni mezzo, di distruggere quelle conquiste sociali che i nostri genitori e i nostri nonni, anche a prezzo della loro stessa vita, hanno costruito negli anni e che noi vogliamo lasciare in eredità alle nuove generazioni.
Per questo, cari concittadini, vi chiediamo di stare dalla nostra parte, di supportare le nostre idee e le nostre azioni. Non lasciate passivamente che rubino il nostro futuro. Non lasciate i nostri figli nelle loro mani…!!!
venerdì 12 marzo 2010
La tutela delle frontiere
La tutela delle frontiere prevale sul diritto allo studio. La sicurezza è più importante dei bambini.
Questo è quello che ci insegna la sentenza della Cassazione che ha sancito ieri la leggittimità dell’espulsione di un genitore “clandestino” anche se con figli che vanno a scuola in Italia.
E ovviamente alla sentenza dei giudici ha fatto immediatamente seguito il plauso entusiasta della ministra Gelmini: “La scuola italiana è pronta ad accogliere i bambini in difficoltà e a supportarli in un percorso educativo che li prepari e li formi perchè il nostro sistema d’istruzione ha sempre incluso e mai escluso, e le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli. La legge è chiara e va rispettata. Per questo i giudici hanno ragione quando affermano che si finirebbe col legittimare l’inserimento di famiglie di clandestini strumentalizzando l’infanzia”.
E allora ben venga questa sentenza che condanna coloro che si sono macchiati dell’ignobile colpa di essere genitori clandestini ma ne tutela i figli permettendo loro di finire gli studi in Italia e ringraziamo tutti quanti la ministra per la sua magnanimità e lungimiranza!
Ma questa ministra sceriffo ha una minima idea su chi sono quei bambini di cui sta parlando in modo così tanto impersonale? Non pensa che siano anche loro esseri umani bisognosi di attenzione, di cura e di affetto da parte dei genitori? Non capisce, lei che tra l’altro è in dolce attesa, che un domani questi bambini potranno essere i compagni di scuola o di gioco della figlia? Ma no, non lo capisce di certo perché molto probabilmente la figlia quando avrà l’età scolare sarà iscritta ad una di quelle scuole private lombarde che si fregiano del fatto di essere “irraggiungibili” per le famiglie di extracomunitari, e non alla scuola pubblica che lei stessa sta contribuendo a distruggere.
Invece noi cittadini comuni cosa dovremmo pensare di tutta questa storia? Riflettiamo pure sul significato di questa sentenza che sembra che non ci tocchi personalmente in quanto la nostra condizione sociale è lontana anni luce dal concetto di clandestinità, ma che però si abbatte sulle nostre coscienze come un macigno. Abbiamo noi il coraggio di dire ai nostri figli che stiamo cacciando da casa i genitori dei loro amici perché non sono degni di stare in mezzo a noi “società civile”, e che questi amici, che oggi riempiono la loro esistenza, a scuola, nel gioco, nello sport, quando poi diventeranno grandi saranno anche loro cacciati via di casa e dal nostro paese come cani rognosi? Ma che razza di bestie siamo diventati?
E le gerarchie ecclesiastiche non hanno niente da dire su questa sentenza? Non sono loro che in tutti questi secoli ci hanno insegnato che il Cristo è amore e che il Cristianesimo è la religione dell’accoglienza? Come possono oggi tollerare in silenzio la grande disumanità di queste leggi fatte dagli uomini che distruggono le famiglie e minano alla base i diritti dei bambini? Fatevi avanti porporati signori, alzatevi in piedi e gridate forte tutta la vostra indignazione nei confronti di coloro che governano questo paese anche in nome vostro e rinnegano continuamente gli insegnamenti del vangelo che voi professate!
Questo è quello che ci insegna la sentenza della Cassazione che ha sancito ieri la leggittimità dell’espulsione di un genitore “clandestino” anche se con figli che vanno a scuola in Italia.
E ovviamente alla sentenza dei giudici ha fatto immediatamente seguito il plauso entusiasta della ministra Gelmini: “La scuola italiana è pronta ad accogliere i bambini in difficoltà e a supportarli in un percorso educativo che li prepari e li formi perchè il nostro sistema d’istruzione ha sempre incluso e mai escluso, e le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli. La legge è chiara e va rispettata. Per questo i giudici hanno ragione quando affermano che si finirebbe col legittimare l’inserimento di famiglie di clandestini strumentalizzando l’infanzia”.
E allora ben venga questa sentenza che condanna coloro che si sono macchiati dell’ignobile colpa di essere genitori clandestini ma ne tutela i figli permettendo loro di finire gli studi in Italia e ringraziamo tutti quanti la ministra per la sua magnanimità e lungimiranza!
Ma questa ministra sceriffo ha una minima idea su chi sono quei bambini di cui sta parlando in modo così tanto impersonale? Non pensa che siano anche loro esseri umani bisognosi di attenzione, di cura e di affetto da parte dei genitori? Non capisce, lei che tra l’altro è in dolce attesa, che un domani questi bambini potranno essere i compagni di scuola o di gioco della figlia? Ma no, non lo capisce di certo perché molto probabilmente la figlia quando avrà l’età scolare sarà iscritta ad una di quelle scuole private lombarde che si fregiano del fatto di essere “irraggiungibili” per le famiglie di extracomunitari, e non alla scuola pubblica che lei stessa sta contribuendo a distruggere.
Invece noi cittadini comuni cosa dovremmo pensare di tutta questa storia? Riflettiamo pure sul significato di questa sentenza che sembra che non ci tocchi personalmente in quanto la nostra condizione sociale è lontana anni luce dal concetto di clandestinità, ma che però si abbatte sulle nostre coscienze come un macigno. Abbiamo noi il coraggio di dire ai nostri figli che stiamo cacciando da casa i genitori dei loro amici perché non sono degni di stare in mezzo a noi “società civile”, e che questi amici, che oggi riempiono la loro esistenza, a scuola, nel gioco, nello sport, quando poi diventeranno grandi saranno anche loro cacciati via di casa e dal nostro paese come cani rognosi? Ma che razza di bestie siamo diventati?
E le gerarchie ecclesiastiche non hanno niente da dire su questa sentenza? Non sono loro che in tutti questi secoli ci hanno insegnato che il Cristo è amore e che il Cristianesimo è la religione dell’accoglienza? Come possono oggi tollerare in silenzio la grande disumanità di queste leggi fatte dagli uomini che distruggono le famiglie e minano alla base i diritti dei bambini? Fatevi avanti porporati signori, alzatevi in piedi e gridate forte tutta la vostra indignazione nei confronti di coloro che governano questo paese anche in nome vostro e rinnegano continuamente gli insegnamenti del vangelo che voi professate!
giovedì 11 marzo 2010
La solita tecnica della destra
Ai consiglieri Mauro Melli della Lega Nord e Cristina Fantinati del Pdl risulta estremamente difficile comprendere i costi sostenuti dal Comune di Novellara per la gestione del servizio segreteria e finanziario dell’Unione Bassa Reggiana, già espressi in modo dettagliato durante il Consiglio Comunale del 28 gennaio scorso. E dire che più di una volta si sono dichiarati "esperti" nella lettura dei bilanci.....
Sono da smentire categoricamente i loro dati ripresi anche dalla stampa locale. Il Comune di Novellara per gestire per conto dell’Unione il servizio finanziario e di segreteria spenderà 7.950 euro, agli altri comuni, in base all’importo della spesa corrente del bilancio annuale 2010 spetteranno la ripartizione dei 44.898 euro restanti.
“Desidero tranquillizzare tutta la cittadinanza che potrebbe allarmarsi dalla lettura viziata dei dati pubblicati dai consiglieri di minoranza” afferma il Sindaco Raul Daoli “che continuano nella loro opera di denigrazione e diffamazione a mezzo stampa, come nei casi del sito web, della spezieria, del palasport, che ormai si commentano da soli. I costi di gestione generali del servizio segreteria, ragioneria, protocollo e finanziario dell’Unione sono addirittura inferiori al 7% del suo bilancio complessivo. Vi sfido a portare qualsiasi bilancio di un ente pubblico con dati migliori. L’Unione Bassa Reggiana è nata proprio per rafforzare e svolgere insieme in modo efficace ed efficiente servizi comuni senza appaltarli o farli gestire esternamente, come in questo caso specifico. Grazie all’Unione tutti gli otto comuni associati stanno ottenendo importanti risparmi sulla gestione dei servizi, garantendo inoltre un maggior accesso ai contributi regionali”.
Sono da smentire categoricamente i loro dati ripresi anche dalla stampa locale. Il Comune di Novellara per gestire per conto dell’Unione il servizio finanziario e di segreteria spenderà 7.950 euro, agli altri comuni, in base all’importo della spesa corrente del bilancio annuale 2010 spetteranno la ripartizione dei 44.898 euro restanti.
“Desidero tranquillizzare tutta la cittadinanza che potrebbe allarmarsi dalla lettura viziata dei dati pubblicati dai consiglieri di minoranza” afferma il Sindaco Raul Daoli “che continuano nella loro opera di denigrazione e diffamazione a mezzo stampa, come nei casi del sito web, della spezieria, del palasport, che ormai si commentano da soli. I costi di gestione generali del servizio segreteria, ragioneria, protocollo e finanziario dell’Unione sono addirittura inferiori al 7% del suo bilancio complessivo. Vi sfido a portare qualsiasi bilancio di un ente pubblico con dati migliori. L’Unione Bassa Reggiana è nata proprio per rafforzare e svolgere insieme in modo efficace ed efficiente servizi comuni senza appaltarli o farli gestire esternamente, come in questo caso specifico. Grazie all’Unione tutti gli otto comuni associati stanno ottenendo importanti risparmi sulla gestione dei servizi, garantendo inoltre un maggior accesso ai contributi regionali”.
mercoledì 10 marzo 2010
Sul decreto salva-liste
Il messaggio che il potere politico ci ha trasmesso nell'ultimo ventennio è tanto forte quanto devastante: chi è al comando può permettersi tutto! Sempre, ovunque e comunque! Alla faccia della democrazia e dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Questo ultimo e vergognoso atto al quale stiamo assistendo in questi giorni, il cosiddetto decreto salva-liste, rappresenta solamente la coda di quel lento processo di sgretolamento dei valori democratici, iniziato agli inizi degli anni novanta e che ci sta immancabilmente portando verso la deriva istituzionale a tutti i livelli. E fino ad oggi questo processo è stato purtroppo possibile grazie all'indebolimento della spinta propulsiva di quelle che un tempo venivano chiamate "idee forza". E' nato, cresciuto, si è alimentato, trovando terreno fertile nella scomparsa della passione politica, sia tra i giovani che tra i meno giovani, ma soprattutto nella superficialità e indifferenza della gente.
Scriveva ieri Alberto Burgio sul Manifesto: Dall'inizio degli anni Novanta si è costruito un sistema che favorisce la prepotenza del più forte. In politica, con maggioritario e federalismo contro pluralismo e solidarietà. Nella società, con la guerra neoliberista contro il lavoro. Sul piano internazionale, con l'imperialismo delle «guerre umanitarie». Berlusconi ha enormi responsabilità, ma in un contesto diverso non avrebbe potuto fare i danni che ha fatto. La storia però non comincia vent'anni fa. È più lunga e si vendica con chi la rimuove. L'Italia è unita da appena 150 anni, è una (fragile) democrazia da meno di 70 ed è stata il laboratorio del fascismo europeo. Tutto ciò non va dimenticato poiché riflette caratteri profondi della nostra storia nazionale, in primo luogo il particolarismo delle élites e la scarsa educazione democratica dei ceti medi. ..... La situazione somiglia a quella creatasi nel 1924 all'indomani del delitto Matteotti. Allora il regime nascente (anch'esso capeggiato da transfughi socialisti) vacillò e rischiò di crollare. Mussolini giocò il tutto per tutto, optò per il colpo di forza e vinse. Da quel momento il fascismo ebbe la strada spianata.
Speriamo che oggi ci sia un altro finale! Ma per non limitarsi solo a sperare, occorre mettere in campo tutta la nostra volontà per sradicare, una volta per tutte, il germe dell'indifferenza.
Partecipate gente, partecipate!
Scriveva ieri Alberto Burgio sul Manifesto: Dall'inizio degli anni Novanta si è costruito un sistema che favorisce la prepotenza del più forte. In politica, con maggioritario e federalismo contro pluralismo e solidarietà. Nella società, con la guerra neoliberista contro il lavoro. Sul piano internazionale, con l'imperialismo delle «guerre umanitarie». Berlusconi ha enormi responsabilità, ma in un contesto diverso non avrebbe potuto fare i danni che ha fatto. La storia però non comincia vent'anni fa. È più lunga e si vendica con chi la rimuove. L'Italia è unita da appena 150 anni, è una (fragile) democrazia da meno di 70 ed è stata il laboratorio del fascismo europeo. Tutto ciò non va dimenticato poiché riflette caratteri profondi della nostra storia nazionale, in primo luogo il particolarismo delle élites e la scarsa educazione democratica dei ceti medi. ..... La situazione somiglia a quella creatasi nel 1924 all'indomani del delitto Matteotti. Allora il regime nascente (anch'esso capeggiato da transfughi socialisti) vacillò e rischiò di crollare. Mussolini giocò il tutto per tutto, optò per il colpo di forza e vinse. Da quel momento il fascismo ebbe la strada spianata.
Speriamo che oggi ci sia un altro finale! Ma per non limitarsi solo a sperare, occorre mettere in campo tutta la nostra volontà per sradicare, una volta per tutte, il germe dell'indifferenza.
Partecipate gente, partecipate!
venerdì 5 marzo 2010
La Lega Nord e le scritte offensive contro il sindaco
Si legge sulla Gazzetta di Reggio del 9 gennaio 2010:
Sono comparse alcune scritte, sui muri in centro a Novellara, offensive nei confronti del sindaco Raul Daoli e inneggianti alla Lega Nord. Orazio Russotto, capogruppo della Lega in consiglio comunale, con un comunicato ha espresso al sindaco la solidarietà sua e del suo gruppo: "Condanniamo fermamente ogni atto di vandalismo e di teppismo, prendendo le distanze da elementi estranei al movimento. La Lega Nord - ha precisato - porta avanti da sempre battaglie politiche che non scendono mai nell'offesa personale".
Poi, subito dopo, sul sito della Lega Nord di Novellara appare il seguente trafiletto:
9 gennaio 2010: vandalismo e indice di gradimento del sindaco
Scritte vandaliche sui muri, la Lega Nord non c'entra ma di sicuro il livello di gradimento dell'amministrazione è al minimo storico..
Interessante notare come alla doverosa presa di distanze dagli atti vandalici accaduti (la Lega non c’entra) subito dopo segue quel “ma di sicuro” che comunque cerca quasi di trovare una giustificazione a questi atti.
Complimenti, un altro bell’esempio di coerenza politica.
Sono comparse alcune scritte, sui muri in centro a Novellara, offensive nei confronti del sindaco Raul Daoli e inneggianti alla Lega Nord. Orazio Russotto, capogruppo della Lega in consiglio comunale, con un comunicato ha espresso al sindaco la solidarietà sua e del suo gruppo: "Condanniamo fermamente ogni atto di vandalismo e di teppismo, prendendo le distanze da elementi estranei al movimento. La Lega Nord - ha precisato - porta avanti da sempre battaglie politiche che non scendono mai nell'offesa personale".
Poi, subito dopo, sul sito della Lega Nord di Novellara appare il seguente trafiletto:
9 gennaio 2010: vandalismo e indice di gradimento del sindaco
Scritte vandaliche sui muri, la Lega Nord non c'entra ma di sicuro il livello di gradimento dell'amministrazione è al minimo storico..
Interessante notare come alla doverosa presa di distanze dagli atti vandalici accaduti (la Lega non c’entra) subito dopo segue quel “ma di sicuro” che comunque cerca quasi di trovare una giustificazione a questi atti.
Complimenti, un altro bell’esempio di coerenza politica.
giovedì 4 marzo 2010
Don Gallo a Novellara
E “il Gallo”, come lo chiamano a Genova, non ha certamente deluso i cittadini novellaresi.
Sollecitato sul tema del “diritto al fine vita” da Marco Battini, della neonata associazione “L’altro punto di vista”, ha regalato agli oltre 150 presenti due ore di pura emozione, ironizzando sul suo rapporto con le gerarchie ecclesiastiche che lo hanno sempre richiamato all’ordine per le sue idee anticonformiste e che poi non lo hanno “mai scomunicato”, raccontando in modo affettuoso del suo incontro con Beppino Englaro al funerale di Eluana (“appena l’ho visto sono corso ad abbracciarlo e gli ho chiesto scusa per quello che gli avevamo fatto”), ma anche commuovendo il pubblico con toccanti letture, come l’ultima poesia scritta da un giovane tossicodipendente la sera prima di morire per overdose nel bagno della stazione, o la lettera scritta dai suoi ragazzi per ricordare il grande Fabrizio de Andrè, suo amico personale nonché compagno spirituale nella difficile missione di stare sempre e comunque “dalla parte degli ultimi”. Senza poi dimenticare il richiamo alla responsabilità civile. Uno dei passaggi di don Andrea più applauditi della serata è stato quando ha elogiato la partecipazione, in tutte le sue forme, dei cittadini e della gente comune alla società civile e alla vita di relazione: “Lo sapete chi è il vero nemico di questi capitalisti senza scrupoli che speculano sulla povera gente? La vostra presenza qui stasera!”. Proprio quello che volevamo sentirci dire.
Tutto questo tenendo il palco da autentico mattatore, così come sanno fare solo i personaggi dotati di un indiscutibile carisma e di una grande levatura morale.
Un altro punto di vista veramente affascinante. Molto soddisfatti gli organizzatori della serata.
domenica 28 febbraio 2010
La Lega e le foibe
Negli ultimi giorni siamo stati rimproverati dai consiglieri leghisti del comune di Novellara per non aver adeguatamente ricordato la tragedia delle foibe.
Sul sito della lega nord di Novellara compare infatti il seguente trafiletto: “Il 10 febbraio istituito nel 2004 per ricordare le migliaia di istriani gettati vivi nelle foibe dai soldati di Tito e i 350.000 sfollati dall'Istria passa inosservato dall'amministrazione novellarese. Nemmeno un accenno sul sito comunale a differenza del capodanno cinese..”
Ecco, ci risiamo! Ancora una volta l’affermato duo Melli e Russotto tenta di screditare l’amministrazione comunale utilizzando, in modo becero e superficiale, una visione della storia a senso unico (la loro!) che specula sulle tragedie del passato per fini puramente ideologici e propagandistici.
Noi invece a questo gioco non ci stiamo e rispondiamo duramente a queste provocazioni schierandoci dalla parte della storia che, in quanto tale, non può essere cambiata.
Chi oggi ricorda l’atrocità delle foibe avvenute in Istria nel periodo tra il 10 settembre e il 4 ottobre 1943 dovrebbe avere l’onestà intellettuale di condannare anche le violenze e i crimini dei fascisti italiani che hanno occupato quelle terre per oltre un ventennio, da quando cioè, con il trattato di Rapallo del 1920, Gorizia, Trieste, l’Istria e Zara furono annesse all’Italia (Fiume fu annesso in seguito, nel 1924).
Così a quei tempi si esprimeva Mussolini:
“Di fronte ad una razza inferiore e barbara come quella slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”.
Da allora in poi il regime fascista impose in tutto il Venezia Giulia una violenta politica di snazionalizzazione: furono eliminate tutte le istituzioni nazionali slovene e croate, le scuole furono italianizzate, gli insegnanti licenziati o costretti ad emigrare, vennero posti limiti all’accesso degli sloveni nei pubblici impieghi, iniziò un processo di eliminazione politica delle minoranze accompagnato dall’intento di arrivare alla bonifica etnica della Venezia Giulia, con la repressione attuata anche nei confronti del clero e l’abolizione dell’uso della lingua slovena nella liturgia e nell’insegnamento della religione.
Durante la seconda guerra mondiale, a seguito della capitolazione dell’Italia avvenuta l’8 settembre del 43 ci fu una insurrezione popolare contro gli occupanti fascisti che vide la costituzione di tribunali speciali ed esecuzioni sommarie con i cadaveri che vennero barbaramente gettati nelle cavità carsiche dette "foibe" o nelle cave di bauxite, alcune delle quali erano state già adoperate allo stesso scopo dai fascisti nel periodo fra le due guerre mondiali.
Dal 4 ottobre del 43 iniziò poi la feroce violenza degli occupanti tedeschi e dei collaborazionisti fascisti italiani. Dilagati in Istria con ingenti forze dal 2 al 10 ottobre, guidati dai fascisti locali, i tedeschi fecero terra bruciata appiccando il fuoco a decine di paesi, fucilando, impiccando, deportando. Nel solo mese di ottobre 1943 - stando ai loro bollettini di guerra - trucidarono 5216 persone, in maggior parte civili e partigiani, ma anche parecchi "badogliani". Altre diecimila persone (certe fonti parlano di dodicimila) furono invece deportate. Per inciso l'Istria ha dato oltre 17.000 morti tra vittime della repressione nazifascista, morti nei lager e caduti nella Resistenza armata.
Questa signori è la realtà storica e come tale dovrebbe essere rispettata. Invece questi storici nostrani dell’ultima ora si limitano, come sempre, a ragionare per concetti superficiali infarciti di frasi fatte e facili slogan per colpire l’avversario politico in ogni situazione e in ogni caso.
(*) ampie parti di questo articolo sono state prese da un testo dello scrittore Giacomo Scotti
Sul sito della lega nord di Novellara compare infatti il seguente trafiletto: “Il 10 febbraio istituito nel 2004 per ricordare le migliaia di istriani gettati vivi nelle foibe dai soldati di Tito e i 350.000 sfollati dall'Istria passa inosservato dall'amministrazione novellarese. Nemmeno un accenno sul sito comunale a differenza del capodanno cinese..”
Ecco, ci risiamo! Ancora una volta l’affermato duo Melli e Russotto tenta di screditare l’amministrazione comunale utilizzando, in modo becero e superficiale, una visione della storia a senso unico (la loro!) che specula sulle tragedie del passato per fini puramente ideologici e propagandistici.
Noi invece a questo gioco non ci stiamo e rispondiamo duramente a queste provocazioni schierandoci dalla parte della storia che, in quanto tale, non può essere cambiata.
Chi oggi ricorda l’atrocità delle foibe avvenute in Istria nel periodo tra il 10 settembre e il 4 ottobre 1943 dovrebbe avere l’onestà intellettuale di condannare anche le violenze e i crimini dei fascisti italiani che hanno occupato quelle terre per oltre un ventennio, da quando cioè, con il trattato di Rapallo del 1920, Gorizia, Trieste, l’Istria e Zara furono annesse all’Italia (Fiume fu annesso in seguito, nel 1924).
Così a quei tempi si esprimeva Mussolini:
“Di fronte ad una razza inferiore e barbara come quella slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”.
Da allora in poi il regime fascista impose in tutto il Venezia Giulia una violenta politica di snazionalizzazione: furono eliminate tutte le istituzioni nazionali slovene e croate, le scuole furono italianizzate, gli insegnanti licenziati o costretti ad emigrare, vennero posti limiti all’accesso degli sloveni nei pubblici impieghi, iniziò un processo di eliminazione politica delle minoranze accompagnato dall’intento di arrivare alla bonifica etnica della Venezia Giulia, con la repressione attuata anche nei confronti del clero e l’abolizione dell’uso della lingua slovena nella liturgia e nell’insegnamento della religione.
Durante la seconda guerra mondiale, a seguito della capitolazione dell’Italia avvenuta l’8 settembre del 43 ci fu una insurrezione popolare contro gli occupanti fascisti che vide la costituzione di tribunali speciali ed esecuzioni sommarie con i cadaveri che vennero barbaramente gettati nelle cavità carsiche dette "foibe" o nelle cave di bauxite, alcune delle quali erano state già adoperate allo stesso scopo dai fascisti nel periodo fra le due guerre mondiali.
Dal 4 ottobre del 43 iniziò poi la feroce violenza degli occupanti tedeschi e dei collaborazionisti fascisti italiani. Dilagati in Istria con ingenti forze dal 2 al 10 ottobre, guidati dai fascisti locali, i tedeschi fecero terra bruciata appiccando il fuoco a decine di paesi, fucilando, impiccando, deportando. Nel solo mese di ottobre 1943 - stando ai loro bollettini di guerra - trucidarono 5216 persone, in maggior parte civili e partigiani, ma anche parecchi "badogliani". Altre diecimila persone (certe fonti parlano di dodicimila) furono invece deportate. Per inciso l'Istria ha dato oltre 17.000 morti tra vittime della repressione nazifascista, morti nei lager e caduti nella Resistenza armata.
Questa signori è la realtà storica e come tale dovrebbe essere rispettata. Invece questi storici nostrani dell’ultima ora si limitano, come sempre, a ragionare per concetti superficiali infarciti di frasi fatte e facili slogan per colpire l’avversario politico in ogni situazione e in ogni caso.
(*) ampie parti di questo articolo sono state prese da un testo dello scrittore Giacomo Scotti
venerdì 26 febbraio 2010
Asfalti

Come sempre la Lega di casa nostra non perde occasione per fare demagogia populista a basso costo, utilizzando la banalità e la superficialità come strumento di contrapposizione politica e le solite frasi ad effetto per fare presa su quell’opinione pubblica che è sempre pronta a urlare e criticare, ma che poi nel suo piccolo non fa niente per cambiare lo stato delle cose esistenti.
Ne è chiara dimostrazione l’intervista apparsa il 26 febbraio sul quotidiano il Resto del Carlino nella quale i consiglieri leghisti del comune di Novellara, Melli e Russotto, ci accusano di aver fatto “propaganda elettorale” durante l’iniziativa “cantonieri per un giorno” di sabato pomeriggio.
Questa iniziativa, il cui significato simbolico è stato illustrato molto bene nei giorni scorsi da tutti i quotidiani locali, tra i quali lo stesso Resto del Carlino, ma nonostante ciò questo significato è stato ugualmente non compreso da Melli e Russotto (forse perché non era scritto in dialetto?), voleva essere un invito rivolto a tutti i cittadini ad attivarsi il più possibile, ed in modo responsabile, per il bene della propria città.
E loro invece ci vengono a rimproverare di non aver riempito tutte le buche o di averlo fatto solo nel centro storico! Evidentemente questi signori non vedono di buon occhio tutte quelle persone che quotidianamente investono il proprio tempo impegnandosi in attività sociali e di volontariato per la propria città o per i propri concittadini; anzi, al contrario non disdegnano, dall’alto della loro finestra dalla quale rimangono perennemente affacciati, di criticarli e di gettare fango sulle loro teste.
Ne è chiara dimostrazione l’intervista apparsa il 26 febbraio sul quotidiano il Resto del Carlino nella quale i consiglieri leghisti del comune di Novellara, Melli e Russotto, ci accusano di aver fatto “propaganda elettorale” durante l’iniziativa “cantonieri per un giorno” di sabato pomeriggio.
Questa iniziativa, il cui significato simbolico è stato illustrato molto bene nei giorni scorsi da tutti i quotidiani locali, tra i quali lo stesso Resto del Carlino, ma nonostante ciò questo significato è stato ugualmente non compreso da Melli e Russotto (forse perché non era scritto in dialetto?), voleva essere un invito rivolto a tutti i cittadini ad attivarsi il più possibile, ed in modo responsabile, per il bene della propria città.
E loro invece ci vengono a rimproverare di non aver riempito tutte le buche o di averlo fatto solo nel centro storico! Evidentemente questi signori non vedono di buon occhio tutte quelle persone che quotidianamente investono il proprio tempo impegnandosi in attività sociali e di volontariato per la propria città o per i propri concittadini; anzi, al contrario non disdegnano, dall’alto della loro finestra dalla quale rimangono perennemente affacciati, di criticarli e di gettare fango sulle loro teste.
venerdì 12 febbraio 2010
La lega, il crocifisso e il tricolore

Perché la Lega si dice garante delle tradizioni religiose? Lo fa unicamente per avere qualche presa su quella massa cattolica che continua a vivere il cristianesimo come se fosse una religione dai mille riti luccicanti d’oro o dai mille folclori che alternano aspetti religiosi ad aspetti profani. Più profani che religiosi, profani a tal punto da essere dissacranti (http://www.dongiorgio.it/).
Bossi è stato condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per averla in più occasioni pubblicamente offesa usando frasi del tipo "Quando vedo il tricolore mi incazzo", "Il tricolore lo uso per pulirmi il culo", "Il tricolore lo metta al cesso, signora" (http://it.wikipedia.org/).
mercoledì 10 febbraio 2010
Cattivi maestri
Voglio la rivoluzione nei confronti di nomadi, dei zingari! Ho distrutto due campi di nomadi e di zingari a Treviso! Voglio eliminare tutti i bambini dei zingari che vanno a rubare dagli anziani!
Queste parole, degne del peggior Goebbles, dovrebbero far arrossire tutti gli esseri umani per la vergogna di essere state pronunciate da un loro simile. Malgrado ciò, tra i nostri concittadini (e consiglieri comunali) c'è anche chi può vantare l'amicizia dello "sceriffo" Gentilini su Facebook ....
Queste parole, degne del peggior Goebbles, dovrebbero far arrossire tutti gli esseri umani per la vergogna di essere state pronunciate da un loro simile. Malgrado ciò, tra i nostri concittadini (e consiglieri comunali) c'è anche chi può vantare l'amicizia dello "sceriffo" Gentilini su Facebook ....
martedì 9 febbraio 2010
Adesso basta
Essendo io nuovo della politica attiva, all'inizio della mia attività di consigliere e assessore del comune di Novellara ero convinto che tra i tanti doveri istituzionali per i quali avevo ricevuto il mandato dagli elettori e dal sindaco, ci fosse anche quello di cercare il più possibile di instaurare un dialogo fattivo e collaborativo con la minoranza.
Oggi, alla luce del comportamento estremamente scorretto dei loro esponenti, che non perdono occasione per innescare polemiche gratuite e strumentali a fronte di qualsiasi atto più o meno importante effettuato dall'Amministrazione Comunale, devo purtroppo, e con estrema amarezza, prendere atto del fatto che mi sbagliavo.
Con questa minoranza, che ogni giorno tenta di trasformare la normale e sana dialettica politica in propaganda del tipo "contro e sempre" utilizzando la carta stampata prima ancora che discutere nelle sedi istituzionali (Consiglio, Commissioni, etc.) non può esserci dialogo.
Stefano Mazzi
Consigliere e Assessore
Comune di Novellara
Oggi, alla luce del comportamento estremamente scorretto dei loro esponenti, che non perdono occasione per innescare polemiche gratuite e strumentali a fronte di qualsiasi atto più o meno importante effettuato dall'Amministrazione Comunale, devo purtroppo, e con estrema amarezza, prendere atto del fatto che mi sbagliavo.
Con questa minoranza, che ogni giorno tenta di trasformare la normale e sana dialettica politica in propaganda del tipo "contro e sempre" utilizzando la carta stampata prima ancora che discutere nelle sedi istituzionali (Consiglio, Commissioni, etc.) non può esserci dialogo.
Stefano Mazzi
Consigliere e Assessore
Comune di Novellara
Iscriviti a:
Commenti (Atom)